IniziaAnalisi e NewsroomArgento: può seguire il prossimo rialzo dell'oro? Analisi, Gold/Silver Ratio e scenari per il 2026-2027

Argento: può seguire il prossimo rialzo dell'oro? Analisi, Gold/Silver Ratio e scenari per il 2026-2027

L'argento seguirà il prossimo rialzo dell'oro? Analisi di Gold/Silver Ratio, domanda industriale, Silver Institute, scenari 2026-2027 e indicatori da monitorare.
Da Raffaele Costa
Lingotti d'oro e d'argento da investimento su sfondo scuro.
Fonte: Shutterstock

Nell’ipotesi che l'oro a questi livelli avesse trovato un minimo relativo, la naturale e conseguente domanda ora riguarderebbe l'argento.

Image

Correlazione tra le quotazioni di Oro e Argento a luglio 2026. Entrambi i metalli preziosi evidenziano un pattern di consolidamento a triangolo discendente dopo i massimi storici

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Il recente, inaspettato, rallentamento dell'inflazione statunitense potrebbe avere modificato le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve, arricchendo inaspettatamente lo scenario della prospettiva di una possibile discesa dei rendimenti reali e riportando l'oro al centro dell'attenzione nei mercati

Image

I dati destagionalizzati del Bureau of Labor Statistics (BLS) mostrano un'improvvisa inversione di tendenza a giugno, con un calo dei prezzi dello 0,4% (deflazione mensile) dopo mesi di crescita costante della spinta inflazionistica

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Se i prossimi dati dovessero confermare questo trend, per il metallo giallo aumenterebbero le probabilità di aver già costruito un minimo relativo ai livelli attuali, aprendo la strada a una possibile nuova fase di recupero.

A questo punto, per chi investe nei metalli preziosi, l’attenzione si sposta naturalmente anche sul silver nel tentativo di interpretare opportunamente il contesto per immaginare la possibile reazione del fratello minore.

La questione è meno scontata di quanto possa sembrare

Image

Grafico storico della correlazione tra i prezzi dell'oro e dell'argento nel periodo 1976-2026 basato su dati Bloomberg e Precious Metals Insights. L'analisi mostra l'andamento del coefficiente di correlazione mobile a 52 settimane calcolato sui rendimenti logaritmici dei prezzi spot settimanali dei due metalli preziosi

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Sebbene i due metalli presentino una correlazione storicamente elevata, il silver non rappresenta semplicemente una versione più volatile del gold. Sarebbe una imperdonabile conclusione semplicistica. L'argento in verità è piuttosto un asset "ibrido" visto che oltre a essere considerato un metallo prezioso, è anche una materia prima indispensabile per numerosi settori industriali, dall'elettronica al fotovoltaico, fino alle infrastrutture elettriche e ai veicoli elettrici. Secondo il World Silver Survey 2026, oltre la metà della domanda mondiale di argento proviene ormai da utilizzi industriali, una caratteristica che lo rende molto più sensibile all'andamento del ciclo economico rispetto all'oro

Image

I dati evidenziano il deficit strutturale del mercato fisico e il ruolo dominante della domanda industriale, trainata dai settori dell'elettronica e del fotovoltaico, che supera costantemente il 50% dei consumi mondiali complessivi

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Image

L'analisi evidenzia la forte sensibilità ciclica dell'argento attraverso l'asse invertito del PMI, mostrando come l'espansione economica tenda a comprimere il ratio verso quota 50, mentre i rallentamenti industriali e gli shock di mercato ne provochino l'allargamento oltre quota 100

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Questa doppia natura potrebbe determinare un comportamento molto diverso nei prossimi mesi. Se il calo dell'inflazione fosse accompagnato da un'economia statunitense ancora resiliente, l'argento potrebbe beneficiare contemporaneamente della ripresa dell'interesse per i metalli preziosi e di una domanda industriale ancora sostenuta. Se invece la disinflazione fosse il riflesso di un marcato rallentamento economico e di un indebolimento del mercato del lavoro, il quadro cambierebbe con l'oro che continuerebbe a svolgere il proprio ruolo di bene rifugio, mentre il silver rischierebbe di risentire della minore attività manifatturiera.

L'obiettivo di questa analisi non è quindi formulare una previsione di prezzo, ma comprendere quali condizioni macroeconomiche potrebbero consentire all'argento di seguire l'oro oppure di prenderne le distanze. Per farlo analizzeremo il legame storico tra i due metalli, il ruolo del Gold/Silver Ratio, l'evoluzione della domanda industriale e altri utili indicatori che andrebbero monitorati nel prossimo futuro.

