Shell registra l'utile trimestrale più alto dal 2022 e aumenta i riacquisti di azioni proprie
di Shadia Nasralla e Stephanie Kelly
LONDRA, 29 ottobre (Reuters) - Shell SHEL.L giovedì registra il suo utile trimestrale più alto dal 2022 e aumenta i riacquisti di azioni proprie dopo che i prezzi dell’energia, influenzati dalla guerra, e i margini di raffinazione record le permettono di superare le aspettative.
** Il colosso petrolifero registra nel terzo trimestre un utile netto di 10,81 miliardi di dollari, superiore alla stima media degli analisti di 10,33 miliardi e quasi il doppio rispetto ai 5,43 miliardi di dollari guadagnati un anno prima.
** La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran (link), giunta ormai al nono mese, sconvolge le forniture energetiche globali e contribuisce a spingere il margine di raffinazione di Shell al livello record di 42 dollari al barile, rispetto agli 11,6 dollari di un anno fa e ai 24 dollari del trimestre precedente.
** Shell aumenta il proprio programma trimestrale di riacquisto di azioni proprie da 3 a 5 miliardi di dollari. Si tratta del secondo programma di riacquisto più consistente mai registrato da Shell, superato solo dal programma da 6 miliardi di dollari lanciato nel secondo trimestre del 2022.
** Le azioni della società registrano un rialzo del 2,9% nelle prime contrattazioni, superando il guadagno dello 0,7% registrato da un indice più ampio delle società energetiche europee.
** Il settore integrato del gas di Shell registra un utile di 3,04 miliardi di dollari, superiore alle aspettative di 2,93 miliardi, mentre anche gli utili del settore upstream, pari a 3,19 miliardi di dollari, superano le previsioni di 3,10 miliardi. Il flusso di cassa operativo, escluso il capitale circolante, sale a 21,7 miliardi di dollari dai 12,24 miliardi di un anno prima, superando le aspettative di 18,18 miliardi.
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EFFETTI DELLA GUERRA
La produzione di petrolio e gas diminuisce del 17% nei primi nove mesi del 2026 rispetto all’anno precedente, principalmente a causa della riduzione dei volumi provenienti dal Qatar dovuta al conflitto in Medio Oriente. I volumi di liquefazione del GNL aumentano del 12%, trainati dall’aumento della produzione di LNG Canada e in parte compensati dalle interruzioni in Qatar.
** La produzione presso l’impianto Pearl di Shell per la conversione del gas in liquidi in Qatar è stata interrotta (link) a marzo, dopo che un attacco alla città industriale di Ras Laffan ha danneggiato uno dei suoi due treni di produzione. Shell ha parzialmente riavviato (link) l’impianto, ma ha detto che le riparazioni potrebbero richiedere circa un anno.
** Shell registra 5,4 miliardi di dollari di aumenti non monetari nella componente variabile dei contratti di noleggio navale, determinati dall’attuale contesto economico. L’attività di trading nel segmento dei prodotti chimici e dei prodotti, che comprende la grande operazione di trading petrolifero di Shell, risulta inferiore rispetto al secondo trimestre, che era stato molto forte, riflettendo effetti temporali non monetari.
** Shell contabilizza 2,5 miliardi di dollari di svalutazioni al lordo delle imposte, relative principalmente a un asset europeo del biogas, dopo che il management rivede al ribasso le proprie aspettative sull’andamento del mercato. Tali svalutazioni sono in parte compensate da 1,8 miliardi di dollari di riprese di valore al lordo delle imposte su un asset nordamericano nel segmento del gas integrato, a seguito di modifiche alle condizioni commerciali e della decisione finale di investimento relativa alla Fase 2 di LNG Canada.
** Dal 30 dicembre 2022, Shell genera un rendimento totale per gli azionisti del 120%, compresi i dividendi reinvestiti, superando il 78% di BP, l’84% di TotalEnergies TTEF.PA, l’89% di ExxonMobil XOM.N e il 51% di Chevron CVX.N, secondo i dati di Shell.
** Gli investitori (link) osservano con attenzione il modo in cui le grandi compagnie petrolifere impiegano gli utili straordinari derivanti dal conflitto e se riescono a resistere alla tentazione di aumentare la spesa. Il settore si impegna a mantenere la disciplina di capitale durante uno dei periodi più redditizi per i produttori petroliferi globali degli ultimi tempi.
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