BORSE ASIA-Reggono a tempesta bond, greggio in lieve calo
SYDNEY, 25 settembre (Reuters) - I mercati azionari asiatici rimangono stabili mentre un'inesorabile sell-off sui titoli obbligazionari ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato Usa a più lunga scadenza ai massimi degli ultimi vent'anni, facendo aumentare il costo del denaro in tutto il mondo e minacciando le elevate valutazioni azionarie.
** Le borse europee si apprestano ad aprire in rialzo, con i futures azionari pan-europei in crescita dello 0,9% grazie al leggero calo dei prezzi del greggio. Il Brent cede lo 0,9% a 105,63 dollari il barile, dopo avere registrato un rialzo del 3% durante la notte, mentre il presidente iraniano ha affermato che spetta agli Stati Uniti decidere quando finirà la guerra.
** Tuttavia, il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari al barile ha alimentato i timori di inflazione, rafforzando le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve dopo la sua prima mossa in oltre tre anni e mettendo il dollaro sulla buona strada per un guadagno settimanale dell’1%.
** Il presidente cinese Xi Jinping si trova a Washington per una serie di colloqui con il presidente Donald Trump, nonostante ci siano in realtà scarse indicazioni di progressi su questioni delicate quali l’intelligenza artificiale, il commercio, Taiwan o la guerra con l’Iran.
** L’indice più ampio di MSCI relativo ai titoli dell’Asia-Pacifico escluso il Giappone .MIAPJ0000PUS perde lo 0,1%, con la maggior parte dei mercati chiusi per festività, tra cui Cina continentale, Taiwan e Corea del Sud.
** L’indice giapponese Nikkei .N225 sale dell’1,3%, mentre i titoli australiani legati alle risorse naturali .AXJO perdono lo 0,4%. L’indice Hang Seng di Hong Kong .HSI registra un calo dell’1,3%.
** I futures sul Nasdaq salgono dello 0,4% e quelli sull’S&P 500 guadagnano lo 0,1%.
** Gli asset rischiosi sono messi sotto pressione da un forte sell-off sui mercati obbligazionari globali, poiché i timori per l’inflazione e le tensioni fiscali spingono gli investitori a richiedere rendimenti sempre più elevati, in particolare sul debito a lungo termine.