MORNING BID -Con Treasuries volatili come la borsa di Seul meglio mettersi al riparo

Da Reuters News

Uno sguardo alle prospettive per la seduta sui mercati europei e globali a cura di Stella Qiu

I Treasuries Usa dovrebbero essere il tranquillo rifugio dei mercati. Quando conquistano i titoli dei giornali e si muovono come un titolo speculativo della borsa di Seul, significa che qualcosa si è incrinato.

In appena due sedute il rendimento del decennale Usa ha sfondato la soglia del 5%, continuando a salire per toccare nella notte un nuovo massimo da 19 anni a 5,2251%.

Un balzo di quasi 20 punti base in due giorni, un movimento che non si vedeva dai tempi dei dazi del 'Liberation Day' di Donald Trump, quando i mercati finirono in caduta libera. Questa volta, però, non c'è un detonatore altrettanto evidente.

Il trentennale è andato oltre: il rendimento è aumentato di 16 punti base a 5,5016%, record dal 2004. Ricordate quando il segretario al Tesoro Usa Bessent è intervenuto con ulteriori riacquisti per difendere la soglia di 5,3%? È successo solo un mese fa, e i rendimenti sono ora a 5,48%. L'ultima operazione di riacquisto, effettuata durante la notte, si è rivelata un fiasco, riuscendo a raccogliere solo 4 sui previsti 6 miliardi di dollari.

Quando il denaro privo di rischio costa più del 5% nella prima economia mondiale nessuna 'asset class' resta indenne. I governi devono affrontare maggiori costi di finanziamento per coprire i crescenti deficit; i giganti dell'intelligenza artificiale devono giustificare piani di spesa sempre più ambiziosi; le famiglie affrontano mutui più onerosi, che aumentano i prezzi di acquisto delle case.

L'ondata di vendite si è estesa all'Asia. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono balzati a livelli mai visti dal 1996 e quelli dei decennali australiani viaggiano in prossimità dei massimi degli ultimi 15 anni.

Il rialzo dei rendimenti rende più restrittive le condizioni finanziarie Usa nel tempo, ma i futures continuano a scontare una probabilità di 70% di una stretta di Federal Reserve in ottobre. Per l'attuale ciclo è scontato un inasprimento fino a 90 punti base.

Il messaggio è arrivato persino alle banche centrali scandinave: Norges Bank ha sorpreso con un rialzo dei tassi norvegesi e la svedese Riksbank segnala che ne seguirà probabilmente l'esempio entro fine anno.

I tassi più elevati metteranno fine al trend rialzista del mercato azionario? Non se la 'febbre da IA' avrà voce in capitolo. Gli investitori nel settore tecnologico rimangono in gran parte imperturbabili e i futures sul Nasdaq si mantengono stabili. La maggior parte dei mercati asiatici è rimasta oggi chiusa, mentre il Nikkei guadagna 1,2%.

I listini europei sono destinati ad aprire in rialzo: i futures azionari paneuropei recuperano 0,6%, sostenuti dal calo del greggio.

Il Brent resta però intorno ai 105 dollari il barile, la guerra in Medio Oriente non è affatto vicina a una risoluzione e Trump è troppo impegnato a intrattenere il presidente cinese Xi Jinping per leggere i giornali che parlano dei tassi ipotecari a 7%. Del resto lui non ha un mutuo, quindi il problema è di qualcun altro.

Principali sviluppi che potrebbero influenzare i mercati:

Ordini beni durevoli Usa agosto.

Interventi presidente Fed New York John Williams e governatore Banca Inghilterra Andrew Bailey.

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