Perché oro e argento non si muovono sempre insieme

L'idea che oro e argento si muovano sempre nella stessa direzione è solo parzialmente corretta. Nel lungo periodo i prezzi dei due metalli mostrano una relazione stabile, tanto che diversi studi econometrici basati su modelli di Vector Error Correction Model (VECM) evidenziano l'esistenza di una relazione di equilibrio di lungo termine tra gold e silver in corrispondenza del valore 59,65

Image

Grafico storico del rapporto Oro-Argento (Gold:Silver Ratio) dal 1870 al 2025 basato su dati LBMA e Precious Metals Insights. La linea orizzontale arancione evidenzia il livello di equilibrio di lungo periodo a quota 59,65 calcolato tramite un modello di correzione dell'errore vettoriale (VECM) dal quale il prezzo si discosta nel breve termine a causa dei flussi di investimento fisico

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

In altre parole, quando il rapporto tra i loro prezzi si allontana in misura significativa dai valori storici, tende nel tempo a riavvicinarsi all'equilibrio, anche se le deviazioni possono protrarsi per mesi o persino anni.

Questo equilibrio viene però continuamente influenzato dai flussi di investimento. Nelle fasi di forte avversione al rischio gli investitori privilegiano l'oro, sostenuto anche dagli acquisti delle banche centrali, mentre l'argento tende a sottoperformare per effetto della sua esposizione al ciclo economico. Al contrario, quando le prospettive di crescita migliorano e aumenta la propensione al rischio, il silver tende storicamente a recuperare terreno più rapidamente, comprimendo il Gold/Silver Ratio.

Questa dinamica rende il rapporto tra i due metalli uno degli indicatori più interessanti da osservare nella fase attuale. Se il recente rallentamento dell'inflazione statunitense rappresentasse l'inizio di un contesto più favorevole all'oro, sarà il comportamento dell'argento a fornire indicazioni preziose sulla natura del nuovo ciclo nel tentativo di comprendere se si tratti di una semplice ricerca di beni rifugio oppure di un miglioramento più ampio delle aspettative economiche e industriali.

Gold/Silver Ratio: l'indicatore chiave per capire quando l'argento può sovraperformare l'oro

L’analisi dell’argento non può prescindere dal comportamento dell’oro. Storicamente, infatti, i due metalli condividono una parte significativa dei driver di lungo periodo rappresentati da inflazione, tassi reali, andamento del dollaro, acquisti delle banche centrali e percezione del rischio geopolitico.

Tuttavia, la relazione non è stabile nel tempo. L’oro mantiene una funzione prevalentemente monetaria e di riserva di valore, mentre l’argento presenta la doppia natura di metallo prezioso e materia prima industriale utilizzata nei settori dell’elettronica, del fotovoltaico e delle tecnologie legate alla transizione energetica. Una differenza strutturale che rende interessante il Gold/Silver Ratio (GSR), ovvero il numero di once d’argento necessarie per acquistare un’oncia d’oro.

Un rapporto elevato indica generalmente una maggiore forza relativa dell’oro rispetto all’argento mentre un rapporto in diminuzione segnala invece una fase di relativa sovraperformance dell’argento.

Storicamente il ratio ha attraversato cicli molto ampi. Durante le fasi di forte avversione al rischio, recessione o stress finanziario, gli investitori tendono a privilegiare l’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza, e il rapporto tende ad aumentare. Al contrario, nelle fasi di espansione economica e di maggiore propensione al rischio, l’argento può recuperare terreno grazie anche alla componente industriale, determinando una compressione del rapporto.

Un rapporto elevato non è automaticamente un segnale rialzista per l’argento

Un possibile errore nell’analisi retail dei metalli preziosi consiste nel considerare il Gold/Silver Ratio come un indicatore automatico capace di segnalare una precisa operatività a seconda se il rapporto è alto o basso. La realtà è più complessa per cui un ratio elevato pur potendo riflettere effettivamente una temporanea sottoperformance dell’argento può anche essere il risultato di una fase macroeconomica nella quale il mercato premia magari esclusivamente la componente difensiva dell’oro

Image

Repentino allargamento iniziale del ratio oltre quota 112 dovuto alla corsa verso l'oro come bene rifugio e il successivo crollo verticale verso quota 68 causato dal forte recupero ciclico dell'argento con il miglioramento delle aspettative economiche

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

La storia recente lo dimostra. Durante le crisi finanziarie e gli shock di liquidità, il rapporto tende spesso ad allargarsi perché gli investitori liquidano gli asset più ciclici e si concentrano sull’oro. Solo successivamente, quando la fase di emergenza termina e migliorano le aspettative economiche, l’argento tende generalmente a recuperare.

Per questo motivo il Gold/Silver Ratio deve essere interpretato non come un timing di mercato, ma come una misura del cambiamento nella leadership all’interno del comparto dei metalli preziosi.

Due scenari macro che possono cambiare il Gold/Silver Ratio

Il raffreddamento dell’inflazione statunitense può teoricamente modificare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve, riducendo progressivamente la pressione dei tassi reali sul mercato dei metalli preziosi.

Tuttavia, l’evoluzione successiva potrebbe seguire due percorsi differenti.

