Mercato Espresso - 05 Novembre 2026
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Milano, 5 novembre, 08.45 am - Wall Street ha archiviato il voto di metà mandato con un rally da manuale. Ieri il Dow ha guadagnato 1.569 punti (+3,03%) a 53.356, di nuovo sopra quota 53.000 per la prima volta dall'8 settembre: è la seduta migliore dal 9 aprile 2025, il giorno della pausa sui dazi reciproci. S&P500 +1,58% a 7.688, Nasdaq +1,44%. Una rimonta notevole, dopo che nella notte i futures sul Nasdaq 100 avevano toccato il minimo da fine luglio.
Perché il rally
La svolta è arrivata da Trump. Al New York Times si è detto "assolutamente disposto" ad accettare il risultato, al Wall Street Journal ha promesso di lavorare con i democratici: titoli che hanno coinciso con l'inversione dei futures. Il mercato temeva una contestazione del voto e ha visto sgonfiarsi il premio per il rischio politico. A questo si aggiunge la lettura classica del governo diviso: lo stallo legislativo frena gli eccessi e storicamente è buona per l’azionario, con l'S&P500 in rialzo dopo ciascuna delle ultime 11 elezioni di metà mandato. Il resto lo ha fatto il petrolio, che nel pomeriggio ha esteso i guadagni.
Il rally però è stato selettivo. Hanno corso i titoli legati all'economia domestica e ai consumi, con Walmart +3%, Bank of America +4% e l'ETF sui beni di prima necessità ai massimi storici. Tra le big tech Apple (+6%) tocca il record a $354, letta come titolo "anti-AI". La filiera dei data center: Nvidia -3%, i neocloud -6% in media con CoreWeave a -7% e CDS a cinque anni oltre 1.100 pb. Pesa la vittoria di Gina Hinojosa in Texas, che promette una moratoria sui data center in uno Stato che vale il 27% della capacità USA.
Petrolio, oro e dollaro.
Il WTI ha perso l'8,3% a $88,12 e il Brent l'8,7% a $94,62, oltre il 14% in meno da inizio settimana. Il vicepresidente Vance ha attribuito la sconfitta alla guerra con l'Iran e il mercato ne deduce che Trump abbia ora un incentivo in più a trattare, anche perché il Congresso democratico potrebbe limitarne i fondi. Per CIBC, però, le vendite sono "un po' eccessive". Salgono i preziosi: oro spot +3,4% a $4.061, argento +5,1% a $52,29, stamattina l'oro si spinge verso $4.120. Il Dollar Index cede lo 0,3% a 101,3, EUR/USD a 1,1235 e sterlina a 1,3476. Per Macquarie, meno data center significa meno crescita USA e un dollaro più debole. Rendimenti: decennale al 4,86%, 2 anni al 4,57%.
Futures
Stamattina futures contrastati: S&P500 -0,3%, Nasdaq 100 -1,2%, Dow +141 punti. Dopo la chiusura Qualcomm ha ceduto il 6,5% nonostante conti sopra le stime e l'accordo con SpaceX per Starlink Mobile; AppLovin +24% su risultati e guidance, Expedia -7% sulla guidance. In Asia vendite sui chip: Advantest e Lasertec -12%, Tokyo Electron -10%, SK Hynix -9%, Kospi -2,3%. Il Nikkei è salito dello 0,5%, il Topix del 2%, l'Hang Seng Tech il 5%. Europa attesa positiva: Ftse 100 +1,1%, Dax +0,4%, Ftse Mib +0,1%. Da seguire Commerzbank: utile +45% a €859 mln e via libera all'operazione con UniCredit atteso entro fine anno o inizio 2027.
Dati e trimestrali
Alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione USA, in attesa del payroll di ottobre di domani. Prima dell'apertura le trimestrali di ConocoPhillips, Kimberly-Clark, Tapestry e Shake Shack; in serata Airbnb, Akamai, Affirm, Lyft e Mattel.