Take Five: La realtà fa male
2 ottobre (Reuters) - I mercati globali stanno iniziando a prendere coscienza della realtà: costi di indebitamento ai massimi degli ultimi due decenni, petrolio sopra i 100 dollari al barile e aumenti dei tassi da parte delle banche centrali, il che sta esercitando una forte pressione su governi, investitori e famiglie, erodendo in parte l’entusiasmo suscitato dall’intelligenza artificiale nel mercato azionario.
Se a ciò si aggiungono le turbolenze politiche in Francia, l’aumento della volatilità, le prospettive incerte sui tassi e le elezioni in Brasile, c’è ampio spazio per delle sorprese nella settimana a venire.
Ecco cosa ci aspetta sui mercati finanziari, secondo Satoshi Sugiyama da Tokyo; Lewis Krauskopf da New York e Alun John, Dhara Ranasinghe e Karin Strohecker da Londra.
1/ DÉJÀ VU?
Il governo di minoranza francese, ormai alle corde, ha presentato il disegno di legge sul bilancio 2027 (link), che potrebbe portare a settimane di scontri sui tagli alla spesa (link) in un parlamento profondamente diviso — proprio mentre i partiti dell’opposizione irrigidiscono le loro posizioni in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
La tensione è palpabile.
Il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni, che si attesta intorno al 5%, ha toccato il livello più alto dal 2002 (link) .
Per le strade, gli scioperi degli studenti e dei lavoratori del settore pubblico (link) contro i tagli di bilancio previsti, volti ad alleggerire la pressione sulle finanze pubbliche, stanno prendendo slancio.
Il debito pubblico francese, in rapporto al prodotto interno lordo, ha raggiunto il livello record di quasi il 120%. Il Paese prevede di vendere l’anno prossimo un volume record di 340 miliardi di euro (link) in titoli di Stato.
Con le elezioni alle porte, le turbolenze sui mercati si stanno aggravando. Il governatore della Banca di Francia afferma che il Paese non può contare sulla Bce (link) per risolvere i problemi del debito francese.
Ciò non significa che la Bce non stia seguendo da vicino la situazione (link).
2/ È ORA DI SVEGLIARSI
I mercati valutari stanno uscendo dal letargo estivo, con il dollaro destinato a rafforzarsi e l’euro a faticare.
L’indice del dollaro, che misura l’andamento della valuta statunitense rispetto ad altre sei, è in rialzo per la terza settimana consecutiva, ai massimi degli ultimi 18 mesi (link), smentendo le previsioni secondo cui la debolezza del 2025 sarebbe continuata.
A favorire questa tendenza sono la crescita in forte aumento, gli alti rendimenti statunitensi e i prezzi elevati del petrolio e del gas — fattori vantaggiosi per un esportatore di energia, se la politica lo consente (link).
I fattori negativi altrove sono altrettanto rilevanti; ci sono motivi di preoccupazione per la sterlina e lo yen, ma è l’euro a spiccare.
I mercati obbligazionari dell’area dell’euro fortemente indebitati, come quello francese, stanno crollando (link), i costi energetici peseranno sulla crescita e questa combinazione potrebbe limitare gli aumenti dei tassi.
Non sorprende che l’euro sia sceso sotto quota 1,13 dollari per la prima volta dal maggio 2025, mentre la volatilità e le scommesse su un calo più marcato hanno registrato un’accelerazione. Ma, a testimonianza di una debolezza più diffusa, ha perso terreno anche rispetto alla sterlina, allo yen e al franco svizzero.
3/ SAMBA, SLOGAN E REALTÀ FISCALE
*DOMENICA il Brasile va alle urne (link) in un voto che mostrerà se la più grande economia dell’America Latina si unirà alla svolta politica verso destra osservata in gran parte della regione, oppure se seguirà una propria strada.
Il presidente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva (link) dovrebbe ottenere un leggero vantaggio al primo turno, ma difficilmente vincerà a maggioranza assoluta, rendendo così necessario un ballottaggio il 25 ottobre. Il suo sfidante più probabile è Flavio Bolsonaro (link), figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, la cui condanna per colpo di Stato dopo le elezioni del 2022 rimane un punto di riferimento per i conservatori sia in patria che all’estero.
Per gli investitori, la posta in gioco è alta. Gli elevati tassi di interesse brasiliani hanno reso il real una valuta molto ambita per il carry trade, ma stanno anche mettendo sotto pressione le famiglie (link) e le imprese, alimentando i timori sulla crescita.
Chiunque vinca, il prossimo presidente erediterà un grattacapo fiscale (link) e i mercati rimangono scettici sulla capacità di entrambi gli schieramenti di riportare il crescente onere del debito brasiliano su un percorso più sostenibile.
4/ AGGIORNAMENTO SULLA FED
La prossima settimana gli investitori cercheranno indizi sui piani della Federal Reserve in materia di tassi di interesse (link), sulla scia del primo aumento dei tassi da parte della banca centrale statunitense in tre anni.
*MERCOLEDì saranno pubblicati i verbali della riunione della Fed del mese scorso, quando ha aumentato i tassi (link) per la prima volta dal 2023 e ha suggerito che ci sarebbero state ulteriori misure di inasprimento monetario prima della fine dell’anno.
I futures sui Fed Fund all’inizio della settimana suggerivano che i mercati propendessero per l’aspettativa che la Fed aumentasse nuovamente i tassi nella prossima riunione di ottobre (link), ma tali previsioni si sono raffreddate.
I dati hanno mostrato che ad agosto l’inflazione è aumentata meno (link) del previsto, mentre il presidente della Fed di New York, John Williams (link), ha affermato martedì che la banca centrale ha tempo per valutare i dati economici prima di decidere quando aumentare nuovamente i tassi.
5/ DUE INDICATORI SULLA "JAPAN INC"
*GIOVEDì due dati chiave offriranno uno spaccato di come le imprese giapponesi stiano affrontando lo shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente e dallo yen debole (link).
Il primo è il Tankan di Reuters, che rispecchia l’indice della Banca del Giappone sul sentiment delle imprese e fa seguito all’indagine di luglio-settembre, secondo cui il settore manifatturiero si è dimostrato più resiliente rispetto a quello non manifatturiero. I dati forniranno un ulteriore indizio sulla possibilità che la Banca del Giappone proceda a un secondo rialzo consecutivo dei tassi d’interesse (link) questo mese, dopo l’aumento di 25 punti base di settembre.
Più tardi nella stessa giornata, Fast Retailing 9983.T, gestore della catena globale di abbigliamento Uniqlo, pubblicherà i risultati annuali. L’azienda funge da indicatore di riferimento per la spesa dei consumatori in Giappone e in Cina.
Mentre gli analisti si aspettano un’altra performance solida, gli investitori si concentreranno sulle sue previsioni e sull’impatto dell’aumento dei costi energetici (link) e dello yen debole sui margini.
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