MORNING BID EUROPE-I mercati temono che l'onda blu travolga i data center

Da Reuters News

- Uno sguardo alla giornata sui mercati europei e globali a cura di Wayne Cole


I Democratici hanno conquistato Camera e Senato in modo netto, e i mercati asiatici hanno dato per scontato che la notizia possa non essere positiva per i data center, l’intelligenza artificiale, le criptovalute, il settore sanitario e quello finanziario.

I future di Wall Street guidano i ribassi, seguiti dai titoli tecnologici in Giappone, Taiwan e Corea del Sud. Anche i future sulle borse europee sono in calo, forse soprattutto per effetto contagio. Il dollaro statunitense ha subito pressioni al ribasso, mentre i Treasury hanno registrato un rialzo.

Il ragionamento è che i Democratici favoriranno una maggiore regolamentazione dell’IA e dei data center, temi che negli ultimi mesi erano diventati politicamente sensibili in molte competizioni elettorali. Gli analisti osservano tuttavia che approvare nuove norme non sarà semplice, dato che il presidente Trump ha promesso di porre il veto a qualsiasi legge e che i Democratici non dispongono di una maggioranza sufficiente al Senato per superare un veto presidenziale.

I Democratici hanno conquistato comunque anche un numero sorprendentemente elevato di governatorati, il che conferirà loro maggior potere a livello locale per ostacolare la costruzione di nuovi data center, introducendo inoltre norme più stringenti in materia di consumo idrico e fabbisogno energetico.

In particolare, gli analisti si dicono preoccupati per il passaggio del governatorato del Texas ai Democratici, che potrebbe incidere significativamente sulla massiccia espansione dei data center nello Stato.

Quando la maggioranza democratica si insedierà all’inizio di gennaio, gli osservatori ritengono che avvierà una serie di indagini sull’amministrazione Trump, sulla guerra con l’Iran, sui dazi, sulla politica migratoria e su molte altre questioni. Come ha prudentemente osservato JPMorgan, per i leader aziendali legati a donazioni a favore di Trump, comprese le grandi società tecnologiche a mega capitalizzazione, esisterebbe un “rischio di indagini”.

Per il mercato obbligazionario, l’ipotesi iniziale è che il risultato elettorale potrebbe limitare ulteriori aumenti del deficit pubblico, inclusa la spesa per la difesa.

I Democratici sono favorevoli ad un ripristino della spesa per la sanità e per i sussidi alimentari, anche se tali misure potrebbero a loro volta essere bloccate dal veto di Trump.

Proprio oggi è atteso l’annuncio del Tesoro statunitense sul piano di rifinanziamento del debito, e il mercato si aspetta una minore emissione di titoli a lunga scadenza.

Maggiori ostacoli alla costruzione di data center potrebbero inoltre rallentare quello che attualmente rappresenta uno dei principali motori della crescita economica degli Stati Uniti, contribuendo così ad attenuare le pressioni inflazionistiche.

Questo ha sostenuto i future sui Fed Funds, che hanno incorporato circa 6 punti base in meno di rialzi dei tassi previsti per il prossimo anno. I rendimenti dei Treasury a due anni sono scesi di quasi 8 punti base, toccando un minimo degli ultimi due mesi al 5,5458%.

Negli altri mercati, il calo dei rendimenti, insieme alla riduzione delle attese di rialzo dei tassi, ha spinto il dollaro al ribasso in modo generalizzato, favorendo soprattutto yen, euro e franco svizzero.

Anche i prezzi del petrolio sono in aumento, forse per il timore che Trump possa riprendere gli attacchi contro l’Iran ora che le elezioni di metà mandato sono concluse e che le sue opzioni di politica interna saranno limitate da una Camera controllata dai Dem.


Altri driver:

  • - Dati Cpi Eurozona ottobre, indice Ism Usa ottobre e bilancia commerciale Usa settembre

  • Decisione tassi Riksbank

  • Intervento pubblico capo economista Bce Lane



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