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Leonardo nel nuovo ciclo globale della difesa: geopolitica, riarmo e trasformazione tecnologica

Leonardo sotto la lente degli investitori nel pieno del rischio geopolitico legato alla guerra in Iran. Analisi aggiornata del settore difesa, confronto con i principali competitor europei e internazionali, dati su spesa militare globale e posizionamento strategico del gruppo.
Da Raffaele Costa
Modello di aereo militare esposto accanto al logo Leonardo durante una presentazione nel settore della difesa e aerospazio
Fonte: Shutterstock

Leonardo sotto la lente degli investitori nel pieno del rischio geopolitico legato alla guerra in Iran. Analisi aggiornata del settore difesa, confronto con i principali competitor europei e internazionali, dati su spesa militare globale e posizionamento strategico del gruppo. Focus su fondamentali, backlog, piano industriale e obiettivi di prezzo degli analisti nel 2026. Uno scenario completo per valutare prospettive, rischi e potenziale del titolo Leonardo.

Un contesto geopolitico caratterizzato da conflitti simultanei

A livello globale il settore della difesa sta attraversando una fase di trasformazione probabilmente strutturale. Infatti, a differenza dei cicli precedenti in cui si è assistito a crisi che potremmo dire regionali, l’attuale fase di riarmo è sostenuta da una molteplicità di tensioni geopolitiche simultanee come ci ricordano il conflitto in Ucraina, la rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina e le ormai crescenti tensioni in Medio Oriente.

Proprio il Medio Oriente rappresenta oggi uno dei principali fattori di instabilità con il governo israeliano che corrobora questo scenario visto che ha approvato una revisione del bilancio statale con cui aumenta significativamente le risorse destinate alla difesa, portando il budget militare a circa 39 miliardi di dollari per sostenere il confronto con l’Iran e le operazioni che, in generale, si renderanno necessarie in ambito regionale

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Confronto aggiornato dei budget militari mondiali 2026 per paese con dati ufficiali

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Il conflitto ha spinto i governi a rivedere le priorità di bilancio e a rafforzare gli investimenti in sicurezza, difesa aerea e protezione delle infrastrutture strategiche in generale.

Parallelamente, la competizione strategica tra le grandi potenze continua ad accelerare il processo di riarmo globale con la Cina che, come riportato da Reuters, ha annunciato un aumento del proprio budget militare del 7% per il 2026, proseguendo un percorso di modernizzazione delle forze armate che mira a rafforzare la posizione militare del Paese nel Pacifico e non solo.

Questi sviluppi sono indicativi probabilmente di come il sistema internazionale stia percorrendo un sentiero di più intensa competizione strategica con possibili implicazioni dirette per il settore della difesa.

La crescita della spesa militare globale

Come detto, il risultato più evidente di questo contesto geopolitico è l’espansione globale della spesa militare.

Secondo il report Military Balance 2026 dell’International Institute for Strategic Studies, la spesa militare mondiale ha raggiunto 2,63 trilioni di dollari nel 2025, in aumento rispetto ai 2,48 trilioni del 2024, con una crescita reale del 2,5% su base annua.

Si tratta di uno dei livelli più elevati mai registrati, confermando un trend che dura ormai da diversi anni. Interessante notare come l’aumento non sia uniforme ma è trainato soprattutto da alcune importanti regioni

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Grafico 2026 sulla spesa difesa UE: trend, priorità strategiche e investimenti militari.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

L’Europa, ad esempio, ha registrato uno dei tassi di crescita più rapidi. Secondo dati del Consiglio dell’Unione Europea, la spesa militare dei Paesi membri dell’Unione ha raggiunto 343 miliardi di euro nel 2024 e dovrebbe arrivare a circa 381 miliardi nel 2025, superando per la prima volta il 2% del PIL medio europeo

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Spesa e investimenti militari della Germania 2026: dati ufficiali e trend strategici.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Il trend è particolarmente evidente in alcuni Paesi chiave. La Germania, dopo la riforma del proprio freno al debito per finanziare il riarmo, ha portato il budget militare a oltre 107 miliardi di dollari nel 2025, quasi il doppio rispetto ai livelli del 2021.

