MERCATI IN TEMPO REALE-Reazione moderata: i dati deludenti sull’occupazione riducono le probabilità di un aumento dei tassi

Da Reuters News

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CALMA E SERENITÀ: IL DEBOLE RAPPORTO SULL’OCCUPAZIONE RIDUCE LE PROBABILITÀ DI UN AUMENTO DEI TASSI

Il rapporto sull’occupazione di settembre è risultato ben al di sotto delle aspettative.

** E i mercati ne stanno tenendo conto.

** L’economia statunitense ha creato 29.000 posti di lavoro il mese scorso, meno di un terzo delle 90.000 previste dal consenso.

** Come se non bastasse, i dati sull’occupazione di agosto sono stati rivisti al ribasso del 17,9% a 133.000, mentre l’incremento di 21.000 posti di lavoro inizialmente riportato per luglio è stato rivisto in una perdita di 10.000 posti di lavoro. In totale, si tratta di una revisione al ribasso pari a 60.000 posti di lavoro.

** Si tratta dell’ottava sorpresa al ribasso negli ultimi 12 mesi e dell’ottavo dato registrato al di sotto della soglia dei 100.000 nello stesso periodo.

** Al di là del dato principale (link), l’aumento di 28.000 posti nel settore dei servizi, spesso caratterizzato da salari più bassi, ha rappresentato il 60,9% dei 46.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato, una quota inferiore al solito. I settori della produzione di beni e dell’edilizia hanno creato rispettivamente 18.000 e 11.000 posti di lavoro. Il settore manifatturiero ha registrato un aumento di 11.000 lavoratori, contro i 10.000 previsti.

** L’occupazione nel settore pubblico si è ridotta di 17.000 unità, frenando il dato complessivo.

** Alla luce di questa evidente debolezza, secondo lo strumento FedWatch del CME i mercati finanziari stanno attualmente scontando una probabilità del 16,1% di un aumento dei tassi al termine della riunione della Fed di ottobre, in calo rispetto al 26,0% registrato appena prima della pubblicazione dei dati e al 64,2% di appena una settimana fa.

** «Un rapporto sull’occupazione accomodante sotto ogni punto di vista: dato complessivo debole, forti revisioni al ribasso dei mesi precedenti, un leggero aumento del tasso di disoccupazione e una crescita salariale più modesta del previsto, con i redditi che ormai non riescono a tenere il passo con il tasso di inflazione», scrive Stephen Coltman, responsabile macroeconomico di 21shares. «L’aspetto occupazionale del mandato è stato appena menzionato nelle recenti riunioni del FOMC, ma forse la situazione inizierà a cambiare dopo questo rapporto».

** La «crescita salariale più modesta del previsto» citata da Coltman ha offerto ai mercati un primo assaggio dell’inflazione di settembre. Tali dati hanno mostrato un rallentamento dei salari medi orari, che hanno registrato un aumento mensile dello 0,1%, inferiore al consenso dello 0,3%. Su base annua, la crescita salariale si è inaspettatamente raffreddata al 3,0% dal 3,1%. Gli economisti avevano previsto una crescita salariale annua del 3,2%.

** «(Il rapporto) suggerisce che la Fed non debba preoccuparsi dell’inflazione salariale», ha detto a Reuters Peter Cardillo, capo economista di mercato presso Spartan Capital Securities. «Insieme all’indice dei prezzi PCE inferiore alle attese che abbiamo ricevuto l’altro giorno… la Fed potrebbe probabilmente mantenere i tassi invariati nella riunione di ottobre».

** La crescita salariale annuale è inferiore all’ultimo dato dell’IPC, pari al 3,4%. Ciò significa che la crescita salariale reale rimane in territorio negativo, e lo è fin da aprile. Questo non promette nulla di buono per i consumatori, che sostengono sulle proprie spalle circa il 70% dell’economia statunitense.

** In un altro punto del rapporto, l’aumento del tasso di partecipazione al mercato del lavoro — dal 61,6% al 61,8% — rappresenta un passo nella giusta direzione ed è probabilmente, almeno in parte, responsabile dell’aumento del tasso di disoccupazione USUNR=ECI, salito al 4,2%.

** L’aumento della partecipazione esercita una pressione al rialzo sul tasso di disoccupazione; quando i lavoratori restano inattivi, non vengono considerati disoccupati.

** «Il tasso di disoccupazione ha registrato un leggero aumento, ma per ragioni positive, dato che sia la partecipazione alla forza lavoro che l’occupazione sono aumentate», afferma Elise Gould, economista senior presso l’Economic Policy Institute.

** Ma non lasciamoci prendere troppo dall’entusiasmo: nonostante l’aumento, la partecipazione al mercato del lavoro rimane ancora molto bassa rispetto agli standard storici.

** La durata media della disoccupazione è scesa a 25,4 settimane dalle 26,1 di agosto. Questo indicatore volatile ha seguito un andamento altalenante al rialzo per circa due anni e corrisponde alla tendenza generale al ribasso della fiducia nell’occupazione riflessa nei dati delle indagini sui consumatori.

** Se si analizzano i dati in base alla razza e all’etnia, la disoccupazione tra i lavoratori bianchi è scesa leggermente, passando dal 3,7% al 3,6%, ben al di sotto della media nazionale. La disoccupazione tra coloro che si identificano come ispanici è scesa al 4,7%, mentre quella tra gli asiatici è scesa al 2,9%.

** Tuttavia, il tasso di disoccupazione tra i lavoratori neri è balzato di un intero punto percentuale, attestandosi al 7,0%.

** Nel complesso, il divario di disoccupazione tra bianchi e neri si è ampliato a 3,4 punti percentuali, rispetto ai 2,3 di un mese fa.

** Va notato che la forza lavoro afroamericana si è ridotta di circa 288.000 unità nel periodo da gennaio ad agosto, secondo il Joint Center for Political and Economic Studies (link).

(Stephen Culp)


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