Tech e Chips hanno rotto al ribasso: Nasdaq
Gli ETF che tracciano il settore Tech ed i Semiconduttori hanno già rotto la loro trendline rialzista più inclinata.
Questo è un articolo di sola analisi tecnica. Guarda all’andamento del Nasdaq dopo la brutta settimana appena passata, chiusa con un calo del 5,49%, e soprattutto dopo i chiari segni di fatica mostrati dal settore tecnologico e da quello dei microchip.
Partiamo proprio da qui, con i grafici di due ETF: XLK (Technology Select Sector SPDR Fund), che segue l’andamento del settore tecnologico, e SOXX (iShares Semiconductor ETF), che si concentra su semiconduttori e chip. Il settore tecnologico in senso stretto (Information Technology, secondo la classificazione GICS) pesa circa il 58% dell’indice. Ne restano fuori però Alphabet, Meta e Netflix, che rientrano nei servizi di comunicazione, e Amazon e Tesla, classificate tra i beni di consumo discrezionali: contando anche queste si arriva a circa il 76%. I semiconduttori sono un sottosettore della tecnologia, ma negli ultimi mesi sono diventati molto importanti: da soli valgono circa il 31% del Nasdaq.
Entrambi gli ETF hanno rotto al ribasso la loro trendline più inclinata, cioè la linea di tendenza rialzista più ripida. Più in basso ci sono altri livelli di supporto, ma per ora il quadro tecnico è questo, e per il Nasdaq non è un buon segnale.

XLK, ETF del settore tecnologico, febbraio 2026 - oggi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

SOXX, ETF che replica i semiconduttori, 2025 - oggi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
Passiamo al Nasdaq, partendo da un grafico di lungo periodo su base settimanale. Anche qui il quadro è interessante. Il movimento rialzista si può far partire da aprile 2025, dopo lo scossone dei dazi, oppure dalla fine del 2022, quando si è chiuso l’ultimo vero mercato ribassista (bear market) sugli indici americani, anche per durata. In entrambi i casi venerdì scorso il prezzo ha chiuso a ridosso di una trendline rialzista, anche se non della più estrema. Nel grafico sono in verde le trendline tracciate dal 2025 e in arancione quelle dal 2022. Sull’RSI settimanale a 14 periodi, un indicatore che misura la forza dei movimenti di prezzo, si nota poi una certa divergenza: l’ultimo valore è 53,63.

Nasdaq, settimanale, 2020 - oggi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
Scendiamo ora sul grafico giornaliero e concentriamoci sulla trendline più inclinata, quella che parte da aprile 2026. Venerdì 16 ottobre l’indice ha chiuso la seduta praticamente su questa linea. Oggi c’è un rimbalzo piuttosto forte: alle 13:10 (ora italiana) il Nasdaq sale dell’1,09%, e lo fa partendo proprio da quella trendline.
Nel grafico ci sono altri due elementi importanti. Il primo è una resistenza statica vicina ai massimi, in area 30.150: il prezzo l’ha superata più volte, ma sempre brevemente. Il secondo è un canale. Ad agosto e settembre l’indice aveva mostrato una certa debolezza, con minimi e massimi sempre più bassi, che si possono racchiudere in un canale (la linea rossa tratteggiata). Il Nasdaq ne era uscito, ma la settimana scorsa ci è rientrato. Le medie mobili a 21 e a 50 periodi restano sopra il prezzo e sono più o meno piatte.

Nasdaq, giornaliero. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
Sono giorni interessanti per l’indice tecnologico, proprio mentre arrivano i risultati trimestrali delle grandi aziende tech.


XLK, 2015 - oggi SOXX, 2015 - oggi