Questo aumento degli investimenti non riguarda solo il volume complessivo della spesa, ma anche la composizione dei programmi militari, con una crescente attenzione verso tecnologie avanzate e sistemi integrati.

Parallelamente si assiste ad importanti incrementi sia del fatturato che dell’occupazione

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Occupazione e fatturato del settore difesa in Europa

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Il riarmo europeo e la nuova politica industriale della difesa

Il riarmo europeo rappresenta una delle trasformazioni più significative ed inaspettate potremmo dire degli ultimi anni.

Infatti, dopo oltre due decenni di riduzione dei budget militari successivi alla Guerra Fredda, molti Paesi dell’Unione stanno ora ricostruendo capacità militari che erano state progressivamente ridimensionate. Secondo un’analisi del Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo, l’espansione dell’industria della difesa europea è alimentata dal deterioramento della sicurezza internazionale, dall’aumento della spesa militare e dalle nuove iniziative di cooperazione industriale che si sta instaurando tra gli Stati membri.

Questa trasformazione ha implicazioni dirette anche per l’industria, infatti i governi europei stanno cercando di rafforzare la base proprio industriale della difesa, in modo da ridurre la dipendenza da fornitori esterni favorendo anche la cooperazione tra aziende europee.

La trasformazione tecnologica del campo di battaglia

Parallelamente alla crescita della spesa militare, un altro fattore sta ridefinendo il settore: la rivoluzione tecnologica della guerra moderna.

Negli ultimi conflitti, dall’Ucraina al Medio Oriente, secondo quanto riportato in una nota del Parlamento Europeo si è osservato un crescente utilizzo di tecnologie relativamente economiche ma estremamente efficaci, come droni autonomi, sistemi di sorveglianza digitale e strumenti di guerra che potremmo definire elettronica.

Questo cambiamento sta modificando le priorità dei governi e delle forze armate. Le strumentazioni tradizionali come carri armati, caccia e sistemi missilistici restano fondamentali, ma vengono sempre più integrate con infrastrutture digitali basate su dati, sensori e algoritmi di analisi.

Il risultato è una crescente domanda per sistemi di difesa integrati, alimentando un’evoluzione tecnologica che sta praticamente ridefinendo anche il modello industriale del settore, spingendo le aziende a sviluppare piattaforme interoperabili, scalabili e architetture digitali complesse.

Un settore diventato pilastro delle politiche economiche

Nel complesso, il settore della difesa non è più percepito soltanto come un comparto industriale specialistico, ma come un elemento centrale della politica economica e di sicurezza nazionale. La conseguenza sembra essere sempre più quella di un ruolo crescente nelle strategie industriali di lungo periodo, in grado di influenzare innovazione tecnologica, occupazione qualificata e autonomia sul piano strategico.

È all’interno di questo nuovo contesto che si inserisce la strategia dei grandi gruppi industriali della difesa europei tra cui Leonardo, insieme a player come Airbus, Thales e Rheinmetall chiamati ora a rispondere a una domanda di sicurezza che appare destinata a rimanere sostenuta nel lungo periodo.

Il posizionamento competitivo di Leonardo nel settore globale della difesa

Un mercato dominato dai grandi gruppi statunitensi

Spostandoci ora sul piano dell’analisi del settore, quello globale è fortemente concentrato intorno a un numero relativamente ristretto di grandi gruppi industriali, con una chiara leadership espressa dai player statunitensi

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Settore armamenti: grafico comparativo di ricavi e quote di mercato per paesi.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Aziende come Lockheed Martin, RTX Corporation e Northrop Grumman rappresentano da anni il vertice della filiera militare mondiale, beneficiando di un fattore strutturale decisivo come la dimensione del bilancio della difesa degli Stati Uniti.

