MERCATI IN TEMPO REALE-Martedì DOPPIO: vendite immobiliari salgono, clima di fiducia piccole imprese si inasprisce
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MARTEDÌ DOPPIO: VENDITE IMMOBILIARI SALGONO, CLIMA DI FIDUCIA PICCOLE IMPRESE SI INASPRISCE
Sembra quasi una regola non scritta: spesso il martedì offre indicatori economici in coppia. Il duetto di dati di oggi ha fornito agli investitori informazioni sul mercato immobiliare e sulle piccole imprese.
Partendo dal primo, le vendite di case di seconda mano negli Stati Uniti USEHS=ECI sono aumentate inaspettatamente dell’1,5% a settembre, raggiungendo i 3,99 milioni di unità a un tasso annualizzato destagionalizzato (SAAR), secondo la National Association of Realtors (NAR).
Il dato segna una parziale ripresa rispetto al calo del 3,2% (rivisto al ribasso) registrato ad agosto e supera di 40.000 unità le stime di consenso.
Analizzando i dati alla base (link), le vendite di case unifamiliari — che hanno rappresentato circa il 91% del totale — sono aumentate del 2,0%. Il segmento volatile dei condomini e delle cooperative ha registrato un calo del 2,8%, prolungando la flessione del 2,7% del mese precedente.
La NAR rileva un aumento mensile dell’1,9% delle abitazioni sul mercato. Al ritmo di vendita accelerato registrato a settembre, ci vorrebbero comunque 4,8 mesi per vendere tutte le abitazioni sul mercato, dato invariato rispetto ad agosto.
L’aumento si verifica in un contesto di calo dei costi di indebitamento. Nell’ultimo rapporto settimanale della Mortgage Bankers Association, il tasso medio fisso a 30 anni si attesta attualmente al 7,5%, il livello più alto dal novembre 2023.
Ma per non lasciarci prendere troppo dall’entusiasmo, nonostante l’incremento destagionalizzato, «agosto e settembre hanno segnato i due mesi più lenti dell’anno per le vendite immobiliari», scrive Lawrence Yun, capo economista della NAR. «Gli ulteriori aumenti dei tassi ipotecari nelle ultime settimane significano che un numero minore di acquirenti soddisfa i requisiti per l’acquisto di una casa».
Il clima di fiducia tra i titolari di piccole imprese negli Stati Uniti ha registrato un leggero calo a settembre, segnando il settimo calo mensile negli ultimi 12 mesi, secondo la National Federation of Independent Business (NFIB).
L’Indice di Ottimismo della NFIB USOPIN=ECI ha perso 0,8 punti attestandosi a 97,9, scendendo di un soffio al di sotto di 98, la sua media degli ultimi 51 anni.
«I titolari di piccole imprese stanno procedendo con cautela mentre valutano in che modo l’aumento dei costi, i tassi di interesse e la difficoltà nel reperire dipendenti qualificati stiano influenzando la loro attività», scrive Bill Dunkelberg, capo economista della NFIB.
A un'analisi più approfondita, l’indice di incertezza è salito di un punto attestandosi esattamente a 90, ben al di sopra della sua media storica di 68, mentre l’incapacità di trovare lavoratori qualificati è stata identificata come il problema più urgente per il terzo mese consecutivo.
I timori relativi all’inflazione sono aumentati e le aspettative sulle condizioni economiche a breve termine si sono inasprite. La valutazione degli intervistati riguardo alla salute delle proprie imprese è diventata negativa e gli aumenti delle scorte segnalati hanno toccato il minimo degli ultimi due anni.
Dopo la scarsa qualità della manodopera, l’inflazione è stata segnalata come il «problema più importante», seguita dalle tasse e dalle scarse vendite.
Oltre a ciò, alcuni analisti mettono in dubbio la validità dei dati della NFIB, dato il crollo del tasso di partecipazione al sondaggio.
«Il numero di risposte che l’indagine riceve di norma è crollato negli ultimi anni, sollevando seri dubbi sulla sua affidabilità», afferma Oliver Allen, economista senior per gli Stati Uniti presso Pantheon Macroeconomics. «A settembre hanno risposto solo 411 aziende, con un tasso di risposta pari appena all’8,2%».
Di interesse per la Fed: i piani di aumento dei prezzi sono in crescita.
"(L’indagine) indica una rinnovata pressione sui prezzi per le piccole imprese", afferma Sara Godfrey, economista associata per gli Stati Uniti presso Oxford Economics. "Prevediamo che i prezzi globali dell’energia, che rimarranno elevati più a lungo, manterranno l’inflazione alta nel breve termine, spingendo la Fed ad aumentare nuovamente i tassi di interesse a ottobre".
Si ricorda agli investitori che la NFIB è un’organizzazione associativa politicamente attiva il cui comitato di azione politica (PAC) è fortemente orientato verso il Partito Repubblicano, secondo il Center for Responsive Politics/opensecrets.org (link).
(Stephen Culp)
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