Scenario 1: inflazione in calo e crescita ancora resiliente

Se la disinflazione proseguisse senza un deterioramento significativo del mercato del lavoro americano, il mercato potrebbe entrare in una fase favorevole per entrambi i metalli. Infatti, l’oro potrebbe beneficiare delle aspettative di tassi più bassi e del ritorno degli acquisti degli investitori istituzionali, mentre l’argento potrebbe aggiungere alla componente monetaria anche il sostegno della domanda industriale.

In questo scenario il Gold/Silver Ratio potrebbe ridursi, non necessariamente perché l’oro perde valore, ma perché l’argento tende storicamente a recuperare maggiore velocità proprio nelle fasi di miglioramento del ciclo economico.

È il cosiddetto “effetto leva” dell’argento in base al quale nelle fasi positive del ciclo dei metalli preziosi, spesso registra movimenti percentuali superiori rispetto all’oro.

Scenario 2: inflazione in calo ma economia in rallentamento

Lo scenario opposto sarebbe quello di una disinflazione accompagnata da un deterioramento dell’occupazione e della crescita. In questo caso l’oro potrebbe mantenere un vantaggio relativo grazie alla sua funzione difensiva, sostenuto da aspettative di tagli dei tassi e da una maggiore domanda di protezione.

L’argento invece potrebbe risentire della sua esposizione industriale per cui un rallentamento della produzione globale, della manifattura o degli investimenti nel settore tecnologico potrebbe limitare la sua capacità di sovraperformare.

In questa configurazione il Gold/Silver Ratio potrebbe rimanere elevato o addirittura aumentare, indicando una preferenza del mercato per l’oro rispetto al metallo più ciclico.

Come illustrato, in definitiva si tratta più che di una scommessa direzionale di un’ipotesi di valore relativo (relative value).

Il vero interesse del Gold/Silver Ratio non è quindi fornire una previsione sul prezzo futuro dell’argento, ma aiutare a comprendere quale fase del ciclo dei metalli preziosi il mercato sta considerando. Un eventuale restringimento del rapporto potrebbe rappresentare un segnale di maggiore fiducia verso la componente industriale dell’argento e verso una fase più espansiva del ciclo economico. Al contrario, un ratio persistentemente elevato suggerirebbe che gli investitori continuano a privilegiare la funzione monetaria dell’oro rispetto alla componente ciclica dell’argento.

Per questo motivo, soprattutto dopo il forte rialzo dell’oro degli ultimi anni, il confronto tra i due metalli necessità di una certa attenzione per cui la domanda non è soltanto se l’argento possa salire, ma se possa riuscire a recuperare terreno rispetto all’oro nel prossimo ciclo dei metalli preziosi.

I fondamentali dell'argento: deficit di mercato, domanda industriale e outlook 2026-2027

Dopo il forte apprezzamento registrato negli ultimi trimestri, il mercato dell'argento entra in una fase diversa.

Image

Il grafico evidenzia la poderosa tendenza rialzista parabolica che ha spinto il prezzo dai minimi del 2025 fino al massimo storico record sopra i 120 USD, seguita da una successiva fase di correzione e consolidamento plurimensile verso l'area di supporto attuale a ridosso dei 58 USD

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Mentre il ciclo precedente è stato sostenuto dalla combinazione di deficit di offerta, domanda industriale record e forte rialzo dell'oro, oggi il contesto si presenta più articolato con i fondamentali che restano costruttivi ma iniziano a emergere alcuni fattori che suggeriscono la possibilità di un riequilibrio dei valori.

Cosa prevede il World Silver Survey 2026

Il World Silver Survey 2026, realizzato dal Silver Institute con Metals Focus, continua a descrivere un mercato fisico relativamente teso

Image

L'analisi mette in correlazione l'andamento del prezzo spot in dollari per oncia (Silver Price) con i periodi di surplus e il persistente deficit fisico strutturale registrato negli ultimi cinque anni consecutivi che ha spinto le quotazioni verso i massimi storici

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Per il 2026 è atteso il sesto deficit consecutivo del mercato mondiale dell'argento, sebbene di entità inferiore rispetto agli anni precedenti

Image

L'analisi mostra un quadro dell'offerta con la tenuta della produzione mineraria (Mine Production) e il solido contributo derivante dalle attività di riciclo (Recycling)

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Alla base di questa evoluzione vi è una crescita dell'offerta mineraria e del riciclo, che dovrebbe attenuare solo parzialmente lo squilibrio tra domanda e offerta.

La vera novità riguarda però la composizione della domanda

Image

L'analisi evidenzia la solida stabilità prevista per la domanda complessiva

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Secondo il rapporto, la domanda industriale dovrebbe rallentare rispetto ai livelli eccezionali raggiunti negli ultimi anni

Image

L'analisi mostra la forte contrazione dell'intensità di utilizzo del metallo per singolo watt (Ag Loadings per Watt) e la stabilizzazione su un plateau della domanda totale (Ag demand in PV) a ridosso delle 200 milioni di once nel biennio finale, nonostante l'espansione della tecnologia TopCon

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Il principale motivo è il settore fotovoltaico, dove il continuo miglioramento dell'efficienza produttiva e la progressiva riduzione dell'argento utilizzato per ogni pannello stanno limitando il consumo di metallo, pur in presenza di installazioni ancora elevate.

