Bce, inflazione elevata non innesca ancora effetti di secondo impatto - Nagel
SORRENTO, ITALIA, 5 ottobre (Reuters) - L’inflazione nella zona euro è elevata e prevalgono i rischi al rialzo, ma l’aumento dei prezzi dell’energia non si è ancora trasferito sui salari e sugli altri prezzi, ha detto oggi il presidente della Bundesbank Joachim Nagel.
L’inflazione nei 21 Paesi della zona euro si attesta al 3,8%, quasi il doppio dell’obiettivo del 2% fissato dalla Bce, e potrebbe ancora aumentare. Ciò alimenta i timori che l’impennata dei prezzi dell’energia possa innescare effetti di secondo impatto difficili da arginare, perpetuando una rapida crescita dei prezzi in assenza di un intervento deciso da parte della banca centrale.
"Finora non vi sono segnali chiari che l’inflazione si sia trasmessa ai meccanismo di formazione di prezzi e salari", ha detto Nagel in un discorso tenuto a Sorrento. "Le aspettative a più lungo termine, sia quelle di mercato che quelle degli esperti, rimangono in linea con l’obiettivo di inflazione del 2% dell’Eurosistema".
Tuttavia, Nagel non ha lanciato un messaggio rassicurante avvertendo che le pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere forti, anche al netto dei prezzi volatili dei generi alimentari e dell’energia.
"I prezzi del gas sono particolarmente vulnerabili perché i livelli delle scorte sono bassi e l’Europa potrebbe dover acquistare volumi molto più elevati durante l’inverno", ha spiegato Nagel in occasione di una conferenza sui metalli preziosi.
"La perdita di capacità di raffinazione sta facendo aumentare notevolmente i prezzi dei prodotti petroliferi raffinati. Anche siccità, incendi boschivi e carenza di fertilizzanti rappresentano un rischio per i prezzi dei generi alimentari", ha aggiunto.
Questo lungo elenco di rischi spiega perché i mercati finanziari si aspettano che la Bce alzi il tasso sui depositi, attualmente del 2,5%, altre due o tre volte nel prossimo anno, dopo i due rialzi della scorsa estate.
Nagel, tuttavia, non ha avallato le previsioni dei mercati e si è limitato a dire che la Bce deve essere flessibile e continuare a prendere decisioni sulla base dei dati in arrivo.
Secondo i dati Lseg, i mercati scontano una probabilità del 20% di un rialzo dei tassi da parte della Bce a ottobre e dell’80% a dicembre.
A proposito dell’aumento dei rendimenti, Nagel ha affermato che questo sta rendendo i bond più apettibili tra gli asset manager.
Tuttavia, vi sono ancora solide ragioni per diversificare verso l'oro, alla luce delle persistenti tensioni geopolitiche e del rischio creditizio associato agli elevati livelli di debito.