Bce, IA ed economia green aiutano zona euro ad assorbire shock energetico

Da Reuters News

- L'economia della zona euro ha resistito allo shock energetico di quest'anno meglio del previsto, grazie alla minore dipendenza dai combustibili fossili e al boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale, secondo gli economisti della Banca centrale europea.

L'analisi, pubblicata sul blog della Bce, si aggiunge al crescente dibattito tra i policymaker sull'ipotesi che i cambiamenti strutturali dell'economia globale stiano sostenendo una ripresa di crescita, investimenti e tassi d'interesse dopo anni di relativa debolezza.

La zona euro è stata colpita dal rincaro dei prezzi del petrolio e del gas dopo gli sconvolgimenti dei mercati energetici causati dal conflitto in Iran, riaccendendo i timori di inflazione e contribuendo a un’ondata di vendite di titoli obbligazionari a livello globale. La regione ha però continuato a crescere e le indagini sulle imprese indicano che quest'espansione proseguirà.

Oscar Arce, Gerrit Koester e Beatrice Pierluigi, economisti della Bce, hanno stimato una dipendenza dell’economia dal petrolio pari a circa la metà rispetto all’inizio degli anni ’90, il che contribuisce a limitare l’impatto degli shock sui prezzi energetici.

L'incremento della produzione da fonti rinnovabili e nucleari ha inoltre indebolito la connessione tra i prezzi del gas e i costi dell’elettricità in diversi Paesi.

Secondo la valutazione, il commercio legato all'IA è diventato un "importante vento a favore" per la zona euro, con le esportazioni e i settori collegati all’IA che hanno registrato prestazioni superiori alla media.

L’impulso fiscale, pari allo 0,5% del Pil, è raddoppiato rispetto a quanto previsto alla fine dello scorso anno, soprattutto grazie alla spesa pubblica tedesca per la difesa e le infrastrutture.

Gli economisti hanno tuttavia avvertito che gran parte di questo sostegno potrebbe essere temporaneo. La domanda globale, gli stimoli fiscali e gli investimenti nell’IA potrebbero affievolirsi, esponendo l’Unione europea a dei rischi qualora le tensioni geopolitiche dovessero aggravarsi o i mercati energetici dovessero subire nuove turbolenze.

Questi risultati arrivano mentre la Bce sta valutando una nuova stretta monetaria per arginare l’impennata dell’inflazione causata dai prezzi dell’energia, con il terzo rialzo dei tassi dell’anno previsto per dicembre.

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