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Come si comporta l’SP500 dopo le elezioni di Midterm

Abbiamo analizzato cosa è successo in passato nei mesi successivi all'evento. Su 4 elezioni, su 5 orizzonti temporali.
Da Marco Turatti
Source: Capital.com

Mancano ventisette giorni alle elezioni di Midterm negli Stati Uniti: martedì 3 novembre gli americani rinnoveranno la Camera e un terzo del Senato. Ci siamo chiesti cosa succede di solito ai mercati dopo un appuntamento come questo, sapendo che le performance passate non sono indicative di quelle future.

Partiamo però da come Trump arriva al voto. L'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos, del 5 ottobre, lo dà al 32% di approvazione, il minimo mai registrato per lui ed il dato più basso della sua serie storica per un presidente a ridosso delle midterm. Sull'economia il giudizio positivo scende al 26% (AP-NORC). Pesano il costo della vita e il prezzo alla pompa, spinto dalla guerra con l'Iran. Nell'ottobre 2018 Gallup dava Trump al 43% di approvazione, e i repubblicani persero comunque la Camera; Biden, nell'ottobre 2022, era al 40%.

La campagna è già iniziata

La Casa Bianca è consapevole di tale situazione. In questo senso, ad inizio settembre il Tesoro di Scott Bessent ha raddoppiato i riacquisti di titoli lunghi per far scendere i mutui, finora con poco successo. Più visibile la mossa sul carburante: dal 5 ottobre al 31 dicembre chiunque può usare il gasolio rosso, quello agricolo, senza pagare i 24,4 centesimi di accisa federale al gallone. Uno sconto piccolo rispetto ai prezzi: il diesel costa 6,32 dollari di media nazionale, dopo il record di 6,53 del 22 settembre, e in California a settembre superava i 7,90. La benzina normale è a 4,41. Infine la promessa più diretta: 5.000 dollari a ogni cittadino adulto se i repubblicani terranno Camera e Senato, per un costo stimato di 1.200 miliardi e senza alcuna copertura approvata dal Congresso.

L'SP500 dopo le midterm

Abbiamo preso gli ultimi quattro cicli completi e misurato la variazione dell'SP500 dalla chiusura del giorno del voto a 2, 6, 12 e 24 mesi. Dopo le midterm il segno è quasi sempre positivo: 15 osservazioni su 16. L'unico dato negativo è il -7,5% nei due mesi successivi al voto del 2018, quando a dicembre la Fed alzò i tassi su un mercato già nervoso. La media a 24 mesi è +26,5%, ma va letta con cautela: la tira su il +56,6% del ciclo 2022, partito dai minimi del mercato orso.

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Variazione % del prezzo di chiusura dal giorno del voto. Solo prezzo, dividendi esclusi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Midterm Close voto +2m +6m +12m +24m
2 nov 2010 1.193,57 +6,6% +14,0% +3,7% +18,5%
4 nov 2014 2.012,10 +0,4% +5,1% +4,5% +3,6%
6 nov 2018 2.755,45 -7,5% +6,4% +11,7% +27,4%
8 nov 2022 3.828,11 +1,7% +8,1% +14,5% +56,6%
Media   +0,3% +8,4% +8,6% +26,5%

Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

E dopo le presidenziali?

I 2 anni dopo le presidenziali del 2008, 2012, 2016 e 2020 sono andati ancora meglio: +10% di media a sei mesi e +21,9% a dodici, contro +8,4% e +8,6% dopo le midterm. Fa eccezione il 2008: il voto arrivò in piena crisi finanziaria e l'indice perse un altro 9,8% nei sei mesi successivi.

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Variazione % del prezzo di chiusura dal giorno del voto. Il 2024 è escluso perché la finestra a 24 mesi non è ancora chiusa. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Presidenziali Close voto +2m +6m +12m +24m
4 nov 2008 1.005,75 -7,8% -9,8% +4,1% +21,4%
6 nov 2012 1.428,39 +2,3% +13,2% +24,0% +42,2%
8 nov 2016 2.139,56 +6,0% +12,1% +21,3% +31,2%
3 nov 2020 3.369,16 +9,8% +24,4% +38,3% +10,4%
Media   +2,6% +10,0% +21,9% +26,3%

Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Il confronto, ciclo per ciclo

Ci sono 2 conclusioni che possiamo azzardare a trarre da grafici e tabelle finora presentate (oltre a quella qua in basso, che mette statisticamente a confronto i rendimenti nel primo biennio presidenziale con quello successivo).

  • La prima: a 24 mesi dal voto l'indice era più alto in tutti e otto i casi, presidenziali o midterm che fossero. Non sorprende, in un mercato rialzista da oltre quindici anni interrotto da poche fasi di ribasso: lo shock del Covid nel 2020, il 2022, l'unico vero mercato orso del periodo, e la correzione dei dazi nella primavera del 2025.
  • La seconda: negli ultimi quattro cicli la prima metà del mandato, dalle presidenziali alle midterm, è stata la più redditizia per la borsa americana.

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Barre rosse: ha reso di più il periodo dopo le presidenziali. Barre blu: ha reso di più il periodo dopo le midterm.Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Come andrà questa volta? Quattro cicli elettorali in quasi vent'anni non bastano per fare una regola. Bastano però per arrivare all'appuntamento del 3 novembre con qualche dato in più e meno sorprese.

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