MORNING BID -Il fragile trade sull'intelligenza artificiale
ROMA, 13 ottobre (Reuters) - Uno sguardo alla giornata sui mercati europei e globali, a cura di Ankur Banerjee
Il crollo dei titoli legati all'intelligenza artificiale, innescato dai segnali che la Cina sta rapidamente colmando il divario tecnologico, ha gettato un'ombra sui mercati e riportato in primo piano la fragilità del trade sull'IA. Gli investitori continuano infatti a interrogarsi sulla sostenibilità e sulla redditività del settore nel lungo periodo.
A pagare il prezzo più alto dell'avversione al rischio è stato il KOSPI sudcoreano, ricco di titoli tecnologici, che ha perso oltre il 7%, scivolando ai minimi da fine luglio. Il calo è seguito alla flessione del 2,7% registrata dall'indice dei produttori di semiconduttori statunitensi, dopo le notizie sui rapidi progressi tecnologici della cinese ChangXin Memory Technologies (CXMT), che alimentano la prospettiva di una riduzione del gap tecnologico tra le aziende cinesi e i concorrenti occidentali.
Nessuno mette in dubbio la domanda di applicazioni e servizi basati sull'intelligenza artificiale. Il problema riguarda piuttosto chi riuscirà effettivamente a monetizzarla, e questo ha reso gli investitori molto meno indulgenti nelle contrattazioni, dopo che proprio il tema IA aveva contribuito a spingere i listini mondiali su livelli record.
I timori legati all'eccessiva concentrazione del mercato e i dubbi sulla rapidità con cui gli enormi investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale potranno tradursi in ritorni economici hanno già provocato diverse ondate di vendite sui mercati azionari nel corso dell'anno.
Nel frattempo, l'allargamento del conflitto in Medio Oriente alimenta un clima di avversione al rischio sui mercati, mantenendo il Brent vicino ai 106 dollari al barile. Questo continua a rafforzare i timori per l'inflazione e a mantenere i rendimenti obbligazionari sui massimi da diversi decenni, sebbene oggi i Treasury abbiano beneficiato di una certa domanda come beni rifugio.
Il clima cupo è destinato a trasferirsi anche in Europa, con i futures azionari che indicano un'apertura in ribasso. Sotto osservazione anche il settore del lusso, dopo che LVMH ha riportato vendite del terzo trimestre inferiori alle attese, penalizzate da un netto deterioramento della fiducia dei consumatori cinesi che ha colpito la domanda per i suoi marchi di punta Louis Vuitton e Dior.
In giornata diffonderanno i risultati quattro dei sei maggiori istituti bancari statunitensi: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Citigroup e Wells Fargo. Gli investitori valuteranno l'impatto del recente balzo dei rendimenti dei Treasury sull'attività di investment banking, sulla crescita del credito e sui costi di raccolta dell'intero settore.