IniziaAnalisi e NewsroomIl petrolio rifiata dopo il rally grazie a scorte settimanali in salita

Il petrolio rifiata dopo il rally grazie a scorte settimanali in salita

Un inatteso aumento delle scorte US sta contribuendo a qualche presa di profitto dopo il rally delle ultime settimane
Da Capital.com Research Team
Source: Shutterstock

Questa mattina mercoledì 16 settembre alle 12h CET il petrolio Brent e quello WTI sono indietreggiati modestamente, rispettivamente -0,93% a $107,52 e -1,72% a $103,66.

A dare il pretesto per prendere profitto è il report EIA sulle scorte USA, che ha mostrato una crescita a sorpresa delle stesse, ben oltre le attese del consenso. Nonostante questo, da notare il dato sull riserva strategica SPR che è scesa a circa 285 milioni di barili (settimana al 4 settembre), il livello più basso dal novembre 1982 e appena il 40% della capacità autorizzata di 714 milioni

Componente Weekly Change Commenti
Petrolio grezzo (ex-SPR) +7,1 mln barili Precedente: -0,3 mln barili
Benzina +1,5 mln barili Circa 5% sotto la media a 5 anni
Distillati (diesel/gasolio) +1,6 mln barili ~12–13% sotto la media a 5 anni
Riserva Strategica (SPR) -0,4 mln barili Scesa a ~285M barili

Report EIA variazione settimanale stocks, 15 Settembre 2026

Il giorno precedente il Brent aveva raggiunto $109,45, +2,90%, ad un soffio dai massimi toccati dall’inizio del conflitto a maggio scorso; il WTI era invece avanzato +4,36% fino ad un settlement a $105,83.

Il caos si allarga all'Arabia Saudita ed il ruolo degli Houthi

L'attacco del 10-11 settembre contro l'East-West Crude Oil Pipeline saudita ha peggiorato la fragile situazione sul lato offerta: droni lanciati dall'Iraq hanno colpito impianti e stazioni di pompaggio nell'Hejaz. La pipeline trasportava 4-5 mln b/g verso Yanbu, diventata la principale via di fuga di Riad dopo la chiusura di fatto di Hormuz. Con l'impianto fermo, si rischia di perdere fino al 4% dell'offerta globale. Per il ripristino le stime divergono: il segretario all'Energia USA Chris Wright parla di un'interruzione "misurabile in giorni"; fonti regionali citate da AP e Reuters indicano 3-6 settimane. L 'analista indipendente Andy Lipow, sulla base delle immagini satellitari, stima mesi.

Aramco ha già comunicato ad almeno tre raffinerie europee la cancellazione o il rinvio a novembre dei carichi di fine settembre. Sul fisico, il Brent datato è salito a ~122 $ e il Forties del Mare del Nord a 136,75 $ (fonte: SP Platts).

C'è poi il rincrudire della tensione con i ribelli Houthi dello Yemen: martedì la difesa aerea saudita afferma di aver intercettato un drone Houthi diretto verso la periferia della Mecca — la prima volta in quasi un decennio — episodio negato dagli interessati. I ribelli intanto hanno completato la presa della costa yemenita sul Mar Rosso, conquistando Mocha e l'isola di Mayyun e controllano ora di fatto lo Stretto di Bab el-Mandeb (11% del petrolio marittimo mondiale).

Un balzo del 60% in poco più di 2 mesi

Ma è il quadro di lungo periodo che parla più chiaro di tutti: ad inizio luglio il WTI trattava a 67 $, questa mattina era alle soglie di $105; un rialzo del 60% in 54 sessioni, poco più di 2 mesi. Simile la prestazione del benchmark per il pricing internazionale, il brent

La produzione saudita è al minimo in trent'anni (IEA); l'Agenzia stima poi un calo dell'offerta globale di 5,7 mln b/g nel 2026. La EIA quantifica le perdite in volumi dovuti a Hormuz e Bab el-Mandeb in 6,7 mln b/g ad agosto, ipotizzando ~5,7 mln b/g per l’intero quarto trimestre. Intanto Lloyd's List rileva una media di 12 navi/giorno transitate nell'ultima settimana rilevata contro una base pre-crisi di 85 transiti/giorno: un crollo oltre l'85%. I flussi di greggio attraverso lo stretto sono scesi a 2,2 mln b/g (Kpler) dai 17-20 mln pre-guerra.

La volatilità e la stazionarietà dello Spread

In questo quadro di incertezza, non è sfuggito a nessuno l’aumento dei movimenti giornalieri di queste commodities con l’ATR a 10 giorni del WTI che ha toccato ieri il livello $4.48 di escursione giornaliera. Ancora più chiara è l'immagine se osserviamo il OVX, il Crude Oil Volatility Index quotato al CBOE e che attualmente indica 61,73 (si tratta di uno strumento simile al più famoso VIX che trada adesso a 16,75, per avere un termine di paragone).

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OVX, Cboe, 2021 - 16 settembre 2026

WTI e BRENT sono 2 commodities simili, ed anche il loro comportamento lo è: le performance giornaliere possono variare per diverse ragioni fra un blend e l'altro e questo riflettersi sullo spread tra i prezzi delle 2.

Seguirlo e’ molto interessante: la variazione dei movimenti giornalieri è molto minore, la volatilità ridotta; inoltre, la serie mostra segni di quello che statisticamente si chiama stazionarietà, cioè la possibilità di essere tradata conoscendo una media ed una dispersione costanti. Se osserviamo il grafico di Brent - WTI dal 2020, vediamo che la media è stata di $3,55 ed il ratio si è mosso fra una differenza di $1,31 e $6.06 per il 90% del tempo. Il pattern di lungo periodo che si è potuto osservare è che al test di uno dei sopra citati livelli estremi segue una lenta inversione verso l’altro, in un susseguirsi di compressioni ed espansioni.

ImageSpread Brenti - WTI, 2020 - 15 settembre 2026, dati di mercato proprietari

La chiusura di ieri martedì 15 settembre del differenziale è stata a $4,19. Precedentemente, il 21 Agosto si era assistito ad un picco a $5,68, a 38 cents dal valore superiore di 95% della distribuzione dal 2020.

Il rango per del 2026 ad oggi è spostato leggermente verso l’alto con il prezzo compreso per il 90% del tempo fra un valore minimo di $1,95 (zona confermata) ed uno massimo di $9.94 del differenziale.

Tradare uno spread significa aprire una posizione long su uno strumento allo stesso tempo che se ne apre una short su di un altro, dello stesso importo nominale. In questo caso, gli strumenti sono il Brent ed il WTI (Crude) spot.

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Spread Brenti - WTI, YTDi, dati di mercato proprietari

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