Lo zinco polarizzato diventa un campo di battaglia tra rialzisti e ribassisti: Andy Home

Da Reuters News

di Andy Home

- Posizioni lunghe e corte da record hanno portato a una situazione di stallo tra rialzisti e ribassisti dello zinco alla Borsa dei Metalli di Londra (LME).

La comunità dei fondi è divisa a metà sul fatto che l’inaspettato rialzo dei prezzi di quest’anno (link) sia terminato o si tratti semplicemente di una pausa per riprendere fiato.

I gestori di fondi hanno accumulato posizioni corte record sul contratto dello zinco di Londra. Ma anche le posizioni lunghe dei fondi sono vicine ai massimi storici. La tensione si manifesta nella forte volatilità dei prezzi e in una continua contrazione sui contratti a scadenza ravvicinata.

La evidente assenza di un consenso sui prezzi riflette un mercato fisico altrettanto polarizzato, ben sintetizzato dall’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG) nella sua ultima panoramica statistica.


LA FESTA PREVISTA SI TRASFORMA IN CARESTIA

Quando l’ILZSG si è riunito in questo stesso periodo lo scorso anno, prevedeva che una robusta offerta mineraria e una maggiore produzione di prodotto raffinato avrebbero superato la domanda, generando un surplus pari a 271.000 tonnellate metriche.

L’ultima valutazione del gruppo indica che quest’anno il mercato globale registrerà un deficit di offerta pari a 88.000 tonnellate.

La revisione è interamente dovuta a quanto sta accadendo sul fronte dell’offerta. La domanda sta crescendo a malapena, riflettendo l’esposizione dello zinco, attraverso l’acciaio zincato, al settore delle costruzioni, che è debole ovunque, in particolare in Cina.

L’offerta di zinco, invece, ha sorpreso al ribasso.

Anziché crescere come previsto, la produzione globale di zinco estratto è destinata a diminuire del 2,6% su base annua nel 2026, a causa di una combinazione di fattori: la chiusura della miniera Lady Loretta di Glencore GLEN.L (link) in Australia, i tenori più bassi nella miniera Red Dog di Teck Resources TECKb.TO in Alaska e interruzioni impreviste nella miniera Garpenberg di Boliden BOL.ST (link) in Svezia.

La tensione sui mercati delle materie prime ha spinto i costi di trattamento delle fonderie in un territorio negativo senza precedenti, costringendo molte fonderie a sopravvivere grazie alla vendita di sottoprodotti come l’acido solforico.

Le fonderie cinesi stanno vincendo l’intensa competizione per i concentrati di zinco. Si prevede che la produzione cinese di zinco raffinato aumenti del 3,7% quest’anno rispetto al 2025, mentre la produzione nel resto del mondo dovrebbe contrarsi del 2,0%.

Il risultato è un mercato fisico polarizzato, con la Cina in surplus e tutti gli altri con una carenza di metallo.


L’IMPETTO DELLE ESPORTAZIONI CINESI

Le esportazioni cinesi (link) stanno contribuendo a riequilibrare il mercato globale, grazie a una finestra di arbitraggio in espansione con l’LME.

Secondo il World Bureau of Metal Statistics, che raccoglie i dati doganali ufficiali, la Cina ha spedito 111.000 tonnellate di zinco raffinato nei mesi di agosto e settembre.

I flussi, com’era prevedibile, sono stati diretti verso i depositi dell’LME situati a Hong Kong, Singapore e nel porto taiwanese di Kaohsiung.

La Cina è stata tradizionalmente un importatore netto di zinco raffinato, e l’ultima volta che ha esportato tali volumi risale a 20 anni fa, prima che Pechino imponesse dazi sulle esportazioni nel 2008.


STRETTA CONTINUA

Le consegne cinesi hanno contribuito a far risalire le scorte dell’LME dal minimo di agosto di 92.550 tonnellate a 165.650 tonnellate, ma le quantità in arrivo vengono rapidamente assorbite.

La scorsa settimana si sono registrate cancellazioni nette pari a 26.300 tonnellate e la quantità di metallo attualmente in attesa di carico fisico è cresciuta fino a raggiungere quasi il 20% del totale delle scorte ufficiali. Le scorte fuori warrant, nel frattempo, rimangono estremamente basse, attestandosi a sole 11.261 tonnellate.

La stretta sui contratti a termine che attanaglia il contratto LME da luglio si sta nuovamente inasprendo.

Il premio a pronti rispetto al metallo a tre mesi è balzato da meno di 50 dollari per tonnellata a 118 dollari per tonnellata nell’ultima settimana.

Lo zinco a tre mesi è rimbalzato dal minimo del 15 ottobre di 3.650 dollari per tonnellata al massimo di martedì di 3.855 dollari, il che suggerisce che i rialzisti abbiano il sopravvento.

Resta da vedere per quanto tempo.


UN SOLLIEVO L'ANNO PROSSIMO?

I ribassisti dello zinco possono trarre conforto dalle previsioni dell’ILZSG per il prossimo anno.

Il gruppo prevede che l’offerta di zinco estratto crescerà del 3,0% su base annua nel 2027, riportando il mercato globale a un modesto surplus di offerta pari a 25.000 tonnellate.

Si tratta, tuttavia, di una previsione molto marginale in un mercato globale da 14 milioni di tonnellate.

Va inoltre tenuto presente che l’ILZSG si aspettava una crescita della produzione mineraria quest’anno, cosa che non si è verificata.

Le dinamiche a breve termine dipenderanno dalla capacità della Cina di mantenere questo ritmo di esportazioni. Persino le fonderie cinesi, estremamente competitive, sembrano avere difficoltà ad accedere alle materie prime.

Le importazioni di concentrati di zinco del Paese sono cresciute del 30% su base annua nel 2025, ma i volumi in entrata sono aumentati solo dello 0,6% su base annua nei primi nove mesi del 2026.

Al momento, c’è ancora tutto da giocare e la battaglia tra rialzisti e ribassisti sembra destinata a continuare ancora per un po’.


(Le opinioni qui espresse sono quelle di Andy Home (link), editorialista di Reuters.)

Ti piace questa rubrica? Dai un’occhiata a Reuters Open Interest (ROI), (link) la tua nuova fonte indispensabile per i commenti finanziari globali. Segui ROI su LinkedIn, (link) e X. (link)

E ascolta il podcast quotidiano Morning Bid (link) su Apple (link), Spotify (link) o sull’app Reuters (link). Iscriviti per ascoltare i giornalisti di Reuters che discutono delle notizie più importanti sui mercati e sulla finanza sette giorni su sette.



(A beneficio di chi non è di madrelingua inglese, Reuters automatizza la traduzione delle sue storie in una serie di altre lingue. Poiché la traduzione automatica può introdurre errori o non includere il contesto necessario, Reuters non garantisce l'accuratezza del testo tradotto automaticamente, ma fornisce queste traduzioni esclusivamente per la comodità dei suoi lettori. Reuters declina ogni responsabilità per danni o perdite di qualsiasi tipo causati dall'uso della funzione di traduzione completamente automatica.)

Capital Com è un provider di servizi di sola esecuzione. Il presente materiale è da ritenersi una comunicazione di marketing e non costituente ricerca o consulenza in materia di investimenti. I pareri riportati su questa pagina non costituiscono una raccomandazione da parte di Capital Com o dei suoi agenti. La Società non rilascia alcuna dichiarazione o fornisce garanzie in merito all'accuratezza o all’esaustività delle informazioni rese. Chiunque agisca sulla base di quanto riportato in questa pagina lo fa avendo piena consapevolezza dei rischi a cui si espone.