Image

L'analisi evidenzia, all'interno del riquadro arancione, la stabilizzazione e il successivo rallentamento della quota di consumi industriali della Cina tra il 2024 e il 2025 rispetto alla forte espansione degli anni precedenti, riflettendo il cambio di passo del ciclo economico asiatico

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

A ciò si aggiunge un possibile rallentamento della domanda cinese, dopo l'accelerazione osservata nel 2025.

Questo non significa necessariamente che venga meno il supporto ai prezzi. Lo stesso Silver Institute evidenzia infatti come il calo della domanda industriale possa essere in parte compensato da un recupero degli investimenti fisici, con una maggiore domanda di lingotti e monete nei mercati occidentali e un interesse ancora sostenuto da parte degli investitori indiani, in un contesto caratterizzato da persistente incertezza macroeconomica.

Perché WisdomTree invita alla prudenza dopo il rally

Su questa base si innesta l'analisi di WisdomTree, che invita tuttavia a un approccio più prudente rispetto ai mesi successivi al rally. Secondo la società, dopo il picco registrato a inizio anno, il mercato potrebbe evolvere in una fase di normalizzazione. Il restringimento del deficit, la maggiore produzione mineraria e una domanda industriale più sensibile ai prezzi potrebbero limitare ulteriori accelerazioni delle quotazioni. Per questo motivo, pur mantenendo una visione costruttiva nel medio termine, WisdomTree ritiene più probabile un apprezzamento graduale verso area 70 dollari l'oncia entro il secondo trimestre del 2027, piuttosto che il ritorno ai movimenti estremamente rapidi osservati nella fase più euforica del mercato.

La sintesi dei due studi porta alla conclusione interessante che non sembrano emergere elementi che indichino la fine del ciclo strutturale dell'argento, ma piuttosto cambiano i motori che potrebbero sostenerlo.

Negli ultimi anni il driver dominante è stato certamente il deficit fisico del mercato mentre nei prossimi trimestri potrebbe probabilmente essere il contesto macroeconomico a fare la differenza. Secondo il Silver Institute, un'eventuale riduzione dei tassi reali, una ripresa del ciclo manifatturiero globale e un oro ancora forte potrebbero continuare a sostenere l'argento. Al contrario, un rallentamento più marcato dell'attività industriale o un incremento dell'offerta superiore alle attese potrebbero tradursi in una fase di consolidamento, pur all'interno di un mercato che resta strutturalmente più equilibrato rispetto al passato.

In quest'ottica, l'obiettivo di prezzo indicato da WisdomTree non andrebbe semplicisticamente interpretato come una previsione certa, ma come la rappresentazione di uno scenario condizionato al presupposto che l'oro continui a fornire supporto al comparto dei metalli preziosi e che il rallentamento della domanda industriale rimanga contenuto. Secondo WisdomoTree, se una di queste condizioni dovesse venir meno, anche il percorso dell'argento potrebbe essere impattato e risultare molto diverso.

In definitiva, il semplice fatto che il mercato rimanga in deficit non è sufficiente, da solo, a garantire ulteriori rialzi delle quotazioni. Affinché il deficit si traduca in una pressione significativa sui prezzi sarà probabilmente necessario che continui anche il sostegno della domanda finanziaria, favorita da rendimenti reali più contenuti, oppure che la domanda industriale torni ad accelerare oltre le attese.

In altre parole, il 2026 potrebbe rappresentare un anno nel quale il mercato dell'argento sarà sempre meno guidato da un unico fattore e sempre più dall'interazione tra diverse variabili:

  • la politica monetaria della Federal Reserve, attraverso il suo impatto sui rendimenti reali e sull'interesse per gli asset rifugio;
  • l'evoluzione del ciclo industriale globale, che determinerà la domanda proveniente da fotovoltaico, elettronica e infrastrutture elettriche;
  • la tenuta della domanda di investimento, con il compito di compensare l'eventuale rallentamento di alcuni segmenti della domanda fisica.

Questa convergenza di fattori rende l'argento un mercato particolarmente complesso da interpretare. Mentre il precedente ciclo era stato dominato soprattutto dalla scarsità fisica dell'offerta come abbiamo visto, il prossimo potrebbe dipendere molto di più dalla capacità dell'economia globale di mantenere un ritmo di crescita sufficiente a sostenere la domanda industriale, possibilmente senza compromettere il percorso di allentamento monetario delle principali banche centrali.

Analisi tecnica: perché il grafico dell'oro potrebbe anticipare quello dell'argento

L'analisi fondamentale ci ha aiutato a individuare i fattori che potrebbero probabilmente sostenere l'argento nel prossimo futuro, tuttavia, è solo il comportamento dei prezzi che è capace di fornire indicazioni sul momento in cui il mercato inizia effettivamente a prezzare questi scenari. Da questo punto di vista, osservare il grafico del silver in modo isolato ci espone probabilmente al rischio di condurre un’analisi incompleta. Molto più utile è confrontarlo con quello dell'oro.