Secondo analisi pubblicate dal The Wall Street Journal nel marzo 2026, queste aziende hanno registrato forti performance di mercato negli ultimi mesi grazie all’aumento della domanda per sistemi missilistici, difesa aerea e tecnologie avanzate

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Grafico 2026: andamento azioni Leonardo vs Lockheed Martin e Northrop Grumman nel settore difesa.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Le azioni di Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno registrato rialzi significativi durante la fase di escalation delle tensioni in Medio Oriente, riflettendo l’aspettativa degli investitori di nuovi ordini militari e programmi di modernizzazione delle forze armate.

In particolare, i sistemi di difesa aerea e i missili guidati, prodotti soprattutto da RTX e Lockheed Martin, sono diventati centrali nei nuovi programmi di sicurezza occidentali, spinti secondo quanto si legge in un documento recente del Parlamento Europeo dalla necessità di contrastare minacce emergenti come droni autonomi e missili a basso costo.

In questo contesto, le aziende europee operano in una posizione decisamente diversa visto che, pur beneficiando dell’aumento della spesa militare nel continente, devono confrontarsi con un mercato sicuramente più frammentato e con bilanci nazionali significativamente inferiori rispetto a quello statunitense.

L’ecosistema industriale europeo

Nel panorama europeo, alcuni gruppi svolgono un ruolo di riferimento del settore come Airbus, Thales, BAE Systems e Rheinmetall.

Ognuno di questi operatori esprime un posizionamento industriale distinto con Airbus, ad esempio, che combina un ruolo primario nel settore aeronautico civile, Thales è invece specializzata in sistemi elettronici impiegati in missioni critiche, radar avanzati e sicurezza delle comunicazioni. Da parte sua, Rheinmetall ha rafforzato la propria posizione negli ultimi anni soprattutto nel segmento dei veicoli terrestri e delle munizioni, beneficiando della crescente domanda generata dalla guerra in Ucraina soprattutto.

Secondo analisi pubblicate dal Financial Times nel 2026, il riarmo europeo pur creando un contesto favorevole per il comparto complessivo, siamo di fronte ad un mercato frammentato e ad una competizione significativa tra aziende per l’accesso ai programmi militari finanziati dai governi.

Questa frammentazione rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità visto che da un lato limita la possibilità di beneficiare di economie di scala rispetto ai gruppi statunitensi, ma dall’altro favorisce sicuramente la cooperazione industriale e la creazione di partnership tra aziende europee.

La strategia di Leonardo: sistemi integrati e difesa digitale

In questo scenario competitivo si inserisce la strategia di Leonardo, che negli ultimi anni ha accelerato la propria trasformazione verso un modello industriale basato su sistemi integrati e capacità digitali avanzate.

Secondo quanto riportato da Reuters e citando dati della stessa Leonardo, il gruppo ha presentato un aggiornamento del proprio piano industriale con l’obiettivo di rafforzare la presenza in segmenti ad alta tecnologia come cybersecurity, intelligenza artificiale e supercalcolo. Il CEO Roberto Cingolani ha sintetizzato questa trasformazione con l’espressione “from bullets to bytes”, indicando la volontà di passare da un modello centrato esclusivamente sull’hardware militare a uno basato su piattaforme digitali integrate.

Uno dei progetti più rilevanti in questa direzione è Michelangelo Dome, un sistema di difesa multilivello progettato per contrastare minacce provenienti da diverse fonti, dai droni ai missili, attraverso una rete integrata di sensori, radar e piattaforme di comando e controllo. Secondo Reuters, Leonardo stima che questo programma possa generare circa 21 miliardi di euro di ricavi nei prossimi dieci anni, con circa 6 miliardi previsti già entro il 2030.

La scelta di puntare su architetture di difesa integrate riflette una tendenza più ampia del settore con le forze armate che richiedono sempre più sistemi in grado di combinare hardware, software e analisi dei dati in tempo reale, piuttosto che piattaforme isolate.

Partnership internazionali e accesso ai mercati globali

Un altro elemento caratterizzante della strategia competitiva di Leonardo è rappresentato dalle partnership industriali internazionali. A differenza dei grandi gruppi statunitensi, che possono contare su un enorme mercato domestico, le aziende europee devono spesso costruire alleanze per accedere a nuovi programmi e mercati.

