Mps, assemblea boccia piano Lovaglio contro Opas Intesa
SIENA, 29 ottobre (Reuters) - L'assemblea dei soci di Monte dei Paschi di Siena BMPS.MI ha bocciato il piano difensivo predisposto dall'AD Luigi Lovaglio contro l'Opas da circa 33 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo ISP.MI.
La bocciatura era attesa alla luce delle posizioni contrarie già espresse dai grandi soci, Delfin e Caltagirone.
I due 'no' dei soci del Monte alle Ops su Banco Bpm BAMI.MI e Banca Generali BGN.MI previste nella proposta dell'AD, aprono la strada al successo dell'offerta di Intesa, facendo peraltro scattare un incremento di 800 milioni di euro della componente in contanti riconosciuta da Ca'de Sass agli azionisti di Mps.
Sempre in sede di assemblea straordinaria - necessaria per la normativa sulla passivity rule - gli azionisti del Monte hanno bocciato anche la fusione per incorporazione di Mediobanca MDBI.MI, acquisita lo scorso anno.
Intesa ha invitato i soci di Mps a respingere la proposta di fusione di Mediobanca pur senza porne l'approvazione come condizione per il lancio della propria Opas.
Lovaglio in assemblea ha definito "sorprendente" il cambiamento di posizione di Intesa, ricordando che la banca guidata da Carlo Messina era inizialmente favorevole all'operazione e ha detto che l'acquisizione di Piazzetta Cuccia sta producendo risultati migliori delle attese.
"In questi quattro anni abbiamo fatto ciò che molti ritenevano impossibile", ha detto Lovaglio.
Il governo italiano, che aveva salvato Mps nel 2017 per poi riprivatizzarla tra il 2023 e il 2024, aveva per anni tentato senza successo di costruire attorno all'istituto senese un terzo grande polo bancario capace di competere con Intesa Sanpaolo e UniCredit.
Con le elezioni politiche in vista il prossimo anno, Roma ha però ribadito di non avere più un ruolo nel processo di consolidamento del settore.
Per superare le possibili criticità antitrust derivanti dall'acquisizione di Mps, Intesa prevede di cedere circa la metà delle oltre 1.200 filiali della banca senese a Unipol UNPI.MI, che dovrebbe integrarle con quelle della controllata Bper Banca EMII.MI
Sotto la guida di Lovaglio, arrivato nel 2022, Mps ha completato un profondo risanamento e successivamente acquisito Mediobanca, l'operazione più rilevante finora nel processo di consolidamento bancario italiano.
Attraverso Mediobanca, il gruppo senese è diventato inoltre il principale azionista di Generali, uno degli asset finanziari più ambiti del paese.
La strategia di fusione con Mediobanca aveva però aperto un duro confronto con Francesco Gaetano Caltagirone, tra gli azionisti di riferimento di Mps, portando alla rimozione di Lovaglio dalla guida della banca.
Il banchiere lucano è poi tornato al vertice lo scorso aprile grazie al sostegno di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che nella nuova puntata del risiko bancario si è schierata a favore di Intesa.
Per assicurarsi la bocciatura del piano difensivo, Intesa a inizio ottobre ha migliorato di 25 centesimi per azione la componente cash dell'offerta portandola a 1,25 euro, subordinando però l'incremento alla bocciatura da parte dei soci di entrambe le Ops proposte.