Gli acquisti record delle banche centrali, la domanda di beni rifugio alimentata dalle tensioni geopolitiche e la prospettiva di un progressivo allentamento della politica monetaria statunitense hanno consentito al gold di raggiungere nuovi massimi storici, mentre l'argento ha mostrato un andamento più irregolare, alternando fasi di forte accelerazione a correzioni più profonde

Image

L'analisi mostra il diverso comportamento dei due asset durante le rispettive fasi di mercato: nel riquadro azzurro l'oro sale del +44,38% mentre l'argento sovraperforma con un rally parabolico del +161,33%, mentre nel successivo riquadro rosa la correzione dell'oro si limita al -26,92% a fronte di un crollo molto più marcato dell'argento che cede il -49,00%

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Dal punto di vista tecnico, tuttavia, questa divergenza potrebbe rappresentare un elemento da monitorare visto che, storicamente, nelle grandi fasi rialziste dei metalli preziosi il silver tende a muoversi con un certo ritardo rispetto all'oro

Image

L'analisi mostra la maggiore volatilità e la tendenza dell'argento a sovraperformare l'oro in contesti di mercato rialzista, come accaduto tra il 2009 e il 2011 quando la performance del metallo grigio ha superato il +75% in scia al breakout dell'oro

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

È accaduto tra il 2009 e il 2011, quando dopo il breakout del gold l'argento mise a segno una performance nettamente superiore. Uno schema simile si osservò anche nel ciclo successivo alla pandemia, sebbene con intensità inferiore.

Il motivo è riconducibile alla diversa composizione della domanda. L'oro viene normalmente acquistato per primo dagli investitori istituzionali nelle fasi di riduzione dei rendimenti reali o di aumento dell'incertezza geopolitica. Solo successivamente, quando cresce la convinzione che il movimento possa consolidarsi e il contesto macroeconomico risulti meno fragile, parte dei flussi tende a spostarsi anche sull'argento, tradizionalmente caratterizzato da una volatilità più elevata

Image

Grafico mostra i potenziali punti di breakout per Oro e Argento a luglio 2026. I cerchi blu e i punti di domanda evidenziano le resistenze chiave e le linee di tendenza discendenti che i due metalli preziosi devono superare per invertire l'attuale fase di correzione e avviare un nuovo ciclo rialzista

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Per questo motivo, nell'attuale fase di mercato, il grafico dell'oro potrebbe assumere un valore anticipatore rispetto a quello del silver. Se il metallo giallo dovesse confermare la tenuta dei recenti minimi relativi e riprendere il trend primario, aumenterebbero le probabilità che anche l'argento completi la propria fase di consolidamento. Una conferma arriverebbe dalla capacità del silver di riportarsi stabilmente sopra le principali resistenze costruite durante la correzione, accompagnata da volumi in aumento e da un miglioramento della forza relativa rispetto all'oro.

Al contrario, un eventuale fallimento del tentativo di recupero dell'oro metterebbe sotto pressione anche il silver. In quest'ultimo caso la volatilità tipicamente più elevata dell'argento potrebbe tradursi in una correzione proporzionalmente più marcata, soprattutto se accompagnata da un deterioramento degli indicatori ciclici, come i PMI manifatturieri e gli indici di produzione industriale.

Queste argomentazioni rende interessante, più che concentrarsi esclusivamente sui livelli di prezzo assoluti, osservare l'evoluzione del Gold/Silver Ratio, che rappresenta una misura sintetica della forza relativa tra i due metalli. Adb esempio, una progressiva discesa del rapporto, accompagnata da un ritorno dell'oro sopra i recenti livelli di supporto e da dati macroeconomici coerenti con uno scenario di soft landing, costituirebbe un'indicazione tecnica più significativa di un semplice rialzo del silver considerato isolatamente.

Image

Grafico dell'andamento storico a lungo termine delle quotazioni di oro e argento tra il 2020 e il 2026, dove il cerchio blu evidenzia il momento del breakout iniziale dell'oro che ha anticipato la successiva e più violenta accelerazione rialzista dell'argento verso i massimi del 2026

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

In altre parole, non è tanto il breakout dell'argento a meritare attenzione, quanto la sequenza con cui si muoveranno i due metalli. Se la storia dovesse ripetersi, sarà probabilmente l'oro a dare il primo segnale, mentre l'argento potrebbe esprimere la parte più intensa del movimento soltanto in una fase successiva, quando il mercato inizierà a scontare contemporaneamente condizioni monetarie più favorevoli e una crescita economica ancora sufficientemente robusta.

