I CFD sono strumenti complessi e presentano un alto rischio di rapida perdita di denaro a causa della leva finanziaria. Il 81.40% degli account di investitori individuali perde denaro quando negozia CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre un rischio elevato di perdere denaro.

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Tutto quello che devi sapere per fare trading sulle materie prime: cosa sono, quali fattori le influenzano e gli orari di trading.

Cos’è il trading di materie prime e perché è importante per i trader?

Le materie prime sono la più antica forma di strumenti finanziari. Il mercato delle materie prime, infatti, può dirsi antico tanto quanto la civiltà umana. La storia ci suggerisce che la prima materia prima negoziata sia stata il riso, circa 6000 anni fa. Ai tempi dei Sumeri (4500 a.C.) gettoni di argilla venivano utilizzati come forma di denaro per comprare il bestiame.

Oggi il trading sulle materie prime è alla base dell’ecosistema globale del trading. Con l’avvento del trading online sulle materie prime, i trader privati hanno avuto accesso ai mercati globali delle materie prime con un capitale relativamente basso.

Le materie prime sono diventate un mezzo piuttosto diffuso di copertura dell’inflazione e di diversificazione del portafoglio. Per molti trader e investitori, il trading sulle materie prime è una via privilegiata per proteggere i fondi e ridurre i rischi.

Quali sono le principali materie prime?

Generalmente, le materie prime si dividono in 4 principali categorie:

  1. Materie prime agricole, comprese i prodotti alimentari (cacao, caffè, cotone, granoturco), bestiame (suini, bovini) e prodotti industriali (lana, legname).
  2. Materie prime energetiche, come il gas naturale, il petrolio greggio e la benzina, carbone e uranio, etanolo ed elettricità.
  3. Materie prime metalliche, come i metalli comuni (ferro, zinco, alluminio, nichel, acciaio…) e metalli preziosi (oro, argento, palladio e platino).
  4. Materie prime ambientali, come i certificati di energia rinnovabile, le emissioni di carbonio e i certificati bianchi.

Alcuni credono che le criptovalute, una asset class unica e ampiamente diffusa, possano essere a loro volta considerate una materia prima, e nonostante la Swiss Financial Supervisory Authority (FINMA) e la US Securities and Exchange Commission (SEC) cerchino di regolamentare le criptovalute per farle risultare come qualcosa di simile alle azioni, in molti pensano che le criptovalute siano molto più simili alle materie prime del mondo reale.

A conferma di questa teoria, si pensi che il Bitcoin è chiamato anche “digital gold”, mentre, in inglese, molte criptovalute vengono “mined”, ovvero, letteralmente, “estratte”. Le criptovalute, proprio come le commodities, sono libere da controlli esterni e il loro valore è definito da fattori di mercato. Inoltre, le criptovalute possono anche essere negoziate per beni o merci, ed è possibile la speculazione. Detto questo, elenchiamole pure qui sotto:

5. Criptovalute, come Bitcoin, Litecoin, Ethereum, Ripple, Monero e molti altri.

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