MORNING BID-Possibile per i Treasury Usa seconda seduta consecutiva di rally?

Da Reuters News

Uno sguardo alla seduta sui mercati europei e globali a cura di Stella Qiu.

Probabilmente non sorprende che i rendimenti dei Treasury abbiano raggiunto i massimi da 24 anni, toccando 5,34% il primo giorno di contrattazioni di ottobre, dopo il peggior trimestre degli ultimi 32 anni. Il crollo del mercato obbligazionario, tuttavia, sta spingendo alcuni acquirenti a rientrare, con rendimenti tra 5,25% e 5,35% sicuramente attraenti per investimenti a lungo termine.

La grande domanda è se le obbligazioni riusciranno a registrare un secondo giorno di rialzo. L'ultima volta che hanno messo a segno un rimbalzo di due giorni è stato un mese fa, e si è presto esaurito. Dalla fine di agosto, la tendenza dei tassi ha avuto una sola direzione: al rialzo.

I rendimenti stanno nuovamente risalendo in Asia, dove il tasso decennale guadagna 2 punti base a 5,2470%.

Tutto sospeso, quindi, in attesa del dato sugli occupati Usa di settembre.

Le previsioni indicano un solido aumento di 90.000 posti di lavoro, con stime che varino da 35.000 a 180.000, lasciando ampio margine di sorpresa. Il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi a 4,1%, anche se alcuni analisti ritengono possibile un 4,0%, dato che la forza lavoro cresce lentamente e il tasso di partecipazione è basso.

Un altro dato significativo potrebbe essere la retribuzione oraria media, che dovrebbe fornire un'indicazione delle pressioni sui costi nel mercato del lavoro. L'indagine Ism sul settore manifatturiero ha già evidenziato un pesante aumento nella componente dei prezzi pagati.

Ecco perché i mercati si aspettano un nuovo rialzo dei tassi Fed entro fine anno, anche se la probabilità per ottobre si è ridotta a 25%. Due alti funzionari Fed hanno dichiarato questa settimana di voler esaminare ulteriori dati prima di decidere la prossima mossa, ma non c'è dubbio che la prossima mossa sarà al rialzo.

Il rally notturno dei governativi Usa potrebbe essere in parte dovuto al crollo dei mercati europei, dove l'attesissimo bilancio francese non placa le preoccupazioni degli investitori sulla traiettoria fiscale di Parigi. Lo spread tra i rendimenti decennali franco-tedeschi ha superato 140 punti base, massimo dal 2012, spingendo gli investitori ad alleggerire le posizioni in euro.

La moneta unica ha perso 1,3% nei confronti del franco svizzero, peggior performance giornaliera da aprile 2025, annullando gran parte del guadagno (2,5%) del trimestre scorso.

I dati sull'inflazione della zona euro rappresentano una sfida per le obbligazioni, poiché si ipotizza che possano risultare elevati.

Tutte le strade portano al dollaro, in prossimità del record da 17 mesi a questa parte grazie soprattutto alla debolezza dell'euro. Su base settimanale si prospetta per il biglietto verde la terza performance positiva consecutiva, a segnale dello smalto ritrovato dopo le difficoltà nella prima parte dell'anno,

Le borse asiatiche terminano in massima parte con il segno negativo e quelle europee si preparano a un'apertura debole, con i future azionari paneuropei in calo di 0,1%. I future sul Nasdaq, tuttavia, si muovono in rialzo di 0,4%.

In vista del fine settimana il Brent si mantiene stabile intorno ai 102 dollari, mentre secondo indiscrezioni stampa gli Usa si preparano a inviare ulteriori truppe e una nuova portaerei in Medio Oriente. Pechino ha intanto sospeso le esportazioni di prodotti petroliferi, alimentando i timori di un possibile peggioramento della già carente offerta globale di gasolio e carburante per aerei.

Principali eventi che potrebbero influenzare i mercati:

-- Dati preliminari su inflazione zona euro settembre

-- Occupati e salari Usa settembre

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