I rischi politici in Italia offuscano le speranze di riduzione del debito in un contesto di turbolenze sui mercati obbligazionari
di Sara Rossi e Valentina Consiglio
MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Le elezioni nazionali italiane del prossimo anno mettono in dubbio i piani di Roma per invertire la tendenza all’aumento del suo enorme debito pubblico, affermano gli analisti, avvertendo che il forte interesse del mercato per i titoli di Stato italiani registrato negli ultimi anni potrebbe volgere al termine.
Il mercato dei titoli di Stato italiani, del valore di 3.000 miliardi di euro — uno dei più grandi al mondo — è tornato sotto i riflettori a causa del contagio derivante dalla forte ondata di vendite del debito francese, mentre cresce l’incertezza politica interna e si affievolisce la spinta dei fondi di ripresa post-COVID dell’Unione Europea.
Il primo ministro Giorgia Meloni ha seguito una politica fiscale sostanzialmente prudente, ma con la sua coalizione di destra in svantaggio rispetto al centro-sinistra nei sondaggi, sarà sotto pressione per allentare i cordoni della borsa in vista delle elezioni del prossimo anno (link), secondo gli analisti.
«Prevediamo che i premi per il rischio fiscale continuino ad aumentare in vista delle elezioni», ha detto a Reuters Filippo Taddei, economista senior per l’Europa presso Goldman Sachs.
LO SPREAD ITALIANO SI ALLARGA
La recente debolezza dei titoli di Stato italiani è stata determinata dalla vendita massiccia in Francia, dove un governo indebolito sta cercando di approvare un bilancio (link) e si profila un’elezione chiave l’anno prossimo, ma l’attenzione si sta spostando anche sulle complicazioni politiche italiane.
Il rendimento dei titoli decennali (BTP) della terza economia dell’eurozona ha toccato il 4,7% questo mese e il differenziale di rendimento rispetto ai Bund, considerati un bene rifugio – un indicatore di mercato del premio di rischio richiesto dagli investitori per detenere il debito italiano – ha raggiunto il livello più ampio in quasi 18 mesi.
Il rendimento dei BTP è aumentato di oltre 100 punti base da inizio anno ed è destinato a registrare il più forte balzo annuale dal 2022, quando un’impennata dell’inflazione aveva innescato un aumento dei tassi d’interesse.
La banca svizzera UBS (link) ha raccomandato agli investitori di assumere posizioni corte sui BTP, prevedendo che lo spread Bund-BTP, che a gennaio era sceso fino a 60 punti base, si allargherà a 150 punti base. Attualmente si attesta intorno ai 105.
Una posizione corta è una scommessa sul calo del prezzo di un titolo.
Taddei di Goldman Sachs ha affermato che il rapporto debito/PIL dell’Italia, salito al 136,7% nel 2025, rimarrà su un percorso ascendente almeno fino al 2028, e ha avvertito che se i rendimenti dei BTP a 10 anni rimarranno sopra il 4%, il debito continuerà ad aumentare negli anni a venire.
Rendimenti dei titoli di Stato più elevati comportano maggiori costi di servizio del debito. La spesa italiana per gli interessi ha superato i 100 miliardi di euro lo scorso anno, mentre i costi medi di emissione sono saliti al 3% a settembre dal 2,75% di un anno prima, secondo i dati del Tesoro.
IL DISAVANZO CALERÀ, POI AUMENTERÀ
Il governo punta a ridurre il disavanzo di bilancio quest’anno al 2,9% del prodotto interno lordo, appena entro il tetto del 3% fissato dall’UE, per poi farlo risalire oltre il 3% (link) nei prossimi due anni, al fine di aumentare la spesa per la difesa e far fronte all’impennata dei costi energetici.
Il quadro non è però del tutto cupo. La crescita ha tenuto meglio del previsto nei primi due trimestri e questo mese il governo ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per l’intero 2026 dall’0,6% all’1%, grazie in larga misura ai miliardi di euro dei fondi Ue post-COVID che hanno stimolato gli investimenti.
Con i pagamenti dell’UE previsti dal programma che dovrebbero concludersi entro dicembre, Davide Oneglia, direttore della macroeconomia globale di TS Lombard, ha affermato che il Paese ha ora bisogno di riforme strutturali, non solo di prudenza fiscale.
«Meloni non ha un grande piano per l’economia», ha detto durante una conferenza di TS Lombard tenutasi la scorsa settimana a Londra. «Non basta non creare scompiglio e la sua stessa stabilità politica non è certa».
L’agenzia di rating Moody’s, che un anno fa ha alzato il rating sovrano dell’Italia da “Baa3” a “Baa2”, ha sollevato preoccupazioni simili in un nuovo rapporto pubblicato la scorsa settimana.
«Una crescita più lenta, una minore disciplina di bilancio o un rallentamento dello slancio riformatore metterebbero a rischio il percorso previsto di riduzione del debito», ha affermato.
(1 dollaro = 0,8937 euro)
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