BORSE ASIA -In calo dopo forti oscillazioni bond e valute, attesa per dati lavoro Usa
SYDNEY, 2 ottobre (Reuters) - L'azionario asiatico perde terreno, mentre gli investitori fanno i conti con le forti oscillazioni dei mercati obbligazionari e valutari in attesa dei dati chiave sull'occupazione negli Stati Uniti; nel frattempo, il rafforzamento militare Usa nel Golfo mantiene elevati i prezzi del greggio e alimenta i rischi di inflazione.
** Le borse europee si avviano ad aprire in rialzo, con i futures a livello pan-regionale in aumento dello 0,11% dopo le perdite della notte. I futures sul Nasdaq guadagnano lo 0,4% e i futures sull’S&P 500 lo 0,3%.
** Molto dipende dai dati sugli occupati non agricoli negli Stati Uniti, in attesa alle 14.30 ore italiane. Le stime indicano un incremento di 90.000 posti di lavoro a settembre, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe mantenersi stabile al 4,1%.
** In Asia, l’indice più ampio di MSCI relativo alle azioni dell’Asia-Pacifico escluse quelle giapponesi .MIAPJ0000PUS perde lo 0,16% e si appresta a chiudere la settimana con un calo dell’1,5%. Il Nikkei giapponese .N225 cede l’1%, ma si avvia a terminare la settimana con un rialzo del 2,8%.
** I mercati della Cina continentale rimarranno chiusi fino a mercoledì prossimo per la Festa nazionale. L’indice Hang Seng di Hong Kong .HSI perde il 2,77% dopo la riapertura dalle festività.
** Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni sale di 2 punti base al 5,2495%, dopo aver perso 6 punti base durante la notte, allontanandosi dal massimo degli ultimi 24 anni del 5,3445%, dato che la forte ondata di vendite ha attirato alcuni acquirenti sul mercato.
** L’euro scivola a 1,1250 dollari, dopo essere sceso dello 0,8% durante la notte fino a toccare il minimo da maggio 2025. Durante la notte ha perso terreno anche rispetto allo yen e al franco , con cali rispettivamente dello 0,8% e dell’1%.
** I prezzi del greggio rimangono elevati dopo il balzo registrato durante la notte, con gli Stati Uniti che, secondo quanto riferito, avrebbero inviato ulteriori truppe e un’altra portaerei in Medio Oriente. Anche la Cina ha sospeso le esportazioni di prodotti petroliferi, alimentando i timori di un peggioramento della carenza globale di carburante.