MERCATI GLOBALI-Le azioni scendono sui timori AI, grandi banche danno il via a stagione utili Usa

Da Reuters News

di Sruthi Shankar

- Martedì i mercati azionari mondiali scendono, poiché i rinnovati timori legati all’intelligenza artificiale colpiscono i produttori di chip di punta (link), spingendo gli investitori verso la sicurezza dei titoli di Stato, mentre le grandi banche di Wall Street danno il via alla stagione dei bilanci trimestrali negli Stati Uniti.

** Le notizie sui progressi compiuti dal produttore cinese di chip di memoria CXMT alimentano i timori di una maggiore concorrenza da parte degli operatori cinesi nel settore dell’intelligenza artificiale, mentre l’amministratore delegato di Broadcom AVGO.O, Hock Tan, paragona (link) alcuni dei flussi di investimento nel più ampio settore dell’intelligenza artificiale al «gioco d’azzardo al casinò».

** L’indice azionario mondiale principale dell’MSCI .MIWD00000PUS scende dello 0,13%, con i mercati azionari asiatici e statunitensi, fortemente orientati al settore tecnologico, che subiscono il peso maggiore delle vendite.

** Negli ultimi quattro anni gli investitori cavalcano l’onda dell’intelligenza artificiale, poiché gli ingenti investimenti alimentano gli utili societari e la crescita economica, sebbene pesano i timori relativi ai rischi di concentrazione e alla possibilità che i rendimenti arrivino in tempi sufficientemente rapidi.

** I futures sul Nasdaq statunitense scendono dello 0,7%, con il produttore di chip di memoria Micron Technology MU.O in ribasso del 3,8% nelle contrattazioni pre-mercato e Nvidia NVDA.O in calo dello 0,8%.

** Il KOSPI sudcoreano (link) .KS11, un mercato al centro del boom globale dell’intelligenza artificiale, crolla di oltre il 5%, registrando il calo giornaliero più marcato dalla metà di agosto.

** I titoli europei invertono la tendenza, sostenuti da un’esposizione limitata al settore tecnologico e dal calo dei prezzi del petrolio. L’indice paneuropeo Stoxx 600 .STOXX sale dello 0,4%, raggiungendo il massimo settimanale.

** "I mercati diventano sempre più consapevoli del fatto che l’industria dei chip, specialmente nel settore delle memorie, è in definitiva un settore ciclico", afferma Julien Lafargue, capo stratega di mercato presso Barclays Private Bank.

** «Probabilmente ci si aspetta che il settore rimanga stabile forse per un altro paio d’anni. Sembra che le notizie giunte durante la notte indichino che forse questa tempistica debba ridursi e che la concorrenza potrebbe diventare più agguerrita già a partire dal prossimo anno».



Rendimenti dei titoli di Stato in stabilizzazione

** Il rendimento di riferimento a 10 anni scende al 5,187%, allontanandosi leggermente dal massimo degli ultimi 24 anni del 5,364% raggiunto la scorsa settimana.

** Un mix tossico di pressioni inflazionistiche derivanti dai prezzi elevati dell’energia e dai timori per il debito pubblico in forte aumento innesca diverse ondate di vendite di obbligazioni nelle ultime settimane, spingendo i costi di indebitamento ai massimi degli ultimi decenni in tutto il mondo.

** Charu Chanana, capo stratega degli investimenti presso Saxo Bank, afferma che gli investitori stanno tornando a puntare sui titoli del Tesoro dopo il recente forte aumento dei rendimenti, ma definisce questo fenomeno «un rialzo tattico».

** «L’inflazione persistente, i prezzi elevati del petrolio e l’elevato indebitamento pubblico rimangono ostacoli a una ripresa sostenuta del mercato obbligazionario», afferma.

** Gli operatori attendono i dati sull’inflazione statunitense di mercoledì per avere indicazioni sul percorso di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, stanno scontando una probabilità dell’80,6% che la Fed mantenga i tassi invariati alla fine di questo mese, in aumento rispetto al 51% di un mese fa.


IN ATTESA DEI RISULTATI FINANZIARI

** L’attenzione degli investitori è rivolta agli utili delle banche statunitensi (link) per valutare l’impatto del recente aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro sulle operazioni di fusione e acquisizione, sulla crescita dei prestiti e sui costi di indebitamento.

** JPMORGAN CHASE (link) JPM.N registra un leggero rialzo dell’1% nelle prime fasi di negoziazione dopo aver riportato un aumento degli utili nel terzo trimestre, trainato dalle performance dell’investment banking e del trading. WELLS FARGO (link) WFC.N perde lo 0,8%, mentre GOLDMAN SACHS (link) GS.N guadagna il 3% dopo la pubblicazione dei propri risultati.

** I prezzi del petrolio scendono mentre gli operatori valutano i rischi legati all’offerta derivanti dagli attacchi contro l’Arabia Saudita, soppesando al contempo la prospettiva di ulteriori forniture di gasolio dalla Russia. I futures sul greggio Brent scendono dell’1,8% a 104,76 dollari al barile, mantenendosi appena al di sotto del massimo di due settimane toccato il giorno precedente. O/R

** Il dollaro perde terreno rispetto ai massimi degli ultimi 18 mesi, in linea con il calo dei rendimenti e dei prezzi del petrolio. L’euro è scambiato a 1,1188 dollari, mentre lo yen giapponese si attesta a 158,12 per dollaro. FRX/


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