Le azioni Apple scendono mentre Ternus lancia l’allarme sui costi della memoria
di Aditya Soni e Harshita Mary Varghese
3 novembre (Reuters) - Martedì le azioni di Apple AAPL.O scendono di circa il 4%, poiché i primi risultati sotto la guida del nuovo CEO John Ternus hanno evidenziato che l’aumento dei costi dei chip di memoria sta intaccando i margini invidiati del produttore di iPhone, l’ultimo segnale dell’impatto del boom dell’intelligenza artificiale sul settore tecnologico.
** Le vendite di smartphone, PC e altri dispositivi elettronici hanno già risentito quest’anno degli aumenti dei prezzi causati dal forte rialzo dei costi dei chip di memoria, poiché la corsa ai data center nel settore dell’intelligenza artificiale sta assorbendo l’offerta.
** Il fatto che persino Apple, da tempo nota per la sua competenza nella gestione della catena di approvvigionamento, stia risentendo di questa pressione dimostra che praticamente nessuna azienda ne è immune. Questo segnale di allarme fa seguito alle cupe previsioni formulate la scorsa settimana da Intel sul crollo della domanda di chip per PC.
** «Quello a cui stiamo assistendo in questo momento con i prezzi delle memorie non ha precedenti», ha affermato Ternus durante la sua prima conferenza sui risultati finanziari in qualità di amministratore delegato.
** «Per il trimestre di dicembre, prevediamo costi della memoria ancora più elevati. E guardando oltre il trimestre di dicembre, prevediamo che i prezzi per gli acquisti di memoria continuino ad aumentare».
** Il margine lordo, ovvero la quota di ricavi che Apple trattiene al netto dei costi di produzione, è sceso al 47,9% nel trimestre di settembre rispetto a quello di giugno, nonostante la spinta derivante dai rimborsi dei dazi.
** L’azienda prevede che il proprio margine lordo si ridurrà ulteriormente, attestandosi tra il 45% e il 46% nel trimestre di dicembre, poiché deve anche far fronte ai costi legati al lancio di una versione di Siri basata sull’intelligenza artificiale, elemento centrale dei suoi piani in materia di IA.
** Per attutire l’impatto, Apple sta attingendo ai chip di memoria acquistati in precedenza a prezzi inferiori e ha provveduto a garantire le forniture.
** I suoi impegni di acquisto per la produzione, ovvero gli ordini effettuati presso fornitori e produttori a contratto, sono aumentati di 33 miliardi di dollari, raggiungendo gli 89,7 miliardi di dollari al 26 settembre, secondo quanto emerge da un documento depositato.
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L'OFFENSIVA DI PRODOTTI DI TERNUS
** Il calo di Apple di martedì ha pesato anche sull’S&P 500 e sul Nasdaq. Le aspettative erano elevate in vista dei risultati, poiché la moderazione di Apple nella spesa per l’IA l’aveva resa un rifugio per gli investitori preoccupati dai costi in rapida ascesa del boom dell’IA, contribuendo a far guadagnare alle sue azioni più di un quinto da inizio anno.
** La crisi della memoria arriva proprio mentre Ternus lancia una campagna di lancio di prodotti ricca di novità per Apple, tra cui il suo primo telefono pieghevole, l’iPhone Duo, e i suoi primi MacBook con touchscreen.
** Apple ha inoltre aumentato i prezzi per attenuare l’impatto sulla redditività. Questo, insieme alla forte domanda per la linea premium iPhone 18 Pro, ha permesso all’azienda di superare le stime di vendita del quarto trimestre e di prevedere ricavi in crescita.
** Tuttavia, alcuni analisti avvertono che ulteriori aumenti dei prezzi rischiano di allontanare gli acquirenti, dato che l’inflazione è già in aumento.
** I commenti del CEO lasciano intendere che «i prodotti Apple diventeranno ancora più costosi, il che non è l’ideale in un momento in cui i consumatori risentono dell’aumento del costo della vita», ha affermato Dan Coatsworth, responsabile dei mercati presso AJ Bell.
** Se le perdite dovessero persistere, Apple è destinata a perdere oltre 170 miliardi di dollari di valore di mercato rispetto alla sua valutazione attuale di 4.940 miliardi di dollari.
** Il titolo viene scambiato a quasi 35 volte gli utili previsti per i prossimi 12 mesi, rispetto alle 18,23 volte di Alphabet GOOGL.O e alle 23,43 volte di Microsoft MSFT.O.
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