GUIDA ESPLICATIVA-Il percorso da seguire per la ristrutturazione di Volkswagen

Da Reuters News

di Rachel More e Christina Amann

- Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen , avrà anche ottenuto il via libera dagli azionisti per il suo piano di risanamento (link), ma dovrà affrontare difficili negoziati in Germania sui tagli di posti di lavoro e sulle chiusure di stabilimenti, oltre a questioni fondamentali relative alla strategia della casa automobilistica negli Stati Uniti.

Ecco una guida a ciò che ci aspetta nei prossimi tempi.


RIPENSARE GLI STATI UNITI E LA CINA

Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen si riunisce venerdì, con questioni irrisolte che vanno dai dettagli della ristrutturazione alla strategia negli Stati Uniti, dove la seconda casa automobilistica al mondo ha perso miliardi di euro a causa dei pesanti dazi.

Volkswagen deve inoltre risolvere la questione di lunga data relativa alla possibilità che il marchio premium Audi disponga di un proprio sito produttivo negli Stati Uniti, il che richiederebbe l’approvazione del comitato.

L’azienda tedesca intende inoltre orientarsi verso i segmenti più redditizi del mercato statunitense, quali i pick-up e i SUV di grandi dimensioni.

Sebbene la metà dei 50.000 ulteriori tagli di posti di lavoro avverrà probabilmente in Germania, Volkswagen sta attuando una ristrutturazione anche altrove.

Ha già ridotto la propria forza lavoro in Cina da 90.000 a 70.000 unità per adeguarsi al calo delle vendite (link), e se ne prevedono altre, con la produzione cinese che dovrà affrontare una riduzione della capacità produttiva pari a 500.000 veicoli.


NESSUNO SCIOPERO PER ORA

Vincolato a una tregua dagli scioperi fino al 1° gennaio 2027, il principale sindacato industriale tedesco sta cercando altri modi per esercitare pressione sulla dirigenza.

Il 30 settembre, i rappresentanti dell’IG Metall dovrebbero discutere con la dirigenza i timori relativi al fatto che la riorganizzazione potrebbe violare un accordo di lavoro del 2024.

Tale accordo ha dato il via a una prima ondata di 35.000 licenziamenti in Germania, in cambio di garanzie occupazionali fino alla fine del decennio e di investimenti negli stabilimenti ora a rischio chiusura.

Nonostante abbiano ritirato la loro opposizione al piano generale (link) durante una riunione del consiglio di amministrazione tenutasi tre settimane fa, i rappresentanti dei lavoratori e lo Stato della Bassa Sassonia, secondo maggiore azionista di Volkswagen, continuano a battersi per arginare la perdita di posti di lavoro a livello locale.

I sindacati vogliono che i 25.000 tagli di posti di lavoro previsti in Germania costituiscano un punto di partenza per le trattative, concentrandosi sui costi piuttosto che su un obiettivo numerico di licenziamenti.



MOMENTO CRITICO PER GLI STABILIMENTI A RISCHIO

Volkswagen elaborerà un piano di produzione europeo entro la fine di giugno 2027, un periodo cruciale per gli stabilimenti già a rischio.

L’azienda intende ridurre la capacità produttiva di oltre 500.000 veicoli in risposta alla domanda persistentemente bassa, con gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm che dovrebbero chiudere in modo scaglionato dal 2031 al 2034.

Le soluzioni potrebbero includere una riconversione al settore della difesa o partnership con la Cina, ma finora non sono emersi piani concreti.

C’è inoltre margine di manovra per quanto riguarda l'orario di lavoro (link), poiché l’accordo del 2024 prevede che le parti possano concordare una settimana lavorativa di quattro giorni per i lavoratori qualora Volkswagen dovesse trovarsi in difficoltà finanziarie.


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