Citi e BCA abbassano il rating degli asset brasiliani dopo il ritorno di Lula

Da Reuters News

- Citigroup e BCA Research hanno declassato gli asset brasiliani dopo la vittoria elettorale di Lula da Silva (link), sostenendo che il profilo rischio/rendimento per azioni, obbligazioni e valuta si è peggiorato, poiché gli investitori stanno rivalutando le prospettive relative alla disciplina fiscale e alle riforme strutturali sotto la nuova amministrazione.

Queste valutazioni riflettono un cambiamento più ampio nel sentiment degli investitori, con gli strateghi che avvertono che una politica fiscale più espansiva, dinamiche del debito pubblico più deboli e progressi più lenti nelle riforme volte a stimolare la crescita potrebbero pesare sui mercati brasiliani, nonostante i vincoli imposti da un Congresso più conservatore.


Ecco alcuni dettagli:

  • Lunedì Citi ha chiuso le proprie posizioni rialziste sul Brasile in seguito alla vittoria elettorale di Lula, chiudendo la propria raccomandazione di “sovrappeso” sui titoli azionari e la propria posizione lunga sul real brasiliano

  • «Sebbene i prezzi possano benissimo scendere al di sotto dei livelli equi, il mercato era già da tempo in posizione lunga, il che rende plausibile un overshoot. Dato l’esito delle elezioni, chiudiamo la nostra esposizione al rischio Brasile», ha affermato Citi

  • Lunedì gli asset brasiliani hanno subito un crollo: il real brasiliano ha perso oltre l’11% rispetto al dollaro statunitense e l’indice azionario di riferimento Bovespa .BVSP ha registrato un calo del 13,9%, segnando la più forte flessione giornaliera dal marzo 2020

  • Gli investitori si aspettano che le recenti scommesse (link) su un cambio di governo vengano liquidate

  • Lunedì BCA Research ha declassato il Brasile rispetto ai mercati emergenti, affermando che la vittoria di Lula «mette fine alla prospettiva di un governo ortodosso in grado di apportare miglioramenti strutturali ai conti pubblici brasiliani e alla crescita potenziale»

  • BCA ha declassato i titoli azionari brasiliani da “neutro” a “sottopesato”, citando i crescenti rischi di insolvenza, le prospettive di crescita più deboli e le pressioni inflazionistiche derivanti dall’indebolimento della valuta

  • La società ha inoltre declassato le obbligazioni brasiliane in valuta locale e il credito sovrano da “sovrappeso” a “sottopesato”, mettendo in guardia dal deterioramento delle dinamiche del debito


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