PepsiCo e Monster contestano il divieto imposto in India sulle "bevande energetiche", invocando le ripercussioni sul business

Da Reuters News

di Aditya Kalra e Arpan Chaturvedi

- PepsiCo e Monster Beverage hanno citato in giudizio l’autorità indiana di regolamentazione alimentare per aver vietato l’uso dell’etichetta “bevanda energetica”, come emerge da documenti giudiziari non di dominio pubblico, inasprendo una controversia normativa che ha scosso un settore il cui valore dovrebbe raggiungere 1,6 miliardi di dollari entro il 2028.

L’autorità per la sicurezza alimentare ha ordinato ai produttori di bevande ad alto contenuto di caffeina vendute come “bevande energetiche” di smettere di utilizzare (link) tale descrizione il 30 giugno, a fronte delle crescenti preoccupazioni sui rischi per la salute di tali prodotti – nell’ambito di una campagna senza precedenti a tutela della sicurezza alimentare (link).

In un atto depositato presso il tribunale di Nuova Delhi, PepsiCo India ha affermato che il divieto avrà «gravi conseguenze commerciali» e danneggerà «investimenti sostanziali», dato che al 31 luglio erano in circolazione 492 milioni di bottiglie e 26 milioni di lattine con tali etichette.

A PepsiCo PEP.O non è stata data la possibilità di spiegare la propria posizione prima dell’emissione della direttiva, pertanto la decisione dovrebbe essere annullata, si legge nel documento di 358 pagine del 29 settembre, che non è pubblico e non è apparso sui media ma è stato visionato da Reuters.

L’autorità di regolamentazione ha concesso in via riservata alle aziende 90 giorni di tempo per eliminare la dicitura “bevanda energetica”, o qualsiasi descrizione simile, dalle bevande ad alto contenuto di caffeina, affermando che l’uso di tale termine violava le normative, secondo quanto riportato da Reuters. I documenti presentati dall’azienda indicano che diversi stati indiani hanno iniziato immediatamente a sequestrare le scorte.


ULTERIORI SFIDE, SOLLIEVO PER ALCUNE AZIENDE

Il mercato delle bevande energetiche in India ha registrato un boom dopo il lancio di Sting da parte di PepsiCo nel 2017: le sue bottiglie di plastica da 20 rupie (0,21 dollari) si sono rivelate popolari tra i giovani dai 15 ai 19 anni e nelle aree rurali, secondo Euromonitor. PepsiCo commercializza sul mercato anche la propria bevanda energetica Adrenaline Rush.

Nel documento presentato in via riservata al tribunale da Monster Energy India, filiale di Monster Beverage MNST.O, la società ha affermato di non aver ricevuto alcun preavviso prima che la decisione venisse presa.

La società «sta subendo gravi perdite finanziarie e danni alla reputazione», si legge nel documento presentato da Monster il 30 settembre al tribunale di Delhi, di cui Reuters ha preso visione.

Monster non ha risposto alle richieste di Reuters, così come l’Autorità indiana per la sicurezza alimentare e gli standard (FSSAI).

I casi saranno probabilmente esaminati da un giudice la prossima settimana.

Le vendite al dettaglio di bevande energetiche in India stanno crescendo del 12,6% all’anno, a un ritmo più rapido rispetto a Stati Uniti e Cina.

Le bevande energetiche hanno suscitato preoccupazioni per la salute tra le autorità di regolamentazione di diversi Paesi in tutto il mondo, che temono che contengano quantità significative di caffeina, zucchero e taurina, un amminoacido che, secondo alcune ricerche, può contribuire a problemi di salute quali ipertensione e disturbi cardiaci.

A partire da aprile del prossimo anno, in Inghilterra saranno vietate ai minori di 16 anni.

Le aziende produttrici di bevande, tra cui la Reliance di Mukesh Ambani RELI.NS, hanno esercitato forti pressioni contro questa misura ad agosto, ma l’autorità di regolamentazione non ha accolto le loro richieste (link).

Tuttavia, questa settimana il tribunale di Delhi ha annullato l’ordinanza dell’autorità di regolamentazione alimentare nei confronti dell’austriaca Red Bull, dopo che l’azienda aveva espresso preoccupazioni riguardo all’impatto sugli investimenti, come riportato da Reuters (link).

A seguito di un ricorso separato presentato da Hell Energy, un altro marchio globale di bevande energetiche, un tribunale dell’India occidentale ha sospeso la decisione del governo nei confronti dell’azienda, come risulta da un’ordinanza emessa giovedì.


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