LG e Samsung sono oggetto di un'indagine in India per evasione dei dazi doganali relativa ai componenti dei televisori OLED
di Aditya Kalra e Nikunj Ohri
NUOVA DELHI, 23 settembre (Reuters) - L’India sta indagando su LG Electronics e Samsung per il presunto pagamento di dazi più bassi sui componenti per schermi importati destinati a televisori di fascia alta, secondo quanto riferito a Reuters da cinque fonti, mettendo sotto esame i dispositivi di intrattenimento di alta gamma su cui entrambi i colossi sudcoreani hanno puntato in grande.
Le lunghe indagini sui dazi all’importazione e sulle imposte sono state un punto dolente (link) per gli investitori stranieri in India e per le aziende coinvolte come Samsung e Volkswagen, anche se i funzionari indiani sostengono di stare semplicemente applicando la legge del Paese.
L’ultima indagine riguarda le importazioni di componenti per display utilizzati nella produzione di pannelli OLED (tecnologia a diodi organici a emissione di luce), che offrono una qualità dell’immagine superiore e sono prodotti da LG Electronics LGEL.NS e Samsung 005930.KS in India, un mercato chiave in crescita per entrambe le aziende.
Il mercato dei costosi OLED rimane tuttavia una nicchia a livello globale, con appena 6,5 milioni di unità vendute lo scorso anno, secondo la società di ricerche Omdia. I dati di Counterpoint Research mostrano che il mercato televisivo indiano valeva 4,7 miliardi di dollari lo scorso anno, con gli OLED che detenevano una quota vicina al 4%.
Le autorità indiane hanno accusato le aziende di aver richiesto indebitamente l’applicazione di un dazio agevolato del 5% sugli schermi in vetro OLED importati, denominati “open cell”, sostenendo che tale aliquota è stata per anni riservata ai più datati LCD e LED, che dominano le vendite sul mercato di massa, hanno affermato le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime poiché la questione è riservata.
Per quanto riguarda i componenti OLED, la Direzione indiana delle Entrate ritiene che Samsung e LG avrebbero dovuto pagare un dazio del 15%, hanno affermato due delle fonti a conoscenza dell’indagine.
Le aziende contestano in privato la posizione delle autorità indiane, poiché ritengono che la tecnologia OLED non sia altro che una forma avanzata della tecnologia LED e che debbano applicarsi le stesse tariffe indiane, hanno aggiunto le fonti.
Le fonti non hanno commentato i dettagli finanziari relativi all’importo del dazio che sarebbe stato pagato in misura insufficiente. In genere, a seguito di un’indagine, le autorità possono emettere avvisi di accertamento fiscale e imporre sanzioni fino al 100% del dazio evaso. Le aziende possono impugnare legalmente tali avvisi in tribunale.
Samsung ha detto in un comunicato a Reuters che sta «esaminando la questione e collaborando pienamente con le autorità competenti», aggiungendo di essere fermamente impegnata a rispettare tutte le leggi.
LG 066570.KS e la direzione delle entrate non hanno risposto alle richieste di chiarimenti.
INDAGINI NEL SETTORE TELEVISIVO
Funzionari della Direzione delle Entrate hanno visitato la sede indiana di Samsung a Gurugram, vicino a Nuova Delhi, per interrogare i dirigenti nelle ultime settimane, secondo quanto riferito da quattro fonti.
LG ha invece ricevuto dalle autorità indiane domande scritte relative alle sue importazioni di OLED e ha presentato le proprie risposte, insieme a un deposito monetario volontario e di importo non specificato a copertura di eventuali dazi aggiuntivi che le autorità potrebbero richiedere, ha affermato una delle fonti.
Lo scorso anno LG ha quotato la propria unità indiana alla Borsa di Mumbai, dove attualmente vanta una capitalizzazione di mercato di quasi 12 miliardi di dollari. Ad agosto ha detto che il proprio segmento televisivo stava registrando una «crescita di altissima qualità», con una quota di mercato dei televisori in India pari a circa il 26% e una quota di mercato degli OLED pari a quasi il 59% in termini di valore.
Anche Samsung vende molti OLED in India, tra cui un televisore da 65 pollici «Made in India» al prezzo di 2.415 dollari. L’azienda sta contestando (link) un’altra richiesta fiscale indiana di 520 milioni di dollari risalente allo scorso anno, relativa a una presunta classificazione errata delle importazioni di apparecchiature di rete.
PRESSIONE LOBBISTICA
Mentre le autorità indiane indagano su LG e Samsung, le loro associazioni di categoria hanno lanciato ad agosto una campagna per spingere il Ministero indiano dell’IT a raccomandare che i componenti per display OLED siano coperti dal regime tariffario agevolato del 5%.
In lettere riservate quasi identiche, l’Associazione dei produttori di elettronica di consumo ed elettrodomestici e l’ente di categoria MAIT hanno affermato che la normativa tariffaria «limita il beneficio» esclusivamente ai componenti per display LCD e LED, creando una «situazione anomala».
«Ai produttori di TV OLED più avanzati viene negato lo stesso beneficio, con conseguenti costi di produzione più elevati e una minore competitività», si legge nelle lettere, esaminate da Reuters.
I dati governativi mostrano che le importazioni indiane di schermi, comprese le componenti per televisori, sono aumentate del 15% in un anno, raggiungendo i 5,6 miliardi di dollari entro marzo 2026, evidenziando la dipendenza del Paese da tali forniture estere.
Il settore sta inoltre esercitando pressioni per ottenere maggiori esenzioni sulla produzione di schermi OLED in generale, sostenendo che solo i macchinari per la produzione basati sulla vecchia tecnologia LCD godono di esenzioni dai dazi.
"Questa mancanza di parità comporta costi di capitale più elevati per l’avvio della produzione di OLED", si legge nelle lettere. "Ciò ostacola inoltre la crescita della produzione di tecnologie più avanzate in India ed è quindi in contrasto con l’iniziativa ‘Make in India’."
Le associazioni di categoria e il ministero indiano dell’IT non hanno risposto alle richieste di Reuters.
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