MERCATI GLOBALI-Mercato obbligazionario con un settembre difficile, ma quello azionario resta resiliente
di Danilo Masoni e Rae Wee
MILANO/SINGAPORE, 30 settembre (Reuters) - Le obbligazioni globali registrano mercoledì un leggero rialzo, ma si apprestano a chiudere il mese peggiore degli ultimi anni, penalizzate da una combinazione di fattori quali il deterioramento delle finanze pubbliche, l’eccesso di emissioni di debito e l’aumento dell’inflazione, mentre la guerra statunitense-israeliana contro l’Iran, iniziata sette mesi fa (link), mantiene elevati i costi energetici.
** I mercati azionari registrano invece un andamento migliore, in gran parte indifferenti al recente aumento dei rendimenti dei titoli di stato, sostenuti da una robusta crescita degli utili, dalla solidità dell’economia globale e dal perdurante entusiasmo per l’intelligenza artificiale (link). Gli indici azionari salgono in tutta l’Asia durante la notte e restano sostanzialmente invariati in Europa, mentre i futures statunitensi fanno presagire un’apertura leggermente al ribasso a Wall Street.
** L’aumento dei costi di indebitamento è stato al centro dell’attenzione degli investitori, dato che i rendimenti dei titoli di Stato fungono da punto di riferimento per i mercati globali, da prezzo di riferimento per gli investimenti in titoli azionari più rischiosi e da parametro di riferimento per i mutui ipotecari e i prestiti alle imprese.
** I rendimenti di riferimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni si mantengono appena al di sotto del livello massimo dal giugno 2007, al 5,2363% durante la seduta europea, in calo di 1,9 punti base (pb). Si prospetta un aumento di oltre 47 pb questo mese, il più consistente da circa due anni. I rendimenti dei titoli di stato si muovono in modo inverso rispetto ai prezzi.
** Il rendimento dei titoli del Tesoro a 2 anni scende di 1,0 pb al 4,8787% dopo che il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams (link), ha respinto le aspettative di un inasprimento anticipato della politica monetaria, sebbene nel mese rimanga superiore di oltre 50 pb .
** «Abbiamo raggiunto livelli di rendimento che stanno diventando davvero significativi», ha affermato Carlo Franchini, responsabile della clientela istituzionale presso Banca Ifigest, con sede a Milano. «La tentazione di uscire dai titoli azionari potrebbe diventare un problema».
** Tuttavia, Franchini ha detto di non aver ancora realizzato utili sui titoli azionari, scommettendo che questi ultimi potrebbero rimanere sostenuti fino a ottobre se l’allentamento delle tensioni nello Stretto di Ormuz contribuisse a far scendere i prezzi del petrolio e ad alleviare parte della pressione sui rendimenti dei titoli di stato. «A mio avviso è meglio mantenere posizioni lunghe», ha affermato.
** Con i mercati obbligazionari alla ricerca di una nuova direzione, gli investitori attendevano, nel corso della giornata, l’indice PCE di agosto, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed. Gli economisti intervistati da Reuters prevedono un’inflazione annua del 3,7%, mentre i mercati monetari ritengono ora che le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed a ottobre siano pressoché pari, in netto calo rispetto a oltre il 70% di martedì.
** I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni e francesi toccano questa settimana i massimi degli ultimi 17 e 18 anni e si avviano a registrare rialzi mensili rispettivamente di circa 26 punti base e 63 punti base. GVD/EUR
** Sono attesi anche i dati sull’inflazione tedesca di settembre, mentre i dati europei mostrano che i prezzi al consumo francesi (link) aumentano più del previsto a settembre e che il tasso di inflazione annuale italiano armonizzato a livello Ue (link) registra un’accelerazione al 4,1% a causa dell’impennata dei costi energetici.
