La settimana che ci aspetta a Wall Street-Dopo il rialzo dei tassi da parte della Fed, gli investitori puntano l’attenzione sull’andamento dei tassi e sul rallentamento dell’IA

Da Reuters News

di Lewis Krauskopf

- La prossima settimana gli investitori azionari statunitensi concentreranno la loro attenzione sull’andamento dei tassi di interesse, sulle tensioni in Medio Oriente e sulle recenti richieste di rallentare il progresso dell’intelligenza artificiale, mentre valutano se gli indici azionari possano raggiungere nuovi massimi storici.

** I mercati continueranno ad assimilare la decisione presa mercoledì dalla Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse per la prima volta in tre anni (link), nel tentativo di frenare un’inflazione superiore all’obiettivo. Sebbene l’aumento dei tassi fosse ampiamente previsto, gli investitori rimangono incerti sul numero di rialzi che la banca centrale statunitense potrebbe eventualmente attuare e sulle implicazioni per i rendimenti dei titoli del Tesoro, già in ascesa.

** Nelle ultime settimane i titoli azionari prendono spunto dall’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro e dall’impennata dei prezzi del petrolio, in un contesto di escalation del conflitto in Medio Oriente. Un livello del 5% sul rendimento di riferimento dei titoli del Tesoro a 10 anni e 100 dollari al barile per il petrolio rappresentano «linee psicologiche di demarcazione», afferma Art Hogan, capo stratega di mercato presso B. Riley Wealth.

** Al di sotto di tali livelli «i partecipanti al mercato possono tirare un breve sospiro di sollievo e impegnarsi maggiormente», aggiunge Hogan. Quando invece i rendimenti superano tali soglie, «come succede nel corso delle ultime quattro o cinque settimane, il mercato ritiene semplicemente che tali venti contrari siano insormontabili», spiega.

** Infatti, giovedì le azioni salgono mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti scendono, con il greggio statunitense che scende a 101 dollari al barile e il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni che scende al 4,93% verso la fine della seduta.


ATTENZIONE ALLE DICHIARAZIONI DELLA FED E AGLI INDIZI SUI TASSI

** I rialzi di giovedì portano l’indice azionario di riferimento S&P 500 .SPX a un +11% dall’inizio dell’anno e circa il 2% al di sotto del massimo storico di metà agosto.

** Gli aumenti dei tassi, che potrebbero far salire i costi di indebitamento e rallentare l’economia, rappresentano potenziali sfide per i titoli azionari. Tuttavia, la mossa di mercoledì viene in gran parte scontata dai mercati già prima della riunione. La decisione viene inoltre vista dagli investitori come un test di credibilità per il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, per valutare se la banca centrale avrebbe aumentato i tassi nonostante le ripetute richieste di tagli da parte del presidente Donald Trump (link). Trump sceglie Warsh come capo della Fed.

** «Superiamo un ostacolo significativo» con questa riunione, afferma Joe Mazzola, capo stratega di trading presso Charles Schwab.

** Gli investitori sono ora alla ricerca di segnali che indichino quando la Fed potrebbe aumentare nuovamente i tassi. Giovedì in tarda serata, i futures sui Fed funds suggeriscono una probabilità pressoché rivale al 50% che la banca centrale proceda a un rialzo nella sua prossima riunione di ottobre, proprio prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.

** Sulla scia della riunione di mercoledì, la prossima settimana sono previsti interventi da parte di diversi responsabili politici della Fed. Qualsiasi indicazione sui piani della banca centrale per questo ciclo di rialzi potrebbe rivelarsi particolarmente preziosa, vista la volontà espressa dallo stesso Warsh di evitare indicazioni prospettiche sull’andamento dei tassi.

** «In assenza di indicazioni, cosa che ormai diventa la nuova normalità con il presidente Warsh, credo che diventi ancora più importante attingere alle conoscenze di coloro che sono disposti a parlare», afferma Hogan.


IN VISTA L’INCONTRO TRUMP-XI PER DISCUSSIONI SUL SETTORE TECNOLOGICO

** Anche le indagini sull’attività manifatturiera e dei servizi, così come quelle sul clima di fiducia dei consumatori, potrebbero fornire informazioni sulle tendenze inflazionistiche in una settimana relativamente povera di dati economici.

** La prossima settimana gli investitori seguiranno con attenzione l’attesa visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, che prevede un incontro con Trump previsto per giovedì.

** Tra le questioni in sospeso tra i due Paesi, gli investitori indicano che la corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e le restrizioni relative ai semiconduttori potrebbero avere un impatto sui mercati, in particolare sui titoli tecnologici. Il settore tecnologico rappresenta il 38% dell’indice S&P 500 e, sebbene registri un rialzo di oltre il 20% nel 2026, perde terreno dall’inizio di giugno.

** «Il settore tecnologico deve tornare in pole position affinché possiamo vedere quei nuovi massimi storici», afferma Mazzola.

** L’intelligenza artificiale è inoltre al centro dell’attenzione dopo che i leader del settore chiedono un rallentamento dello sviluppo (link) a seguito di allarmanti avvertimenti sui pericoli di questa tecnologia emergente. I timori di un rallentamento pesano leggermente sui titoli delle società di semiconduttori al centro del boom dell’intelligenza artificiale.

** Gli investitori sono alla ricerca di segnali più concreti prima di dichiarare in crisi il tema della spesa per l’IA che quest’anno traina i titoli azionari, comprese eventuali misure volte a regolamentare più severamente il settore.

** Qualsiasi debolezza dei titoli derivante da tali sviluppi potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto, afferma Jeff Schulze, capo stratega degli investimenti presso il Franklin Templeton Institute. «Dubito che verrà introdotta una regolamentazione tale da limitare realmente gli investimenti e il ritmo di sviluppo dei modelli in futuro», dice.

** L’indice S&P 500 rimane sostanzialmente invariato negli ultimi mesi, nonostante i solidi utili societari complessivi, il che «alla fine fornirà una buona base di valutazione affinché il mercato possa registrare un’ulteriore ascesa», afferma Schulze.

** «Si tratta di un contesto piuttosto positivo per gli asset rischiosi, soprattutto se riusciremo a ottenere un ulteriore calo dei rendimenti delle obbligazioni a lungo termine», aggiunge.

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