Una strategia di relative value: lo spread trading sul Gold/Silver Ratio

Per gli investitori più esperti, il Gold/Silver Ratio potrebbe essere utilizzato non solo come indicatore di mercato, ma anche come base per una ipotetica strategia di spread trading, cioè un'operazione che punta sull'evoluzione del rapporto relativo tra oro e argento, piuttosto che sulla direzione assoluta dei due metalli. Una strategia relative value.

L'obiettivo non è prevedere se i prezzi saliranno o scenderanno, ma individuare quale dei due metalli abbia maggiori probabilità di sovraperformare l'altro.

In uno scenario come quello descritto in questa analisi, caratterizzata da inflazione in graduale rallentamento, possibile allentamento della politica monetaria e ripresa del ciclo manifatturiero, una progressiva riduzione del Gold/Silver Ratio potrebbe essere indicativa di una fase nella quale l'argento recupera terreno rispetto all'oro.

In questo caso, alcuni investitori professionali valutano appunto strategie di spread trade, ad esempio:

  • posizione lunga sull'argento e contemporaneamente corta sull'oro, se l'obiettivo è beneficiare della riduzione del Gold/Silver Ratio. Ovviamente agendo sulle size in modo opportuno per tenere conto della diversa volatilità degli strumenti per cui la size normalmente si riduce in proporzione alla volatilità;
  • viceversa, posizione lunga sull'oro e corta sull'argento quando il contesto macro suggerisce un possibile aumento dell'avversione al rischio, magari un rallentamento dell'economia o un ampliamento del rapporto.

Il vantaggio di questo approccio è che una parte del rischio direzionale del comparto dei metalli preziosi potrebbe venire attenuata. Se, ad esempio, entrambi i metalli dovessero correggere a causa di un rafforzamento del dollaro o di un rialzo dei rendimenti reali, il risultato dell'operazione dipenderebbe soprattutto da quale dei due performa relativamente meglio, anziché dall'andamento assoluto delle quotazioni.

Naturalmente, si tratta di una strategia più complessa rispetto a un investimento tradizionale, poiché richiede un'attenta gestione delle esposizioni e un monitoraggio costante del contesto macroeconomico. Per questo motivo è generalmente utilizzata tramite futures, ETF o CFD da investitori con un livello di esperienza adeguato.

In definitiva, il Gold/Silver Ratio può essere considerato non soltanto un indicatore statistico, ma anche uno strumento operativo per cui quando è coerente con i segnali provenienti da inflazione, rendimenti reali, PMI e domanda industriale, può contribuire a individuare un cambio di leadership tra oro e argento prima che esso si rifletta pienamente nelle quotazioni.

Nota metodologica: lo spread trading sul Gold/Silver Ratio non elimina il rischio di mercato e non rappresenta una strategia priva di perdite potenziali. È uno strumento di relative value, il cui esito dipende dalla corretta interpretazione del ciclo macroeconomico e dall'evoluzione della forza relativa dei due metalli, più che dalla semplice direzione dei prezzi.

Checklist operativa: 7 indicatori per capire il prossimo movimento dell'argento

Dopo aver analizzato la relazione tra oro e argento, la domanda più importante per un investitore non è soltanto se l’argento possa salire, ma quale scenario macroeconomico il mercato stia effettivamente iniziando a prezzare.

L’esperienza storica mostra infatti che i maggiori movimenti dell’argento raramente dipendono da un singolo fattore. Sono il risultato della combinazione tra politica monetaria, ciclo economico, domanda industriale e flussi di investimento come abbiamo ampiamente trattato.

Per questo motivo, più che cercare un prezzo obiettivo statico, può essere più utile costruire una checklist di indicatori da monitorare, in grado di segnalare se il mercato si stia muovendo verso uno scenario favorevole all’oro oppure verso una ipotetica fase nella quale l’argento possa recuperare terreno.

1. Inflazione USA (CPI): il primo indicatore da osservare

Il dato sull’inflazione americana rimane uno degli elementi più importanti per comprendere la traiettoria dei tassi reali e, di conseguenza, l’attrattività dei metalli preziosi.

Un rallentamento progressivo del CPI, soprattutto della componente core, tende storicamente a sostenere l’oro perché aumenta la probabilità di una politica monetaria meno restrittiva da parte della Federal Reserve.

Per l’argento il segnale è ancora più interessante quando il calo dell’inflazione avviene senza un deterioramento significativo della crescita.

Ipotetica interpretazione:

  • CPI in calo + crescita resiliente: scenario potenzialmente favorevole all’argento, perché combina potenziali tassi più bassi e domanda industriale ancora solida.
  • CPI in calo + forte rallentamento economico: maggiore vantaggio relativo per l’oro, che potrebbe mantenere il ruolo di protezione.

Si dovrebbe quindi evitare di leggere il dato inflattivo in modo isolato ma il punto chiave non è soltanto quanto scende l’inflazione, ma in quale contesto economico scende.

2. Non Farm Payrolls e mercato del lavoro: il segnale sulla Fed

Il mercato del lavoro americano rappresenta il secondo tassello fondamentale.

