MERCATI GLOBALI-I mercati azionari globali in parità mentre i timori sull’intelligenza artificiale e sui tassi di interesse pesano sul settore tecnologico
di Chibuike Oguh
NEW YORK, 15 ottobre (Reuters) - I mercati azionari globali sono in parità giovedì, mentre i timori relativi agli investimenti nell’intelligenza artificiale e all’aumento dei tassi d'interesse alimentano un’ulteriore ondata di vendite sui titoli tecnologici e dei semiconduttori.
** Gli investitori sono stati innervositi dalle valutazioni delle società dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, mentre si moltiplicano le voci che mettono in dubbio la sostenibilità della domanda di data center.
** A Wall Street, l’indice Philadelphia SE Semiconductor .SOX scende dell’1,7%. L’indice di riferimento S&P 500 e il Nasdaq recuperano le perdite registrate nelle prime fasi di negoziazione e sono in rialzo, trainati dai titoli del settore sanitario e dei materiali, mentre il Dow guadagna l’1%.
** Il Dow Jones Industrial Average .DJI sale dell’1,08%, l’S&P 500 .SPX sale dello 0,27% e il Nasdaq Composite .IXIC sale dello 0,11%.
** «C’è sicuramente molta nervosità tra gli investitori in questo momento riguardo al futuro dell’intelligenza artificiale», ha affermato Amanda Agati, responsabile degli investimenti presso PNC Financial Services Group.
** Un brutale sell-off guidato dal settore tecnologico colpisce i mercati azionari asiatici. L’indice KOSPI della Corea del Sud .KS11, che grazie alla presenza di numerosi produttori leader di chip era stato uno dei principali beneficiari dell’euforia legata all’IA, crolla di quasi l’8%, mentre il Nikkei 225 .N225 perde quasi il 5%.
** «Ritengo che questa ondata di vendite rifletta la cautela degli investitori nei confronti del segmento più vulnerabile dell’ecosistema dell’IA, con i responsabili del settore tecnologico che sostengono la necessità di rallentare il ritmo di sviluppo dei modelli all’avanguardia», ha affermato Rong Ren Goh, gestore di portafoglio presso Eastspring Investments.
** «I mercati mettono sempre più in discussione la sostenibilità e la traiettoria della domanda di capacità di calcolo. A queste preoccupazioni si aggiungono i costi di indebitamento più elevati, che aumentano i tassi di rendimento minimi richiesti per i progetti di infrastrutture di IA ad alta intensità di capitale».
** L’indice più ampio di MSCI relativo ai titoli dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone .MISX00000PUS chiude in ribasso del 3,12%, registrando il calo giornaliero più consistente dalla fine di luglio. L’indice MSCI che misura l’andamento dei titoli a livello globale .MIWD00000PUS perde lo 0,01%.
** I titoli europei .STOXX recuperano le perdite registrate in apertura di seduta e chiudono in rialzo dello 0,38%.
CALO DEI RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO
** I rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni di riferimento scendono nuovamente verso il 5%, registrando il calo giornaliero più consistente da oltre un anno.
** A settembre i prezzi alla produzione statunitensi registrano il rialzo più consistente degli ultimi quattro anni e mezzo, a causa dell’aumento dei costi di beni e servizi, il che suggerisce che le pressioni inflazionistiche si stanno diffondendo al di là del settore energetico.
** I nuovi dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti (link) mostrano un aumento superiore alle attese il mese scorso, trainato dall’aumento dei prezzi della benzina, ma evidenziano anche che la spesa in altri settori rimane moderata.
** Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni di riferimento scende di 10,29 punti base al 5,087%.
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IL DOLLARO IN CALO
** I dati sull’inflazione statunitense di mercoledì (link) modificano nuovamente le aspettative sul percorso dei tassi della Fed, con gli operatori che scontano temporaneamente una probabilità quasi pari al 50% di un rialzo dei tassi questo mese, prima di ridimensionare tali previsioni.
** I futures sui Fed funds scontano ora una probabilità implicita del 73% che la banca centrale statunitense mantenga i tassi invariati al termine della sua prossima riunione di due giorni, prevista per il 28 ottobre, con poche variazioni rispetto all’inizio della settimana, secondo lo strumento FedWatch del CME Group.
** Sui mercati valutari, il dollaro scende dal massimo degli ultimi 18 mesi. Rispetto allo yen perde lo 0,09% attestandosi a 158,15 yen, mentre l’euro sale dello 0,47% a 1,12 dollari e la sterlina guadagna lo 0,57% attestandosi a 1,33 dollari.
** Nei mercati petroliferi (link), il greggio Brent perde lo 0,13%, chiudendo a 105,92 dollari al barile, mentre gli operatori valutano gli effetti dell’allentamento delle sanzioni statunitensi sull’offerta a fronte degli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz.
** L’oro spot sale dell’1,38% a 4.161,82 dollari l’oncia.
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