MERCATI GLOBALI-I mercati azionari globali registrano un leggero calo mentre i timori legati all’IA e ai tassi d’interesse pesano sul settore tech

Da Reuters News

di Chibuike Oguh

- I mercati azionari globali registrano un leggero calo giovedì, poiché le preoccupazioni per la spesa nell’intelligenza artificiale e l’aumento dei tassi d’interesse alimentano un’ulteriore ondata di vendite nei titoli tecnologici e dei chip.

** Gli investitori sono innervositi dalle valutazioni delle società dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, mentre si moltiplicano le voci che mettono in dubbio la sostenibilità della domanda di data center.

** A Wall Street, il Nasdaq, fortemente orientato al settore tech, scende, mentre l’indice Philadelphia SE Semiconductor .SOX scende del 2%. L’indice di riferimento S&P 500 recupera le perdite nelle prime fasi di negoziazione e sale, trainato dai titoli del comparto healthcare e dei materiali, mentre il Dow guadagna l’1%.

** CoreWeave CRWV.O, un operatore di data center fortemente indebitato e al centro della recente tempesta sull’IA, ha perso un ulteriore 1,8% dopo il calo del 15% registrato mercoledì.

** L’indice Dow Jones Industrial Average .DJI sale dell’1,07%, l’S&P 500 .SPX sale dello 0,16% e il Nasdaq Composite .IXIC scende dello 0,23%.

** Una brutale ondata di vendite guidata dal settore tecnologico colpisce i mercati azionari asiatici. L’indice KOSPI della Corea del Sud .KS11, che grazie alla presenza di numerosi produttori di chip di primo piano era stato uno dei principali beneficiari dell’euforia legata all’intelligenza artificiale, crolla di quasi l’8%, mentre il Nikkei 225 .N225 perde quasi il 5%.

** «Ritengo che questa ondata di vendite rifletta la cautela degli investitori nei confronti del segmento più vulnerabile dell’ecosistema dell’IA, con i dirigenti del settore tecnologico che sostengono la necessità di rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli all’avanguardia», ha affermato Rong Ren Goh, gestore di portafoglio presso Eastspring Investments.

** «I mercati mettono sempre più in discussione la sostenibilità e la traiettoria della domanda di capacità di calcolo. A queste preoccupazioni si aggiungono i costi di indebitamento più elevati, che aumentano i tassi di rendimento minimi richiesti per i progetti di infrastrutture di IA ad alta intensità di capitale».

** L’indice più ampio di MSCI relativo ai titoli dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone .MISX00000PUS chiude in ribasso del 3,04%, segnando il calo giornaliero più consistente dalla fine di luglio. L’indice MSCI che misura l’andamento dei titoli a livello globale .MIWD00000PUS registra un calo dello 0,19%.

** I titoli europei .STOXX recuperano le perdite registrate in apertura di seduta, chiudendo in rialzo dello 0,33%.


CALO DEI rendimenti dei titoli di stato

** I rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni di riferimento scendono nuovamente verso il 5%, registrando il calo giornaliero più consistente da oltre un anno.

** A settembre i prezzi alla produzione statunitensi registrano il rialzo più consistente degli ultimi quattro anni e mezzo, a causa dell’aumento dei costi di beni e servizi, il che suggerisce che le pressioni inflazionistiche si stanno diffondendo al di là del settore energetico.

** I nuovi dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti (link) mostrano un aumento superiore alle attese il mese scorso, trainato dall’aumento dei prezzi della benzina, ma evidenziano anche che la spesa in altri settori rimane moderata.

** Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni di riferimento scende di 10,29 punti base al 5,087%.

https://www.reuters.com/graphics/AI-CDS/znpngnmybvl/chart.png


IL DOLLARO IN CALO

** I dati sull’inflazione statunitense di mercoledì (link) modificano nuovamente le aspettative sul percorso dei tassi della Fed, con gli operatori che scontano temporaneamente una probabilità pressoché pari al 50% di un rialzo dei tassi questo mese, prima di ridimensionare tali previsioni.

** I futures sui Fed funds scontano ora una probabilità implicita del 73% che la banca centrale statunitense mantenga i tassi invariati al termine della sua prossima riunione di due giorni, prevista per il 28 ottobre, con poche variazioni rispetto all’inizio della settimana, secondo lo strumento FedWatch del CME Group.

** Sui mercati valutari, il dollaro scende dal massimo degli ultimi 18 mesi. Rispetto allo yen perde lo 0,1% attestandosi a 158,14 yen, mentre l’euro sale dello 0,42% a 1,12 dollari e la sterlina guadagna lo 0,45% attestandosi a 1,33 dollari.

** Nei mercati petroliferi (link), il greggio Brent inverte la rotta, registrando un rialzo dello 0,2% a 106,35 dollari al barile, mentre gli operatori valutano gli effetti dell’allentamento delle sanzioni statunitensi sull’offerta a fronte degli attacchi alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz.

** L’oro spot sale dell’1,23% a 4.155,78 dollari l’oncia.



(A beneficio di chi non è di madrelingua inglese, Reuters automatizza la traduzione delle sue storie in una serie di altre lingue. Poiché la traduzione automatica può introdurre errori o non includere il contesto necessario, Reuters non garantisce l'accuratezza del testo tradotto automaticamente, ma fornisce queste traduzioni esclusivamente per la comodità dei suoi lettori. Reuters declina ogni responsabilità per danni o perdite di qualsiasi tipo causati dall'uso della funzione di traduzione completamente automatica.)

Capital Com è un provider di servizi di sola esecuzione. Il presente materiale è da ritenersi una comunicazione di marketing e non costituente ricerca o consulenza in materia di investimenti. I pareri riportati su questa pagina non costituiscono una raccomandazione da parte di Capital Com o dei suoi agenti. La Società non rilascia alcuna dichiarazione o fornisce garanzie in merito all'accuratezza o all’esaustività delle informazioni rese. Chiunque agisca sulla base di quanto riportato in questa pagina lo fa avendo piena consapevolezza dei rischi a cui si espone.