La tua guida trading GBP/USD

Fai trading di Cfd su GBP/USD e sulle altre principali coppie di valute, indici, azioni, criptovalute e commodities attraverso la piattaforma di Capital.com, senza commissioni e regolata da FCA e CySEC. Leva fino a 1:200 (solo per i professionisti) disponibile sul web e mobile.
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La tua guida al trading GBP/USD

Fai trading di Cfd su GBP/USD e sulle altre principali coppie di valute, indici, azioni, criptovalute e commodities attraverso la piattaforma di Capital.com, senza commissioni e regolata da FCA e CySEC. Leva fino a 1:200 (solo per i professionisti) disponibile sul web e mobile.

Il cambio GBP/USD è uno dei più liquidi fra le coppie di valute del mercato forex. I differenziali denaro-lettera, il volume e la volatilità sono tutti fattori che contribuiscono alla diffusione del trading GBP/USD. È una fra le coppie di valute più ricche di liquidità, nonché la terza più negoziata su scala globale.

In questo mercato la sterlina britannica è la valuta di base, mentre il dollaro americano è la valuta di quotazione. Questo significa che il prezzo della coppia corrisponde sempre alla quantità di dollari americani che può acquistare una sterlina britannica.

GBP/USD

Orari di trading GBP/USD

Teoricamente è possibile fare trading sulle coppie forex 24/7, ma ci sono fasce orarie principali in cui il trading GBP/USD è più volatile. Il trading sterlina-dollaro vede come fascia oraria più attiva quella fra le 06:00 e le 16:00 (GMT).

Storia del GBP/USD

Per quasi tutto il XIX secolo, fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale, una sterlina valeva poco meno di cinque dollari. In via del tutto eccezionale, durante la guerra civile americana, la sterlina potè godere di un picco temporaneo, arrivando a valere 10$. La sterlina inglese era la maggiore valuta al mondo e deteneva più del 60% del debito globale antecedente alla Prima Guerra Mondiale. Il dollaro si riprese nei primi anni ’20 del Novecento e, alla fine del 1944, con la nascita del sistema monetario a seguito degli accordi Bretton-Woods (un’idea che voleva il dollaro legato a un valore fisso al prezzo dell’oro, rendendolo così la riserva non-ufficiale del mondo), il cambio GBP/USDsi stabilizzò a £1:$4,03.

Nel 1971 la sterlina diventò una valuta a fluttuazione libera, dato che il sistema Bretton-Woods stava lentamente collassando. Allo stesso tempo anche il dollaro diventò a fluttuazione libera, e gli Stati Uniti decisero di abbandonare il gold standard. 

Come regola generale, dato che la sterlina poteva fluttuare liberamente verso il dollaro, il valore nominale della sterlina diminuì col tempo, portando tutti a credere che la sterlina stesse subendo un lento declino. Tuttavia, al netto dell’inflazione, l’immagine è leggermente diversa. Una ricerca condotta dai Prof. Elroy Dimson, Prof. Paul Marsh e dal Dottor Mike Staunton della London Business School suggerisce che dalla Seconda Guerra Mondiale la coppia di valute sia rimasta stabile in termini reali.

Nella storia recente ci sono stati due casi in cui la coppia GBP/USD è entrata in crisi, ovvero situazioni in cui la sterlina ha perso valore rispetto al dollaro, o in cui il dollaro ha incrementato il proprio valore rispetto alla sterlina.

1)   In seguito alla recessione economica globale (la Grande Recessione), all’inizio del 2009, la sterlina ha subito un picco negativo durato sette anni: £1 valeva meno della soglia di $1.40 ($1.386). Si trattava di una ripercussione dell’ancora di salvataggio del governo: miliardi di sterline a supporto del settore bancario.

2)   Nel 2016 in Gran Bretagna si è tenuto un referendum che ha deciso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea entro marzo 2019. La mattina in cui è stato dato l’annuncio, la sterlina è crollata dell’8%: la caduta giornaliera peggiore della sterlina dai tempi dell’introduzione dei tassi di cambio fluttuanti che seguì il collasso del sistema Bretton-Woods nel 1971.

Fattori che influenzano il GBP/USD

Esistono moltissimi fattori che possono avere un impatto sulle due valute, sia in generale, sia relativamente l’una all’altra sul lungo termine. Cambiamenti in: PIL, occupazione, tassi di interesse, tassi di inflazione, e cambiamenti politici relativi all’economia interna.

