IniziaAnalisi e NewsroomMicrosoft e l’arte di tenere il Capex sotto controllo.

Microsoft e l’arte di tenere il Capex sotto controllo.

Dopo alcuni mesi difficili seguiti i massimi di ottobre scorso, il buon equilibrio fra spesa per AI ed entrate ha riportato in alto il titolo.
Da Marco Turatti

Domani sera, dopo la chiusura di Wall Street, Microsoft (MSFT) presenta i conti del primo trimestre dell'anno fiscale 2027. Il consenso degli analisti indica ricavi per $90,6 miliardi ed EPS di $4,73 (fonte: earningswhispers.com, IG), nella parte alta della forchetta indicata dalla società ($89,85-90,95 miliardi). Il titolo ci arriva in buona forma: ieri ha chiuso a $532,60, a pochi dollari dal record in chiusura di $543,45 del 13 ottobre e oltre il 50% sopra il minimo di $349,20 toccato il 25 giugno in intraday, quando era il peggiore dei "Magnifici Sette".

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Perché il mercato è diventato più costruttivo

Microsoft è stata la prima tra i grandi costruttori di data center a non alzare le stime di spesa il 29 luglio scorso: circa $175-190 miliardi per il 2026, praticamente invariate, mentre Alphabet aveva appena portato le sue fino a $205 miliardi. Con Azure in crescita del 43% e oltre $100 miliardi di ricavi annui, il titolo è salito del 15,5% in una seduta. Secondo Bank of America (report del 16 ottobre), oggi Microsoft è l'unico tra i grandi del cloud che dovrebbe mantenere un flusso di cassa libero positivo nei prossimi dodici mesi.

Una precisazione: Microsoft non spende poco. Solo in questo trimestre gli investimenti supereranno i $50 miliardi. Spende però senza bruciare cassa e mostra già ricavi dall'AI: oltre 30 milioni di licenze a pagamento di Microsoft 365 Copilot e GitHub Copilot cresciuto di oltre il 60% in un trimestre. Il caso Apple, un’altra Big Tech che tratta vicino ai massimi, è diverso e più estremo: ha semplicemente scelto di non partecipare alla corsa. Nel 2025 ha investito $12,7 miliardi in tutto, contro i $35,8 miliardi spesi da Microsoft in un solo trimestre. E il mercato la premia: il rapporto prezzo/utili attesi è salito a 37 volte, il livello più alto da almeno dieci anni (dati TIKR). Il filo comune è uno: in questa fase il mercato premia chi protegge la cassa.

Va letta in questa chiave anche la notizia di lunedì, che però fa discutere. Microsoft ha offerto un’uscita volontaria a circa 60.000 dipendenti negli Stati Uniti, in Canada, in India e nel Regno Unito: più di uno su quattro dei 223.000 totali. È il secondo programma dell’anno, dopo quello di primavera costato circa $900 milioni, e arriva dopo i 4.800 tagli di luglio. La logica industriale è chiara: meno costi fissi per proteggere i margini. Il contrasto però salta all’occhio. Mentre a un quarto dei dipendenti viene proposto di andarsene entro il 31 dicembre, per data center e chip i soldi non mancano: solo in questo trimestre gli investimenti supereranno i $50 miliardi. In altre parole, Microsoft non taglia perché è in difficoltà, ma per spostare risorse dalle persone ai server.

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Cosa guarderanno gli investitori

Il numero chiave è quello relativo ad Azure, atteso intorno al +45% a valuta costante secondo le indicazioni della stessa Microsoft. Non basterà centrarlo: a gennaio Azure crebbe del 38%, sopra le indicazioni della società, ma sotto il 39,4% che il mercato si aspettava davvero (fonte: GeekWire), e il titolo perse il 10% in un giorno. Contano poi i margini, attesi stabili, e il calo di Windows, frenato dal mercato dei PC e dal caro memorie. Gli analisti restano quasi unanimi: 34 giudizi d'acquisto su 36, con un prezzo obiettivo medio di $611 (27 ottobre, https://www.tipranks.com/stocks/msft/forecast), anche se c'è chi invita a non inseguire il titolo vicino ai massimi.

Il mercato delle opzioni ed il grafico

Le opzioni prezzano un movimento massimo dopo il report di circa il 4,3% in entrambe le direzioni, pari a circa $28: con il prezzo a $532,60, la soglia superiore è in area $560 e quella inferiore vicino a $505 (dati Capital.com). È un movimento ampio, ma più contenuto delle ultime reazioni, dal -10% di gennaio al +15,5% di luglio.

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MSFT, Giornaliero, apr 2026 - oggi. Fonte: Nasdaq, IG. Le performance passate non costituiscono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Il rally di luglio 2026 è partito dopo che il titolo aveva perso oltre il 37% dai massimi precedenti e si era appoggiato su un livello evidentemente importante, quello dei $350. In quel momento le quotazioni erano sotto le medie mobili a 50 e a 100 giorni, mentre l’RSI mostrava una divergenza dopo il minimo in area 22 toccato ad aprile. Da lì è partito il recupero: superata la resistenza in zona $470, il titolo ha costruito una base laterale tra $485 e $515 circa, rotta al rialzo a fine settembre. L’ultimo ritracciamento, iniziato dopo il test dei $550 e concluso venerdì scorso, ha riportato il prezzo proprio verso i $515, la vecchia resistenza diventata supporto. Verso l’alto, l’area di $558-560 è quella dei massimi di fine 2025 e rappresenta una possibile resistenza tecnica. Il limite inferiore si trova invece intorno ai $510:, vicino al numero tondo dei $500 e a ridosso della media mobile a 50 giorni, che oggi passa a $509,50.

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MSFT, Giornaliero, 2020- oggi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri..

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