GIORNATA DI NEGOZIAZIONE-I titoli azionari sono ancora sotto il dominio delle obbligazioni
di Jamie McGeever
ORLANDO, Florida, 29 settembre (Reuters) - Martedì i mercati azionari statunitensi e mondiali registrano un calo (link) per il secondo giorno consecutivo, sotto la pressione dei rendimenti dei titoli di stato elevati e dei timori degli investitori riguardo ai dati sull’inflazione negli Stati Uniti e alla potenziale volatilità di fine trimestre prevista per mercoledì. Il sentiment ribassista è stato mitigato dal calo dei prezzi del petrolio.
Nella mia rubrica di oggi (link), analizzo le crepe che stanno cominciando a manifestarsi nell’edificio finanziario dell’intelligenza artificiale. Le obbligazioni emesse per finanziare la costruzione dei data center sono sottoposte a forte pressione: ma si tratta di un segnale di ulteriori turbolenze all’orizzonte o di un segnale di «acquisto»?
Da non perdere oggi
ESCLUSIVA - Il prospetto dell’IPO di Anthropic mostra una visione ambiziosa dell’IA, ma anche costi in forte aumento (link)
Trump afferma che collaborare con Xi sull’IA danneggerebbe le aziende statunitensi (link)
La «forza G» che guida i mercati mondiali potrebbe richiedere un intervento della Fed e un freno sulle obbligazioni: Mike Dolan (link) (link)
Il mercato obbligazionario, già in difficoltà, si prepara a una nuova era dei tassi d’interesse (link) (link)
La Cina annuncia un taglio dei tassi e sussidi sui mutui per stimolare la crescita (link) (link)
I principali movimenti di mercato di oggi
** BORSA: Giappone -0,6%, Europa (link) invariata, Regno Unito (link) -0,5%. Nasdaq -0,1%, S&P 500 -0,2%, Dow -0,3%.
** SETTORI/TITOLI: Sette settori dell’S&P 500 in calo, quattro in rialzo. Energia -0,9%, servizi di pubblica utilità +1,1%. Settore dei chip statunitensi +1,3%. Apple (link) è il titolo che registra la perdita maggiore nel Dow, -2,7%. Carnival (link) è il titolo che registra il rialzo maggiore nell’S&P 500, +13%.
** MERCATO VALUTARIO: Il dollaro (link) +0,3%, il livello più alto degli ultimi 2 mesi. Il dollaro australiano -0,7% dopo l’aumento dei tassi da parte della RBA (link), la corona norvegese -1%.
** OBBLIGAZIONI: la fase di vendita si arresta temporaneamente nel Regno Unito e in Europa, sebbene lo spread franco-tedesco registri la chiusura più ampia degli ultimi 14 anni. Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 30 anni è al 5,62%, il livello più alto dal 2002. L’intera curva dei rendimenti statunitense si trova entro 5 punti base dal superamento della soglia del 5%.
** MATERIE PRIME/METALLI: Petrolio (link) -2,5%, oro (link) +1%.
Argomenti di discussione di oggi:
Anthropicology
L’esclusiva di Reuters (link) sulla proposta di IPO di Anthropic offre una lettura affascinante. Il gigante dell’IA (link) ha visto i propri ricavi crescere di 12 volte lo scorso anno, ma le perdite hanno superato gli 8 miliardi di dollari a livello operativo e i 40 miliardi a livello netto, secondo i documenti del prospetto informativo per una potenziale IPO che punta a una valutazione di oltre 2.000 miliardi di dollari.
In sostanza, l’azienda sta spendendo molto e perdendo denaro. O almeno così è stato fino ad ora. La speranza è che i ricavi continuino a crescere a un ritmo sempre più sostenuto, superando le ingenti spese e giustificando la valutazione sbalorditiva dell’IPO (link). Ma la minaccia dei modelli cinesi più economici incombe. I costi e gli investimenti di Anthropic fanno pensare che potrebbe avere difficoltà in una guerra dei prezzi, se si arrivasse a quel punto.
La crisi dei consumatori
(link)È un dilemma. L’economia statunitense sta crescendo a un ritmo annuo compreso tra l’8% e il 9% in termini nominali, e il tasso di disoccupazione è del 4,1%, un livello storicamente basso che riflette sostanzialmente la piena occupazione. Eppure gli americani sono più pessimisti di quanto lo siano stati negli ultimi anni. La fiducia dei consumatori (link) è crollata questo mese al livello più basso dal 2014, e gli americani si sentono più insicuri riguardo al mercato del lavoro di quanto non lo siano stati negli ultimi cinque anni.
Come mai? Da anni ormai la fiducia dei consumatori è un indicatore anticipatore poco attendibile del comportamento dei consumatori e, per estensione, della crescita economica in generale. La spesa ha tenuto botta, grazie alla forte propensione al consumo dei più abbienti; la crescita è robusta e gli utili societari e i prezzi delle azioni non sono mai stati così alti. Forse è in arrivo un “ritorno alla media”?
Nessuna tregua
Mercoledì si conclude un tumultuoso terzo trimestre, un periodo di tre mesi che ha visto, senza un ordine particolare: un rimbalzo del 40% del petrolio, prezzi record del gasolio negli Stati Uniti, il più grande crollo trimestrale delle obbligazioni societarie dal 2022, un’ondata travolgente di “catastrofismo” sull’intelligenza artificiale, l’aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed e i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e globali che hanno toccato i livelli più alti degli ultimi 20 anni. Ah, e nel bel mezzo di tutto questo, le azioni hanno toccato livelli record.
Sarà difficile che il quarto trimestre sia altrettanto sconvolgente, ma gli investitori farebbero bene ad allacciarsi le cinture. I timori sull’intelligenza artificiale – dal punto di vista finanziario e per la minaccia esistenziale che rappresenta per l’umanità – sono destinati ad accentuarsi; la Fed è sulla buona strada per proseguire il suo ciclo di inasprimento monetario; le elezioni di medio termine negli Stati Uniti si profilano all’orizzonte; e la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran (link) infuria ancora. Le azioni riusciranno a scrollarsi di dosso tutto questo ancora una volta? La stagione degli utili del terzo trimestre, che entrerà nel vivo nelle prossime settimane, sarà rivelatrice.
Cosa potrebbe influenzare i mercati domani?
(link)Vendite al dettaglio in Giappone (agosto)
PMI «ufficiali» della Cina (settembre)
L’inflazione (CPI) in Germania (settembre, dati preliminari)
PIL degli Stati Uniti (secondo trimestre, dati definitivi)
Inflazione PCE negli Stati Uniti (agosto) (link)
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