Un indebolimento graduale dell’occupazione può convincere la Federal Reserve ad accelerare il percorso di riduzione dei tassi, creando un ambiente generalmente positivo per i metalli preziosi.

Tuttavia, un brusco deterioramento dell’occupazione avrebbe un effetto differente sui due metalli.

Ipotetica interpretazione:

  • Rallentamento controllato dei Non Farm Payrolls: scenario favorevole sia all’oro sia all’argento.
  • Caduta marcata dell’occupazione: possibile fase iniziale positiva per l’oro, ma potenzialmente negativa per l’argento a causa del timore di recessione industriale.

La differenza fondamentale è che l’oro beneficia principalmente della componente finanziaria, mentre l’argento necessita anche di un ciclo produttivo sufficientemente robusto.

3. Rendimenti reali USA: il vero costo opportunità dei metalli

Tra tutti gli indicatori macroeconomici, i rendimenti reali dei Treasury americani rimangono probabilmente il parametro più importante per il mercato dell’oro.

Quando i rendimenti reali scendono, detenere un asset privo di rendimento come l’oro diventa relativamente più conveniente.

L’argento tende generalmente a beneficiare dello stesso movimento, ma con una sensibilità maggiore al ciclo economico.

Segnali utili da monitorare:

  • Rendimenti reali in diminuzione: positivo per il comparto dei metalli preziosi.
  • Riduzione dei rendimenti reali accompagnata da miglioramento del ciclo manifatturiero: configurazione storicamente più favorevole all’argento.
  • Riduzione dei rendimenti reali causata esclusivamente da paura recessiva: possibile prevalenza dell’oro.

4. PMI manifatturieri: il termometro della componente industriale dell’argento

Questo è uno degli indicatori che distingue maggiormente oro e argento.

L’oro è principalmente influenzato da fattori monetari e finanziari, mentre l’argento incorpora anche una componente legata alla produzione industriale globale.

I dati PMI manifatturieri, soprattutto quelli relativi a Stati Uniti, Cina ed Europa, possono quindi teoricamente anticipare un cambio di leadership tra i due metalli.

Interpretazione:

  • PMI in espansione sopra quota 50: aumenta la probabilità di una sovraperformance dell’argento poiché questo indicatore quando osservato sopra 50 nella comune interpretazione esprime espansione economica.
  • PMI in contrazione: tende a favorire l’oro rispetto all’argento per motivazione esattamente contrarie al caso precedente.

Un miglioramento del ciclo manifatturiero globale, che richiede un crescente impiego di materie prime normalmente e combinato con tassi reali più bassi, rappresenterebbe probabilmente il contesto macro più favorevole per una fase di recupero del rapporto argento/oro.

5. Gold/Silver Ratio: il segnale di conferma della rotazione

Il Gold/Silver Ratio dovrebbe essere considerato come un indicatore di conferma, non come un elemento predittivo isolato.

Un calo del rapporto indica che l’argento sta iniziando a recuperare terreno rispetto all’oro.

La dinamica più interessante potrebbe essere:

  • oro stabile o in rialzo;
  • argento con performance superiore;
  • rapporto Gold/Silver Ratio in diminuzione.

Questo segnalerebbe non una fuga dall’oro, ma una fase nella quale magari il mercato inizia a riconoscere anche il potenziale industriale dell’argento.

Al contrario, un rapporto persistentemente elevato suggerirebbe che gli investitori continuano a privilegiare la sicurezza dell’oro.

6. Acquisti delle banche centrali: il supporto strutturale dell’oro

Negli ultimi anni gli acquisti record delle banche centrali hanno notoriamente rappresentato uno dei principali driver del mercato dell’oro.

Questa domanda istituzionale ha una caratteristica diversa rispetto ai flussi finanziari tradizionali visto che tende a essere più stabile e meno sensibile ai movimenti di breve periodo.

Un’accelerazione degli acquisti ufficiali rappresenta quindi un elemento di supporto soprattutto per l’oro.

Per l’argento, invece, il driver principale rimane maggiormente legato alla combinazione tra investimento e domanda industriale.

Ipotetica interpretazione:

  • forti acquisti delle banche centrali uniti a debolezza industriale producono una possibile leadership dell’oro;
  • forti acquisti delle banche centrali uniti a ripresa manifatturiera determinano probabilmente uno scenario potenzialmente favorevole a entrambi i metalli, con maggiore leva per l’argento.

7. Silver Institute: monitorare il deficit strutturale del mercato

Un ultimo elemento da non trascurare riguarda i fondamentali specifici dell’argento.

I dati pubblicati dal Silver Institute evidenziano negli ultimi anni una crescente attenzione verso il rapporto tra domanda e offerta, in particolare per l’utilizzo industriale del metallo nel fotovoltaico e nelle tecnologie energetiche come abbiamo visto.

