Il petrolio si stabilizza, poiché lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran compensa la ripresa dell'offerta
di Ahmad Ghaddar
LONDRA, 30 settembre (Reuters) - I prezzi del petrolio si stabilizzano mercoledì, ma restano sulla buona strada per registrare un forte rialzo mensile, poiché i colloqui tra Stati Uniti e Iran, volti a porre fine alla loro guerra, si sono arenati, mentre la tensione sui mercati dei carburanti continua a sostenere i prezzi nonostante la ripresa delle forniture di greggio dal Medio Oriente.
** Il contratto futures sul Brent con scadenza a novembre , in scadenza mercoledì, scende di 16 centesimi, ovvero dello 0,2%, a 102,43 dollari al barile alle 08:11 GMT. Il contratto più attivo con scadenza a dicembre scende di 18 centesimi a 95,98 dollari. Il greggio statunitense West Texas Intermediate sale di 2 centesimi a 89,40 dollari.
** Il Brent è destinato a registrare un rialzo mensile di circa il 13%, il più consistente da luglio, mentre il WTI è sulla buona strada per un aumento del 4%.
** Anche lo spread tra i due benchmark si amplia fino a raggiungere il livello più alto (link) degli ultimi quattro mesi, mentre gli operatori monitorano i potenziali piani degli Stati Uniti di limitare le esportazioni di gasolio, che potrebbero creare un eccesso di offerta sul mercato statunitense e indurre le raffinerie locali a lavorare meno greggio.
** Il Qatar dice martedì di sperare che la «diplomazia pendolare» (link) tra Teheran e Washington possa portare a una svolta.
** Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump smentisce un articolo di Axios in cui, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, egli sarebbe disposto ad allentare le sanzioni contro l’Iran e a sbloccare i fondi iraniani congelati in cambio di misure «concrete» da parte di Teheran sul proprio programma nucleare.
** L’Arabia Saudita riprende martedì le operazioni di carico delle petroliere (link) dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo aver riavviato le operazioni sull ’ oleodotto Est-Ovest .
** Goldman Sachs stima che le esportazioni di petrolio del Golfo si siano riprese (link), raggiungendo i 23,3 milioni di barili al giorno nell’ultima settimana, in linea con la media prevista per il 2025, dato che le esportazioni sono raddoppiate a settembre, come indica in una nota pubblicata martedì.
** Negli ultimi cinque giorni, la media su 10 giorni delle esportazioni totali di petrolio si mantiene a 20,5 milioni di barili al giorno, equivalente all’89% dei livelli del 2025, secondo le stime di JPMorgan.
** "La ripresa dei flussi di greggio dovrebbe attenuare le pressioni sui prezzi determinate dall’offerta, anche se la persistente carenza di prodotti e gli elevati costi di trasporto potrebbero mantenere teso il mercato energetico in generale", affermano gli analisti della banca giapponese MUFG.
** La Casa Bianca esorta (link)l’Unione Europea a ridurre le scorte di emergenza di gasolio nel tentativo di abbassare i prezzi globali, secondo due fonti a conoscenza dell’iniziativa.
** Trump sta valutando (link) la possibilità di autorizzare la vendita di gasolio colorato di rosso, anziché imporre un divieto di esportazione, per offrire un certo sollievo sui prezzi ai consumatori in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
** Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio greggio e benzina aumentano (link) mentre quelle di distillati diminuiscono la scorsa settimana, secondo quanto riferiscono martedì fonti di mercato, che citano i dati dell’American Petroleum Institute.
** I dati ufficiali sulle scorte dell’US Energy Information Administration saranno pubblicati alle 10:30 EDT (alle 14:30 GMT). Gli analisti intervistati da Reuters (link) prevedono un calo delle scorte di greggio e di prodotti petroliferi.
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