** In Giappone, il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni si mantiene vicino ai massimi degli ultimi decenni, con un aumento di 11 punti base questo mese. JP/
I MERCATI AZIONARI SFIDANO L’IMPETTO DEI RENDIMENTI
** Nonostante il forte aumento dei costi di indebitamento sovrano registrato in questo trimestre, i mercati azionari mostrano una resilienza generale.
** L’indice paneuropeo Stoxx 600 .STOXX è in calo dello 0,07% alle 11:11 GMT, dopo aver toccato i massimi di apertura, e si avvia a chiudere il mese con una perdita di circa il 2%. Nel trimestre registra un calo dello 0,6%.
** L’indice più ampio di MSCI relativo ai titoli azionari dell’Asia-Pacifico, escluso il Giappone .MISX00000PUS, sale dello 0,16% e registra un calo dell’1,3% questo mese. Il Nikkei giapponese .N225 registra un balzo dell’1,9%, chiudendo il mese in rialzo dello 0,7%, mentre il Kospi sudcoreano .KS11 registra un guadagno mensile dello 0,3%.
** I futures sul Nasdaq registrano un leggero calo dello 0,14% e quelli sull’S&P 500 scendono dello 0,04%. L’indice S&P 500 .SPX rimane sostanzialmente invariato questo mese, registrando un rialzo del 2,3% da inizio trimestre.
** «Ciò che ci ha sorpreso è stata la reazione ottimistica del mercato azionario, dove la crescita del PIL nominale stava alimentando l’ottimismo sugli utili», ha affermato Mohammed Apabhai, responsabile della strategia di trading per l’Asia-Pacifico di Citi, in una nota, riferendosi al recente aumento dei rendimenti dei titoli di stato.
** «I mercati azionari statunitensi stanno reagendo all’aumento dei rendimenti dei titoli di stato, ma solo al di fuori del settore tecnologico».
** Per quanto riguarda i titoli cinesi, l’indice blue chip CSI 300 .CSI300 sale dello 0,3%, faticando a risalire dal minimo di un anno toccato all’inizio della settimana. L’indice è in calo del 12,5% in questo trimestre, la flessione più marcata dal picco dei lockdown dovuti al Covid-19.
IL DOLLARO IN RIALZO
** Sui mercati valutari, il dollaro è sulla buona strada per registrare un guadagno mensile di quasi il 2% rispetto a un paniere di valute, sostenuto dall’aumento dei rendimenti, sebbene nella giornata perda lo 0,19 %.
** L’euro si mantiene a quotazioni appena superiori al minimo degli ultimi 16 mesi , a 1,1357 dollari, in rialzo dello 0,15% nella giornata. Si avvia verso una perdita mensile del 2,2%, poiché la valuta fatica (link) a far fronte allo shock energetico globale e al crescente rischio politico in Europa.
** La sterlina guadagna lo 0,44% a 1,3288 dollari dopo che i dati mostrano che l’economia britannica (link) è cresciuta più rapidamente di quanto stimato in precedenza nel secondo trimestre, rafforzando le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra entro la fine dell’anno. Nel mese registra comunque un calo dell’1,9%.
** Lo yen guadagna lo 0,14% a 157,05 per dollaro e punta a un rialzo mensile di circa l’1,7%, con gli investitori restii a spingere la valuta al ribasso a causa della minaccia di un intervento congiunto (link) da parte di Tokyo e Washington.
** Sul fronte delle materie prime, il greggio statunitense sale dell’1,04% a 90,31 dollari al barile e il Brent sale dello 0,85% a 103,47 dollari, entrambi destinati a registrare guadagni mensili a causa dei timori relativi a interruzioni prolungate dell’approvvigionamento dovute alla guerra in corso in Medio Oriente. O/R
** L’oro spot guadagna lo 0,08% a 4.184,3 dollari l’oncia, in calo di quasi il 6% questo mese. Il Bitcoin sale dello 0,4% a 83.915 dollari, in procinto di registrare un guadagno mensile superiore al 6%. [GOL/]
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