MORNING BID AMERICAS-Il mondo di Lula

Da Reuters News

di Mike Dolan

- Una settimana potenzialmente cruciale per i mercati statunitensi e mondiali è iniziata con una sorpresa elettorale in Brasile, dove il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha smentito le previsioni (link) aggiudicandosi il suo quarto mandato presidenziale: un grave errore da parte dei mercati predittivi.

Gli investitori avevano scommesso sulla vittoria del candidato di destra Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente destituito Jair Bolsonaro, facendo salire (link) le quotazioni dei titoli azionari e obbligazionari brasiliani e del real nelle ultime settimane, sulla scia delle aspettative di drastici tagli alla spesa, deregolamentazione e legami più stretti con la Casa Bianca di Donald Trump.

Ma tali guadagni sono destinati a invertirsi lunedì, con i fondi negoziati in borsa (ETF) sui titoli brasiliani che invertiranno il rialzo del 10-15% registrato dopo il primo turno di votazioni.

Il risultato prepara il terreno per un periodo frenetico di elezioni, tra cui le elezioni israeliane (link) martedì e le elezioni di medio termine statunitensi della prossima settimana.

E prima delle elezioni statunitensi, i mercati dovranno affrontare una settimana intensa di risultati finanziari dei colossi dell’intelligenza artificiale (AI), con Microsoft, Alphabet e Amazon che presenteranno i propri bilanci insieme a un terzo delle società dell’S&P 500 proprio in un momento di grande nervosismo per l’intero settore dell’intelligenza artificiale.

Una settimana difficile come quella appena trascorsa ha lasciato i titoli azionari nuovamente in rosso (link) venerdì. L’impennata dei prezzi dell’energia, che ha visto il greggio Brent registrare la chiusura settimanale più alta (link) degli ultimi quattro anni, ha accresciuto la tensione.

** Ma lunedì il petrolio ha registrato un leggero calo (link), attestandosi a 115 dollari al barile, sulla scia delle notizie relative a nuovi tentativi di mediazione in Medio Oriente volti a scongiurare ulteriori attacchi contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi, mentre i futures di Wall Street erano in leggero rialzo (link) prima dell’apertura delle contrattazioni.

** I mercati obbligazionari, per una volta, si sono preoccupati più di una correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale che dei prezzi dell’energia, ma ora concentreranno l’attenzione sulle riunioni di politica monetaria della Federal Reserve (link), della Banca centrale europea e della Banca del Giappone in programma questa settimana. Si prevede che tutte mantengano invariata la propria politica per ora, anche se le banche centrali canadese e neozelandese potrebbero aumentare nuovamente i tassi.

Nel frattempo, in Francia si è svolto un altro fine settimana di proteste (link), ma c’è stato un certo sollievo per i mercati del debito francesi poiché l’agenzia di rating Moody’s non ha abbassato (link) il rating sovrano della Francia come previsto venerdì, nonostante la situazione di stallo in corso riguardo al bilancio annuale del Paese.

Anche la Gran Bretagna è in modalità di bilancio questa settimana, con i suoi piani annuali (link) che dovrebbero essere annunciati mercoledì.


GRAFICO DEL GIORNO

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** La scorsa settimana il greggio Brent ha registrato la chiusura settimanale più alta degli ultimi quattro anni e lunedì mattina si attestava intorno ai 115 dollari al barile. Ma sono i prezzi dei prodotti raffinati, come il gasolio, che probabilmente colpiranno maggiormente le imprese e le famiglie, mentre gli americani si preparano a votare alle elezioni di medio termine della prossima settimana.


EVENTI DA TENERE D'OCCHIO OGGI

• Asta dei titoli di Stato statunitensi a 2 anni (alle 13:00 EDT)


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