MORNING BID-Sveglia! I Treasury lunghi salgono di due punti!
23 ottobre (Reuters) - Uno sguardo alla giornata per i mercati europei e globali, a cura di Wayne Cole
Non capita tutti i giorni di svegliarsi e vedere il Treasury americano a lunga scadenza guadagnare ben due punti di prezzo, ma è esattamente ciò che è successo nella notte. I rendimenti del decennale sono crollati di 19 punti base, nel maggiore movimento giornaliero dall'inizio del 2023, quando fallì la Silicon Valley Bank.
I futures sui Fed funds sono saliti fino a 22 tick, eliminando di fatto dalle aspettative un'intera mossa di rialzo dei tassi per il prossimo anno, mentre un intervento a dicembre non è più pienamente scontato dai mercati. Sono tornati in auge i tradizionali beni rifugio, con yen e franco svizzero in aumento.
La causa immediata, questa volta, è stata lo sgonfiarsi della bolla dell'intelligenza artificiale, mentre gli investitori si confrontano con l'enorme entità dei finanziamenti necessari per sostenere tutta questa capacità di calcolo. Secondo alcune stime, il costo potrebbe raggiungere 1,6 volte quello sostenuto per la costruzione della rete ferroviaria statunitense.
A quanto pare, il riferimento di Meta alla necessità di investire "centinaia di miliardi di dollari" in spese in conto capitale (capex) ha spaventato gli investitori, facendo scivolare il titolo di quasi il 7%. Inoltre, non tutti hanno gradito la prospettiva di diluizione derivante dalla creazione di una nuova categoria di azioni prive di diritto di voto per raccogliere i fondi necessari.
CoreWeave, il gruppo di data center da cui ha avuto origine gran parte di questo nervosismo, ha perso un ulteriore 10% del proprio valore, scendendo ai minimi da maggio 2025, mentre gli spread creditizi si sono allargati in tutto il settore. I Treasury hanno beneficiato della conseguente corsa verso i beni rifugio, anche se il concetto di "sicurezza" è piuttosto relativo di questi tempi.
Esiste inoltre il rischio che il boom degli investimenti nei data center perda slancio, frenando uno dei principali motori della crescita economica. L'opposizione degli elettori a queste strutture ad alta intensità energetica è stata inoltre un tema rilevante nelle campagne per le elezioni di metà mandato, aggiungendo una componente politica al quadro.
L'impennata dei Treasury potrebbe riportare alla memoria il cosiddetto "Greenspan put", ma questa volta sarà molto più difficile per la Federal Reserve accorrere in soccorso dei mercati. I futures sul Brent sono sopra i 113 dollari al barile, e rimangono oltre i 100 dollari fino alle scadenze di marzo, mentre il greggio sul mercato fisico per consegna immediata quota a livelli ancora più elevati. Allentare la politica monetaria nel pieno di uno shock petrolifero inflazionistico sarebbe una scelta difficile da giustificare.
Non si vede inoltre alcuna fine all'orizzonte per il conflitto nel Golfo. I media sono pieni di indiscrezioni secondo cui la Casa Bianca starebbe valutando nuovi attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. La portaerei USS Theodore Roosevelt ha lasciato il Giappone questa settimana per partecipare all'esercitazione Keen Sword 27, al termine della quale dovrebbe dirigersi verso il Medio Oriente.
Dall'inizio della guerra, a febbraio, gli analisti hanno sempre dato per scontato che il conflitto si sarebbe concluso nel giro di uno o due mesi. La prossima settimana segnerà invece l'inizio dell'ottavo mese di guerra e non è neppure chiaro se Washington e Teheran stiano dialogando tra loro. Questo farà sì che l'inflazione resti al centro dell'attenzione quando la Federal Reserve si riunirà la prossima settimana, relegando le difficoltà di Wall Street a una nota a margine.
Altri possibili driver:
- Indici PMI preliminari ottobre per Europa, Regno Unito e Stati Uniti
- Intervento di Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo Bce