Secondo Reuters, Leonardo sta lavorando a diverse iniziative di cooperazione industriale, tra cui l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles e collaborazioni con partner internazionali per rafforzare la propria presenza nei programmi di difesa europei.

Queste operazioni mirano a rafforzare la capacità del gruppo di competere su scala globale e di partecipare ai grandi programmi multinazionali che caratterizzeranno il settore nei prossimi decenni.

Un posizionamento intermedio nel panorama globale

Nel complesso, il posizionamento competitivo di Leonardo può essere descritto come intermedio tra i giganti statunitensi e gli altri principali gruppi europei

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Top player mondiali del settore difesa 2026: grafico comparativo di fatturato

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

L’azienda non dispone della scala finanziaria dei grandi contractor americani, ma possiede un portafoglio tecnologico diversificato che include elicotteri, elettronica militare, radar e cybersecurity. Questo mix le consente di occupare una posizione strategica in alcuni segmenti chiave della difesa moderna.

Il vero fattore competitivo nel prossimo decennio sarà probabilmente la capacità delle aziende di integrare tecnologie digitali, sensoristica avanzata e piattaforme tradizionali in sistemi interoperabili. In questo contesto, la strategia di Leonardo punta a sfruttare proprio questa convergenza tecnologica per rafforzare la propria posizione nel mercato globale della difesa.

Implicazioni finanziarie: valutazioni, crescita e confronto tra Leonardo e i big globali

Performance operative 2025–2026: la traiettoria di Leonardo

Nel marzo 2026 Leonardo ha comunicato risultati preliminari 2025 superiori alle attese e un aggiornamento della guidance 2026–2030.

Secondo quanto riportato da MarketScreener, il gruppo prevede:

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Grafico 2026 con principali indicatori economici e di bilancio di Leonardo, ricavi e margini.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

  • Crescita sostenuta dei ricavi nel periodo 2026–2030

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Grafico 2026 del EBITDA di Leonardo

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

  • Aumento progressivo dell’EBITA

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Grafico 2026 del cash flow di Leonardo

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

  • Generazione di cassa in miglioramento

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Grafico 2026 del dividendo di Leonardo

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

  • Dividendo proposto di €0,63 per azione, in aumento rispetto all’anno precedente

Reuters riporta inoltre che il portafoglio ordini resta solido, sostenuto dalla forte domanda europea per sistemi di difesa aerea e tecnologie integrate.

Reuters informa che un elemento centrale del piano industriale è il progetto Michelangelo Dome, per cui Leonardo stima circa €21 miliardi di opportunità nei prossimi 10 anni, con circa €6 miliardi attesi entro il 2030.

Questi numeri indicano una traiettoria di crescita strutturale legata non a ciclicità breve ma a programmi evidentemente pluriennali.

Il confronto europeo: valutazioni e crescita

Nel panorama europeo, i principali comparabili di Leonardo sono:

  • BAE Systems
  • Thales
  • Rheinmetall
  • Airbus (divisione Defence & Space)

Secondo Reuters, Rheinmetall ha beneficiato fortemente dell’aumento della domanda di munizioni e veicoli terrestri, ma ha anche registrato volatilità legata alla capacità produttiva e alle guidance operative.

BAE Systems ha comunicato nel 2026 una crescita degli ordini sostenuta dal riarmo europeo e dai programmi USA/UK.

Invece, come riportato da Financial Times, Thales continua a registrare una domanda robusta per elettronica e sistemi radar, segmento in cui i margini risultano mediamente più elevati rispetto alle piattaforme pesanti.

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Leonardo in borsa 2026 a confronto con le maggiori aziende europee del settore difesa.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Nel confronto valutativo:

  • Rheinmetall tratta con multipli più elevati, riflettendo crescita accelerata post-Ucraina
  • BAE Systems presenta profilo più difensivo e stabile
  • Thales è valutata come player ad alto contenuto tecnologico
  • Leonardo si colloca in posizione intermedia, con potenziale re-rating legato all’esecuzione del piano digitale cui si faceva riferimento

La variabile chiave: ordini e backlog

Secondo quanto riferito dalla stessa Leonardo, l’azienda mantiene un portafoglio ordini robusto e in crescita, sostenuto dai nuovi programmi europei e dalle partnership industriali.

