I prezzi del petrolio salgono del 2% mentre la Cina sospende le esportazioni di carburante
di Robert Harvey
LONDRA, 1 ottobre (Reuters) - I prezzi del petrolio salgono di circa il 2% giovedì dopo che la Cina sospende le esportazioni di prodotti petroliferi, potenzialmente inasprendo i mercati dei carburanti già alle prese con carenze di approvvigionamento a livello globale, mentre gli investitori continuano a valutare i rinnovati sforzi diplomatici per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran (link).
** Il nuovo contratto futures sul greggio Brent con scadenza a dicembre scambia a 100,09 dollari al barile alle 08:29 GMT, in rialzo del 2,1%, ovvero di 2,06 dollari, rispetto alla chiusura di mercoledì. Il contratto con scadenza a novembre è scaduto mercoledì, attestandosi a 103,50 dollari al barile, e segnando un rialzo mensile di circa il 14% a settembre per il contratto con scadenza più vicina.
** Il greggio statunitense West Texas Intermediate guadagna 2,06 dollari, pari al 2,28%, attestandosi a 92,48 dollari al barile.
** Giovedì i prezzi registrano una forte volatilità, scendendo di oltre l’1% nelle prime ore di contrattazione, per poi recuperare terreno.
** Le raffinerie cinesi sospendono le esportazioni di prodotti petroliferi verso regioni al di fuori di Hong Kong e Macao fino a nuovo avviso (link), secondo quanto riferito giovedì da quattro persone informate sulla questione, una mossa che metterà ulteriormente sotto pressione i mercati dei carburanti già provati dalla guerra.
** «Il divieto di esportazione cinese suggerisce preoccupazioni riguardo alla disponibilità interna del prodotto», afferma l’analista di UBS Giovanni Staunovo, aggiungendo che resta da vedere se le misure sosterranno un aumento delle importazioni di greggio dopo i recenti prelievi dalle scorte cinesi di greggio e carburanti.
** L’offerta globale di gasolio si riduce a causa del calo della capacità di raffinazione dovuto agli attacchi legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, aumentando la pressione sui governi affinché intervengano per tutelare i consumatori.
** L’amministrazione Trump intima a Germania e Francia ad attingere alle scorte di emergenza di gasolio (link) per contribuire ad alleggerire i prezzi globali del carburante, pena un potenziale divieto statunitense sulle esportazioni di gasolio, secondo quanto riferito da tre persone vicine alle discussioni.
** I margini di profitto delle raffinerie europee di diesel si attestano a circa 80,05 dollari al barile alle 08:29 GMT, in calo di circa il 4% rispetto alla seduta precedente. Il margine aveva toccato il massimo storico di 95 dollari al barile il 23 settembre.
** Gli investitori continuano a seguire con attenzione gli sforzi diplomatici e le esportazioni di petrolio in Medio Oriente.
** L’Arabia Saudita riprende (link) le operazioni di carico delle petroliere da Yanbu, secondo quanto riportato martedì da Reuters, dopo aver riavviato in precedenza le operazioni sull’oleodotto Est-Ovest.
** Mercoledì l’Iran dice di aver ricevuto (link) una risposta degli Stati Uniti alla sua ultima proposta volta a ripristinare il cessate il fuoco nel Golfo, ormai fallito.
** Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump smentisce (link) le notizie riportate da Axios e dalla CNN, secondo cui funzionari statunitensi avrebbero affermato che egli fosse disposto ad allentare le sanzioni contro l’Iran e a sbloccare i fondi iraniani congelati in cambio di misure “concrete” da parte di Teheran sul proprio programma nucleare.
** Goldman Sachs stima che le esportazioni di petrolio dal Golfo, comprese le «esportazioni "dark"» effettuate da navi che operano con i transponder di localizzazione disattivati, siano tornate a 23,3 milioni di barili al giorno nell’ultima settimana, in linea con la media prevista per il 2025, poiché le esportazioni sono raddoppiate a settembre, come indicato in una nota pubblicata martedì.
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