La corte d'appello statunitense conferma la storica vittoria di Thomson Reuters nella causa relativa all'addestramento dell'intelligenza artificiale
di Blake Brittain
29 settembre (Reuters) - Martedì una corte d’appello statunitense ha confermato una sentenza a favore della società di servizi informativi Thomson Reuters TRI.TO nella sua controversia sul diritto d’autore con l’ex concorrente nel settore della ricerca giuridica Ross Intelligence, relativa al presunto uso improprio da parte di Ross di materiale protetto da copyright per addestrare un motore di ricerca giuridico basato sull’intelligenza artificiale.
La Corte d’Appello del Terzo Circuito degli Stati Uniti, con sede a Filadelfia, ha respinto l’argomentazione di Ross secondo cui il suo motore di ricerca avrebbe fatto un uso lecito del materiale proveniente dalla piattaforma Westlaw di Thomson Reuters; si tratta di una sentenza senza precedenti emessa da una corte d’appello statunitense nell’ambito di una serie di cause di grande rilevanza in materia di diritti d’autore relative all’addestramento dell’intelligenza artificiale.
La motivazione della sentenza della corte d’appello è attualmente riservata.
Thomson Reuters è la società madre di Reuters News.
Nella causa intentata nel 2020, Thomson Reuters ha accusato la società di ricerca giuridica Ross Intelligence di aver copiato le “note introduttive” di Westlaw, che riassumono i punti di diritto presenti nelle sentenze dei tribunali. Ha accusato Ross di aver utilizzato in modo improprio migliaia di note introduttive per addestrare il proprio motore di ricerca giuridico concorrente basato sull’intelligenza artificiale.
Ross ha chiuso la propria piattaforma (link) nel 2021, adducendo come motivo i costi del contenzioso con Thomson Reuters.
Autori, testate giornalistiche, etichette discografiche e altri soggetti hanno intentato decine di cause (link) contro aziende tecnologiche per l’uso non autorizzato di opere protette da copyright per addestrare sistemi di IA. Il caso di Thomson Reuters è la prima controversia in materia di diritto d’autore relativa all’addestramento dell’IA ad essere esaminata da una corte d’appello statunitense, sebbene, a differenza di quelle controversie, il caso di Thomson Reuters non riguardi l’IA generativa, ovvero l’intelligenza artificiale che crea nuovi contenuti.
Ross avrebbe utilizzato le "headnotes" di Thomson Reuters per addestrare il proprio motore di ricerca a identificare sentenze pertinenti in risposta alle richieste degli utenti. L’azienda ha sostenuto che l’addestramento della propria IA costituisse un «fair use» delle «headnotes», sollevando così una difesa fondamentale nelle controversie legali relative all’addestramento dell’IA.
Le aziende tecnologiche hanno sostenuto che i sistemi di IA generativa fanno un uso lecito del materiale protetto da copyright su cui vengono addestrati, trasformandolo in qualcosa di nuovo, mentre i titolari dei diritti d’autore sostengono che le aziende utilizzino le loro opere per generare contenuti concorrenti che minacciano il loro sostentamento.
Lo scorso anno un giudice federale del tribunale del Delaware ha respinto la difesa basata sul fair use di Ross (link), spingendo quest’ultimo a presentare ricorso.
«Ross ha utilizzato le note introduttive per facilitare lo sviluppo di uno strumento di ricerca giuridica concorrente», ha affermato il giudice. «Pertanto, l’uso da parte di Ross non è trasformativo.»
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