Il Financial Times sottolinea che nel 2026 molte aziende del settore stanno beneficiando di contratti pluriennali che offrono visibilità sui ricavi fino alla fine del decennio in corso.

Negli Stati Uniti, il Wall Street Journal evidenzia che Lockheed e RTX continuano a ricevere ordini per sistemi di difesa aerea e missilistica, segmenti considerati prioritari alla luce delle tensioni in Medio Oriente e in Asia.

Questo elemento risulta cruciale per le valutazioni di mercato visto che maggiore backlog significa minore incertezza sugli utili futuri, cosa molto apprezzata in generale dai mercati.

Margini e qualità degli utili

Un altro elemento discriminante è la qualità dei margini operativi.

Secondo analisi riportate dal Financial Times nel 2026:

  • I contractor USA mostrano margini operativi mediamente superiori grazie alla scala e all’efficienza produttiva
  • Le aziende europee stanno migliorando i margini grazie all’aumento dei volumi

Leonardo, secondo Reuters, punta a un miglioramento progressivo dell’EBITA nel periodo 2026–2030, sostenuto dalla maggiore incidenza delle attività ad alto contenuto tecnologico (cyber, elettronica, supercalcolo) mentre il passaggio verso un modello più digitale potrebbe migliorare il mix di margini rispetto alle attività tradizionali a minore redditività.

Il fattore geopolitico come driver di valutazione

Nel 2026 il settore difesa si presenta per ovvie ragioni più correlato agli sviluppi geopolitici.

L’escalation in Medio Oriente potrebbe essere alla base dei rialzi immediati nei titoli della difesa, riflettendo logiche aspettative di incremento della spesa militare.

Il Financial Times osserva che l’aumento dei budget europei, con diversi Paesi oltre il 2% del PIL e impegni di lungo periodo, sta trasformando il comparto in un settore strutturalmente più rilevante e quindi interessante per gli investitori istituzionali, investitori tipicamente di medio e lungo termine.

Dunque, in questo scenario, Leonardo beneficia di maggiore spesa europea, domanda per sistemi integrati di difesa aerea e posizionamento in segmenti ad alta tecnologia. Tuttavia, occorre tenere presente che resta esposta alla competizione dei colossi USA soprattutto, ai rischi della esecuzione industriale dei programmi di espansione e trasformazione che abbiamo visto nonché ai vincoli fiscali dei governi europei nel lungo periodo.

Obiettivi di prezzo e valutazioni degli analisti

In un contesto che sembra mostrare un certo interesse degli investitori verso i titoli del settore difesa, come visto trainato dall’ampliamento delle prospettive di crescita e dall’aumento dei budget militari globali, gli analisti hanno aggiornato le loro previsioni sul titolo Leonardo.

Secondo un report di Barclays pubblicato nel marzo 2026, la banca d’affari ha rialzato la raccomandazione su Leonardo da “Equal Weight” a “Overweight” e ha alzato il prezzo obiettivo a €68 per azione (da €53 in precedenza), evidenziando “forti prospettive di crescita degli utili e miglioramento dei flussi di cassa”, con potenziale rialzo implicito del 8% rispetto quotazioni spot del momento. Il miglioramento dell’outlook riflette la diversificazione del gruppo e la sua capacità di aumentare la quota nei mercati della difesa europei e statunitensi.

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Grafico aggiornato 2026: obiettivi di prezzo degli analisti per il titolo Leonardo.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Investing.com riporta una sintesi delle previsioni disponibili sul mercato e mostra un consenso degli analisti basato su circa 18 coperture sell-side con un target price medio di circa €62,5 su 12 mesi, mentre i range più recenti si collocano tra un minimo di circa €55 e un massimo di circa €71 per azione.

