"Che abbiano paura": Mosca lancia messaggio a Ue con stretta su imprese
MOSCA, 29 settembre (Reuters) - La Russia ha preso di mira le aziende europee con l'intento di privare i proprietari stranieri del diritto di gestire i propri asset in Russia, secondo quanto riferito da fonti governative e aziendali, mentre il Cremlino accusa l’Unione europea di coinvolgimento nella guerra in Ucraina.
Questo mese la Russia ha posto sotto amministrazione temporanea gli asset del colosso alimentare svizzero Nestlé, del gruppo tedesco della grande distribuzione Metro AG e del retailer francese Auchan.
"È giunto il momento di adottare misure asimmetriche. Che riflettano su quali misure stanno adottando e quali sanzioni stanno introducendo", ha detto a Reuters una fonte governativa di alto livello a conoscenza diretta delle misure.
Alla domanda su quali aziende potrebbero essere le prossime e se anche le filiali russe di UniCredit e dell’istituto di credito austriaco Raiffeisen potrebbero essere poste sotto amministrazione temporanea, la fonte ha risposto: "Che abbiano paura".
Una fonte aziendale russa, che ha parlato anch’essa a condizione di anonimato, ha accusato le aziende europee di soffocare deliberatamente lo sviluppo delle loro filiali russe, danneggiando in definitiva l’economia del Paese.
Un alto dirigente di un’azienda europea, parte della sempre più ristretta comunità di imprese straniere che operano in Russia, ha detto a Reuters che le imprese europee si aspettano nel breve termine il mantenimento dello status quo.
Oggi il Cremlino ha affermato che le decisioni sono state dettate dal "crescente livello di coinvolgimento di questi Paesi non amici nelle ostilità dirette sul campo di battaglia" contro la Russia, ma ha fatto intendere che tali misure fossero "reversibili".
"Per il momento non vediamo alcuna ragione per un’inversione di rotta. Non sentiamo alcuna voce ragionevole che inviti al dialogo o a compiere sforzi per correggere la situazione", ha detto alla stampa il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
L’Unione europea attribuisce alla Russia la responsabilità di una mancata fine del conflitto, affermando che Mosca non mostra alcuna reale intenzione di impegnarsi in autentici colloqui di pace; la scorsa settimana ha rinnovato le sanzioni nei confronti di oltre 3.000 persone fisiche e giuridiche. Per il momento non sono stati rilasciati commenti sulle ultime misure della Russia contro le aziende europee.