Il mercato dell’argento presenta la caratteristica particolare di mostrare una quota rilevante dell’offerta derivante da attività minerarie dove l’argento è spesso un sottoprodotto dell’estrazione di altri metalli

Image

Grafico e tabella statistica della produzione mineraria di argento ripartita per metallo di origine. L'analisi evidenzia come la maggior parte dell'argento globale venga estratto come sottoprodotto da miniere di piombo/zinco (29,4%), rame (28%) e oro (15,9%), superando l'output delle miniere di argento primario che si ferma al 26,1% del totale mondiale

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Questo rende più complesso aumentare rapidamente la produzione in presenza di una crescita della domanda.

Andrebbe quindi monitorato:

  • evoluzione della domanda industriale;
  • consumi del settore fotovoltaico;
  • produzione mineraria;
  • eventuale persistenza di deficit strutturali.

Un deficit fisico prolungato non garantisce automaticamente un rialzo dei prezzi nel breve termine, ma potrebbe rappresentare un importante elemento di supporto nel lungo periodo.

     
     
     

La conclusione operativa è quindi che le dinamiche future dell’argento dipenderanno piuttosto dalla transizione tra due regimi di mercato. Se dovesse prevalere uno scenario di disinflazione con crescita ancora sostenuta, l’argento potrebbe rappresentare la parte più dinamica del comparto dei metalli preziosi, se invece il rallentamento economico dovesse diventare dominante, l’oro potrebbe continuare a mantenere la leadership grazie alla sua funzione monetaria. L’aspetto più importante non sarà quindi prevedere un prezzo preciso dell’argento, ma riconoscere in anticipo quale combinazione di indicatori potrebbe prendere forma.

FAQ

Conviene investire nell'argento dopo il forte rialzo degli ultimi anni?

Dopo una fase di forte apprezzamento è opportuno valutare l'argento non solo in funzione del prezzo raggiunto, ma anche del contesto macroeconomico. Rendimenti reali, politica monetaria della Federal Reserve, domanda industriale e andamento dell'oro sono fattori che potrebbero influenzarne l'evoluzione nei prossimi trimestri. Più che chiedersi se il prezzo sia "troppo alto", può essere più utile comprendere se i driver fondamentali rimangano favorevoli.

Qual è la differenza tra investire in oro e investire in argento?

L'oro è principalmente considerato un bene rifugio e una riserva di valore, mentre l'argento possiede una doppia natura: metallo prezioso e materia prima industriale. Per questo motivo il suo andamento dipende non solo dalle aspettative sui tassi d'interesse e dall'avversione al rischio, ma anche dall'evoluzione del ciclo economico globale e della domanda proveniente da settori come fotovoltaico, elettronica e infrastrutture elettriche.

Che cos'è il Gold/Silver Ratio e perché è importante?

Il Gold/Silver Ratio misura quante once d'argento sono necessarie per acquistare un'oncia d'oro. Un rapporto elevato indica una maggiore forza relativa dell'oro, mentre una sua riduzione segnala generalmente una fase nella quale l'argento tende a sovraperformare. Non rappresenta però un indicatore di acquisto o vendita automatico, ma uno strumento utile per interpretare il contesto macroeconomico e la leadership tra i due metalli.

Quali indicatori macroeconomici possono influenzare maggiormente il prezzo dell'argento?

Tra gli indicatori più rilevanti figurano l'inflazione statunitense (CPI), i Non Farm Payrolls, i rendimenti reali dei Treasury USA, i PMI manifatturieri, il Gold/Silver Ratio, gli acquisti di oro da parte delle banche centrali e i dati pubblicati annualmente dal Silver Institute sull'equilibrio tra domanda e offerta del mercato fisico.

Il deficit del mercato dell'argento è sufficiente a far salire i prezzi?

Non necessariamente. Un deficit strutturale rappresenta un elemento di supporto di lungo periodo, ma da solo non garantisce un rialzo delle quotazioni. Per tradursi in un movimento sostenibile dei prezzi deve essere accompagnato da una domanda di investimento robusta oppure da una crescita della domanda industriale superiore alle attese.

Perché molti analisti osservano prima il grafico dell'oro e solo successivamente quello dell'argento?

Storicamente l'oro tende spesso ad anticipare i principali movimenti del comparto dei metalli preziosi grazie al suo ruolo di bene rifugio. L'argento, caratterizzato da una maggiore volatilità, ha invece mostrato in diversi cicli di mercato la tendenza a sovraperformare in una fase successiva, quando migliorano contemporaneamente le condizioni monetarie e le prospettive economiche.

Capital Com è un provider di servizi di sola esecuzione. Il presente materiale è da ritenersi una comunicazione di marketing e non costituente ricerca o consulenza in materia di investimenti. I pareri riportati su questa pagina non costituiscono una raccomandazione da parte di Capital Com o dei suoi agenti. La Società non rilascia alcuna dichiarazione o fornisce garanzie in merito all'accuratezza o all’esaustività delle informazioni rese. Chiunque agisca sulla base di quanto riportato in questa pagina lo fa avendo piena consapevolezza dei rischi a cui si espone.