La politica monetaria è uno tra i principali fattori che influenzano il GBP/USD. Le comunicazioni provenienti da entrambe le banche centrali possono essere uno dei fattori decisivi per quanto riguarda il valore della coppia. La Bank of England effettua una revisione dei tassi di interesse ogni mese, la US Federal Reserve, invece, otto volte l’anno. Un fattore che al momento influenza la sterlina nello specifico è la Brexit. Il rapporto della Gran Bretagna con l’EU, di qualsiasi natura esso sia, sarà un fattore estremamente rilevante nei prossimi dieci anni.

Come fare trading GBP/USD

GBP/USD è una tra le coppie più importanti nel mercato forex, ovvero fra quelle con i volumi di trading giornalieri più elevati. Inoltre, è una tra le prime coppie di valute negoziabili sul mercato. Un trader individuale può negoziare su GBP/USD sia con un contratto forex, sia con un contratto per differenza su quella particolare coppia di valute e guadagnare dalle differenze di prezzi.

Negozia British Pound / US Dollar CFD

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Un Cfd è uno strumento finanziario, utilizzato tipicamente da un broker e da un investitore, basato sul fatto che un broker acconsenta a pagare al posto del trader la differenza di valore di un sottostante fra l’apertura e la chiusura di una negoziazione. I Cfd possono essere utilizzati sia per posizioni ‘lunghe’ (se credi che il prezzo crescerà), sia per posizioni ‘corte’ (se credi che il prezzo diminuirà). È considerato un investimento, o negoziazione, a breve termine, poiché i Cfd tendono ad essere utilizzati entro un periodo di tempo limitato.

Ad esempio, per negoziare su GBP/USD con i Cfd, negozi sulla direzione dell’asset sottostante. Se credi che il GBP crescerà, acquistando i Cfd aprirai una posizione lunga. Se invece credi che il GBP perderà valore rispetto all’USD, allora aprirai una posizione corta vendendo i Cfd.

Perché fare trading di Cfd sull’AUD/USD con Capital.com?

Tecnologia avanzata di I.A. (intelligenza artificiale): una newsfeed simile a quella di Facebook fornisce agli utenti contenuti unici e personalizzati a seconda delle preferenze. Se il trader prende una serie di decisioni basandosi su bias, l’innovativa SmartFeed mette a sua disposizione materiale selezionato per lui. La rete neurale analizza i comportamenti all’interno dell’App, suggerisce video, articoli e notizie per migliorare la propria strategia di investimento. 

Fare trading con un margine: con Capital.com puoi fare trading con un margine (30:1 per il GBP/USD).

Fare trading sulla differenza: facendo trading di Cfd sul GBP/USD si negozia sulla crescita o sulla discesa del suo valore. Il trading di Cfd non è diverso da quello tradizionale per quanto riguarda le strategie associate. Un trader di Cfd può prendere una posizione ‘lunga’ o ‘corta’, stabilire limiti e stop losse applicare scenari di trading allineati ai propri obiettivi. 

Analisi complessiva a supporto del trading: la piattaforma web permette ai trader di dare forma alle proprie analisi di mercato e consente previsioni con indicatori tecnici. Ad esempio, un trader potrebbe scegliere di avere come dati principali del proprio feedle analisi di mercato e le previsioni del GBP/USD. Capital.com fornisce anche aggiornamenti live e diverse tipologie di grafici disponibili su desktop, iOS e Android.

Sicurezza: Capital.com dà particolare importanza alla sicurezza. Autorizzata da CySEC e da FCA, agisce nel rispetto di tutte le normative e dà sempre la precedenza alla sicurezza dei dati dei propri clienti. La società consente il ritiro dei soldi 24/7 e conserva i fondi dei trader in conti bancari separati.

Il 16 settembre 1992, un giorno chiamato Black Wednesday, il GBP/USD crollò del 25%, quando la Gran Bretagna abbandonò il meccanismo di cambio europeo. Più recentemente, dopo il voto sulla Brexit nel 2016, il GBP/USD ha perso più del 10% in un giorno. A partire dalla nascita della coppia GBP/USD, il picco positivo è stato di 2,455 e il picco negativo di 1,05. Entrambi questi picchi sono stati raggiunti negli anni ‘80. Durante la Grande Recessione, invece, la coppia ha raggiunto un positivo di 2,11 e un negativo di 1,426.


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