Questi livelli di prezzo target considerano vari fattori macro e specifici del settore:

  • la visibilità sugli ordini pluriennali e il backlog oltre i 20 mld € per il 2026, riflettendo robusta domanda per sistemi avanzati di difesa;
  • il percorso di miglioramento dell’EBITA e del free cash flow, che alcune banche stimano in rialzo significativo entro il 2030;
  • la valutazione relativa rispetto ai peer europei, dove Leonardo sta scambiando con uno sconto di circa 14 % in termini di EV/EBIT rispetto alla media di settore, secondo Barclays.

Nel complesso, il consensus degli analisti segnala una posizione favorevole per gli investitori orientati al medio termine, con target price che riflettono sia il posizionamento nella difesa europea sia le opportunità di espansione in segmenti high-tech.

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Titolo Leonardo 2026: analisi grafica della fase laterale e breakout al rialzo.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Tecnicamente i prezzi, dopo aver risolto al rialzo la formazione laterale recente tra 43 e 56, hanno prodotto un breackout con annesso pullback sul livello di resistenza statica collocato a 56 circa. Il tutto in una cornice di divergenza ribassista con l’RSI14, circostanza questa che, isolatamente presa, non è indicativa di robuste indicazioni operative per cui andranno fatte di volta in volta le opportune analisi incrociando più dati e indicazioni per ricavare un possibile scenario per il futuro

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Leonardo 2026: grafico del titolo in borsa all’interno di un canale rialzista di lungo termine.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Più in generale, il trend rialzista di Leonardo non mostra segni tecnici di stress con i prezzi inquadrati in un canale rialzista regolarmente inclinato e con il movimento crescente che avviene sotto la mediana. Tuttavia, eventuali cambiamenti nel contesto di mercato o la rottura di livelli tecnici rilevanti potrebbero modificare rapidamente il quadro grafico.

Conclusione

In sintesi, Leonardo si trova in una posizione interessante ma non dominante nel panorama globale. Rispetto ai giganti statunitensi, il gap dimensionale resta significativo mentre rispetto ai peer europei, il posizionamento tecnologico appare piuttosto competitivo

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Confronto 2026 dei fatturati tra Leonardo e le principali aziende europee del settore difesa.

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri

Come normalmente avviene, la variabile decisiva sarà l’esecuzione del piano 2026–2030 e la capacità di trasformare la crescita del backlog in miglioramento strutturale dei margini.

FAQ

Qual è il posizionamento di Leonardo nel settore difesa europeo e globale?

Leonardo è tra i principali player europei, con forte presenza in aerospazio, elettronica e sistemi integrati di difesa. Rispetto ai colossi USA come Lockheed Martin e Northrop Grumman, il gruppo mantiene dimensioni più contenute ma competitività tecnologica elevata.

Quali fattori geopolitici influenzano il titolo Leonardo?

Le tensioni in Medio Oriente, in particolare legate alla guerra in Iran, e l’aumento dei budget militari europei aumentano la domanda di sistemi di difesa avanzati. Questi sono alcuni dei fattori che potrebbero agire come driver di crescita per Leonardo e il settore difesa in generale.

Quali sono le prospettive finanziarie e gli obiettivi di prezzo di Leonardo?

Quali sono le prospettive finanziarie e gli obiettivi di prezzo di Leonardo? Gli analisti indicano un target price medio di circa €62–63 per azione, con range tra €55 e €71, riflettendo il miglioramento dei ricavi, dell’EBITA e del backlog. Barclays ha recentemente aggiornato la raccomandazione a “Overweight” con un prezzo obiettivo di €68.

Come si confronta Leonardo con i competitor europei?

Leonardo compete con BAE Systems, Thales, Rheinmetall e Airbus Defence & Space. Pur avendo dimensioni inferiori rispetto ai giganti USA, il gruppo italiano mantiene vantaggi in segmenti ad alta tecnologia come elettronica, cyber e sistemi integrati, con margini operativi in miglioramento.

Quali rischi devono considerare gli investitori?

I principali rischi riguardano la concorrenza globale, possibili ritardi nei programmi industriali, volatilità geopolitica e vincoli fiscali dei governi europei. Tuttavia, il backlog robusto e le partnership strategiche riducono parte dell’incertezza sugli utili futuri.

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